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martedì 11 aprile 2017

Dove Crescono le Ortiche in scena all'Out Off

Va in scena all'Out Off la nuova piece teatrale di Tobia Rossi, Dove crescono le ortiche: show business e potere, l'annullamento di femminilità e ambizioni in nome della famiglia, la percezione del fallimento, il desiderio di altro e di fuga.

Dove crescono le ortiche  racconta la storia di Edith Ewing Bouvier e Edith Bouvier Beale, rispettivamente zia e cugina di Jacqueline Kennedy: due figure femminili, forti e fragili  allo stesso tempo, in perenne sospensione tra i ricordi di un passato di fasti e un presente opaco. 

Mentre il mondo va avanti, si consuma la quotidiana lotta alla sopravvivenza di queste due first lady mancate.

Edith Ewing Bouvier e Edith Bouvier Beale sono madre e figlia, rispettivamente zia e cugina prima di Jacqueline Kennedy. 
In giovinezza artiste promettenti e dame dell’alta società newyorchese, le due donne finiranno povere e infelici, sole, nella villa di Grey Gardens e perenne fonte di imbarazzo per la famiglia Kennedy.

Fino al 13 aprile.

@Antonietta Usardi

Fragili Meraviglie al Castello Sforzesco

Grandi novità per l'arte a Milano.

Riapre dopo tre anni di studi e ricerche e un anno di lavori, grazie al generoso contributo della Fondazione Cariplo, il Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco, completamente rinnovato nell’allestimento e nella scelta delle opere.

Il Museo delle Arti Decorative, tra i più importanti in Europa, nel suo genere, espone oltre 1.300 oggetti d’arte in avorio, metallo, vetro, ceramica, tessuto, dall’Alto Medioevo all’Età Contemporanea, che raccontano la vita quotidiana delle classi agiate e le scelte estetiche dei più importanti centri artistici italiani, europei e mondiali.

L’allestimento sottolinea non soltanto le qualità artistiche delle preziose opere in mostra, valorizzate una ad una, ma anche la loro destinazione d’uso, attraverso un racconto della storia sociale e del costume. Evidenzia inoltre l’importanza degli oggetti artistici come veicolo di trasmissione delle innovazioni del gusto, di epoca in epoca e di regione in regione, e la diffusione dei modelli più celebri (bellissimi i bronzi che riproducono il busto di Costanza Bonarelli di Gian Lorenzo Bernini o il Cristo tra i due ladroni su modello di Michelangelo).

Fra le novità, il focus “Mediterraneo”, che racconta il dialogo fecondo fra opere provenienti dalle diverse sponde del Mare Nostrum, dal IV al XVI secolo; l’esposizione del nucleo inedito di bronzetti rinascimentali e barocchi (Andrea Riccio, Giambologna, Stefano Maderno) e l’allestimento in Sala Castellana della “Collezione Bellini Pezzoli” di vetri contemporanei con postazioni multimediali (45 opere dal 1950 al 2015, di artisti come Enrico Baj, Mario Bellini, Joan Crous, Klaus Moje, Roberto Sambonet, Lino Tagliapietra).

@Paolo Rossi

Ti Parlerò d'Amor al Teatro Manzoni

Va in scena al Manzoni il 12 aprile lo spettacolo Ti Parlerò d'Amor.

Un testo tra prosa e musica, un omaggio al mondo del cabaret tedesco e a quegli autori che dovettero fuggire dalla Germania per evitare le persecuzioni naziste.

Nella Berlino del 1936, nei giorni delle Olimpiadi, due cabarettisti, un uomo ed una donna, costretti a nascondere il proprio passato e la propria origine. Una storia in cui si affronta la tematica razziale così come la persecuzione degli omosessuali ricordando il paragrafo 175 (articolo del codice penale tedesco risalente al 1871 i cui procedimenti vennero ampliati dai nazisti nel 1935) che causò la morte di migliaia di persone.

In scaletta tutte le più belle canzoni dell’epoca, gli anni Trenta: Brecht/Weill “Surabaya Johnny” da “Happy End” ,Weill “Berlin in Licht” ,Stolz “Abat jour” ,Weill “Nana’s Lied” ,Holländer “Kinder, heute Abend…” ,Giovanni D'Anzi “Voglio vivere così”Bixio/Neri “Parlami d'amore Mariù” ,Giovanni D'Anzi “Non dimenticar le mie parole” ,Siegel “Ich hab’ noch einen Koffer in Berlin” ,Weill “Youkali” ,Gershwin “Someone to watch over me”Irving Berlin “Let’s face the Music and Dance” ,Stolz “Das Lied ist aus”.

@Angela Pastore

Cinematology allo Spazio Oberdan

Fondazione Cineteca Italiana e i creatori di Shortology presentano CINEMOLOGY (Fausto Lupetti Editore), il libro della grande storia del cinema, in sintesi.

Lo sapevate che, almeno una volta nella vita, vi siete pettinati con un film? Vi siete mai chiesti come mai Alfred Hitchcock fosse così ossessionato dal tema della colpa? Sapevate che anche i film si possono ammalare? E qual è il bacio più lungo visto sul grande schermo?

Mercoledì 26 aprile 2017 alle ore 20 presso il Cinema Spazio Oberdan di Milano, gli autori Matteo Civaschi (Shortology) e Matteo Pavesi (Cineteca Milano) presenteranno il quarto volume della serie basata sul meccanismo della sintesi grafica, che comprende Shortology (pubblicato in Italia da Rizzoli e uscito in Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna e Giappone), e dedicato a fatti storici e personaggi famosi, Filmology (incentrato sul cinema) e Proverbiology (ça va sans dire).

Cinemology è un manuale a tutto tondo per grandi appassionati di cinema, ma anche per chi di cinema è completamente a digiuno. Un libro-mappa dove poter scoprire la storia della settima arte, dai fratelli Lumière e le grandi correnti estetiche del Novecento, alle epocali trasformazioni contemporanee, oltre ad alcune delle più divertenti citazioni, le filmografie dei più grandi maestri condensate in un unico tableau, e i celebri short movies e sfiziosi aneddoti e record cinematografici.

@Redazione

venerdì 7 aprile 2017

Milano in Stand by alla Fondazione Corrente

La Fondazione Corrente promuove la mostra di fotografia Milano in stand by, a cura di Roberto Mutti.

L’esposizione si inserisce nell’ambito di una più ampia riflessione sulle trasformazioni urbane della città di Milano, che la Fondazione Corrente ha portato avanti negli ultimi anni organizzando numerose mostre e conferenze su questo tema attuale. 

Le città, come ogni organismo vivente, solo apparentemente sono uguali a se stesse: mutano pelle, cambiano in continuazione, si modificano pur conservando una precisa identità.

Milano in questa fase storica sembra proiettata verso grandi trasformazioni indotte dal tramonto della centralità industriale e dalla conseguente necessità di trovare nuovi confini fisici e metaforici alla sua esistenza. Su tutto questo riflette, come è nella sua natura, la fotografia e questa mostra che raduna alcuni autori particolarmente sensibili al tema vuol essere per un verso un contributo e per l’altro una testimonianza di come Milano appare, non più quella del passato non ancora quella del futuro.

Sullo Scalo di Porta Romana si è soffermato con immagini spettacolari Luca Cortese mentre Gianni Maffi ha scelto come soggetti privilegiati le stazioni di Greco, Lodi e Porta Romana riprese con una precisa connotazione classica. Anche Roberto Toja ha indagato sul tema sempre attuale del riutilizzo degli scali ferroviari fotografando quelli di Rogoredo e Santa Giulia cui ha aggiunto altre immagini del cantiere della Fondazione Prada mentre Pio Tarantini propone alcune sue suggestive riprese del’area Garibaldi e Alessandro Vicario le riprese a colori di un opificio abbandonato in zona Rogoredo. Una riflessione sulla costruzione dell’Expo caratterizza il contributo di Barbara Falletta che indaga anche con una ulteriore ricerca sulla Stazione Centrale.

Completano la mostra un video di Francesco Fei sull’ex carcere di Bergamo, un tavolo in cui compaiono i provini da cui gli autori hanno scelto le immagini da esporre e le bacheche che raccolgono pubblicazioni con reportage della Milano storica per stabilire un ideale contatto con il passato. Sorprende, guardando queste immagini, la capacità della fotografia di uscire dai confini della pura riproduzione descrittiva per cogliere della realtà gli aspetti più fortemente evocativi trasformandosi così in strumento di indagine critica del reale.

In occasione dell’inaugurazione della mostra si svolgerà l’incontro L’immagine della città, con interventi del curatore Roberto Mutti e di Gianni Maffi e Pio Tarantini.

Nell’ambito del progetto sarà inoltre organizzato un ciclo di conferenze tematiche a cura di Jacopo Muzio.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 20 aprile al 20 giugno 2017 e sarà allestita nelle due sale espositive della Fondazione Corrente, nella Casa delle Rondini di via Carlo Porta 5 a Milano.
Al primo piano sarà possibile visitare anche la collezione permanente Studio Treccani, che conserva diversi esempi di ceramiche, smalti e vetri oltre a 35 dipinti e l’atelier dell’artista.