giovedì 31 marzo 2016

C'era una Volta il Novecento. Piano Recital con Bruno Canino a Il Cielo Sotto Milano

Il prestigioso ritorno a Milano, in veste di solista, di Bruno Canino, il 31 marzo a il Cielo Sotto Milano (Stazione di Porta Vittoria).

Il pianista napoletano ci racconterà il Novecento con le Valses nobles et sentimentales di Ravel, i Sarcasmi di Prokofiev, la Sonata di Stravinskij, la Suite 1922 di Hindemith e i Preludi di Gershwin.

Un programma incentrato sulla cosmopolita cultura europea dei tre primi decenni del secolo scorso, un programma tipico dell’inesausta curiosità che lo ha portato a esplorare tutti gli stili, tutte le epoche, nel corso di una gloriosa carriera internazionale. 

Canino, fedele allo stile della Dual Band, inframmezzerà le sue esecuzioni con un racconto delle opere e dell’epoca in cui sono nate.

E, dopo il concerto, tutti a cena con il Maestro Canino e la Dual Band!

@Redazione

Quei Due. Massimo Dapporto e Tullio Solenghi al Manzoni di Milano

Una splendida commedia sull'amore, che dura da una vita... Così Roberto Valerio, il regista, sintetizza Quei Due, in scena al teatro Manzoni di Milano dal 31 marzo al 17 aprile.

In palcoscenico Tullio Solenghi e Massimo Dapporto rispettivamente nei ruoli di Harry e Charlie, barbieri della periferia londinese che vivono assieme da una trentina d'anni, con tutte le dinamiche di due coniugi provati da una vita fatta ormai di continui litigi, di futili battibecchi, di sofferenze inferte volontariamente: entrambi sapendo però di non poter più fare a meno l'uno dell'altro.

Scoperto in abiti femminili in un locale pubblico, Charlie aspetta con ansia crescente la convocazione in tribunale, proprio il giorno in cui sta per conoscere la figlia ventenne, frutto di un "errore di gioventù". Harry tenta di distrarlo in tutti i modi, rischiando così di venire ferocemente canzonato per la sua calvizie, nascosta da molti strati di fasce, un grottesco turbante permanente.

Dopo una serie di piccoli/grandi colpi di scena, compreso un maldestro tentativo di suicidio da parte di Harry, sempre in bilico tra la farsa e la tragedia, arriva il fatidico giorno dell'udienza in tribunale. Lo sguardo fisso, il passo incerto, Charlie vi si avvia rifiutando la compagnia di Harry che potrebbe danneggiarlo. Poi comprende che la sua vicinanza gli è indispensabile e lo chiama, a gran voce, accanto a sé. E così i due si ritrovano senza più nulla della loro presunzione, in quel connubio di solidarietà e compassione che ancora li tiene saldamente ed amorevolmente uniti.

@Redazione

mercoledì 30 marzo 2016

Joan Mirò. La Forza della Materia al Mudec

Joan Miró. La forza della materia” in mostra al Mudec fino all'11 settembre continua il progetto museale dedicato agli artisti che hanno guardato al primitivismo delle culture extraeuropee.

In mostra una selezione di opere realizzate tra il 1931 e il 1981, che raccontano attraverso oltre 100 opere e sculture realizzate da Joan Miró l'importanza che l'artista ha sempre conferito alla materia, non solo come strumento utile ad apprendere nuove tecniche ma anche e soprattutto come entità fine a se stessa. 

Attraverso la sperimentazione di materiali eterodossi e procedure innovative, l'artista mira a infrangere le regole così da potersi spingere fino alle fonti più pure dell'arte, sottoponendo la sua opera a un processo di semplificazione della realtà che rimanda all'arte primitiva.

Il percorso di visita, suddiviso in 4 sezioni, è stato studiato per accompagnare il visitatore attraverso il contesto storico dell’epoca, le diverse tecniche artistiche utilizzate dal maestro catalano, con una particolare attenzione alla materia e alla matericità.

@Redazione

Omaggio a Shakespeare al Mic, Spazio Oberdan e Area Metropolis

In occasione dei quattrocento anni della morte di William Shakespeare la Fondazione Cineteca Italiana in collaborazione con Biblioteca Centrale Palazzo Sormani, propone la rassegna WILLIAM SHAKESPEARE ON SCREEN A 400 ANNI DALLA SCOMPARSA,.

Sono proposti i film tratti dalle opere del drammaturgo inglese.

Le proiezioni si terranno al MIC – Museo Interattivo del Cinema (5 – 17 aprile), a Spazio Oberdan (23 aprile – 6 maggio) e presso la Biblioteca Sormani (dal 7 al 28 maggio).

In programma anche l’evento speciale “Shakespeare Day”, il giorno 19 aprile (h 15 e h 20.45), in Area Metropolis 2.0 di Paderno Dugnano, con l’anteprima di Hamlet – National Theatre Live, il film dallo spettacolo andato in scena con straordinario successo al National Theatre di Londra nell’autunno 2015 e che sarà poi replicato due volte anche a Spazio Oberdan.

Al MIC – Museo Interattivo del Cinema saranno proiettati otto titoli fra drammi storici di Shakespeare e film sperimentali (fra i film in programma anche la straordinaria opera di Peter Greenaway, L’ultima tempesta – Prospero’s Book, film che combina diverse espressioni artistiche come il mimo, la danza, l'opera e la pittura); i dieci film in programma a Spazio Oberdan sono invece tutti tratti da tragedie shakespeariane e saranno proiettati in versione originale con sottotitoli italiani; infine, presso la Biblioteca Sormani, i sette titoli in calendario sono la trasposizione sullo schermo di altrettante commedie firmate dal bardo di Stratford-upon-Avon.

@Redazione

I Due Cyrano al Teatro Libero

Hanno aperto le selezioni per il casting di Cyrano. Hanno provinato tutti (o quasi). Mancano due attori. Uno dei due arriva prima dell'altro. È nell'anticamera e aspetta di essere chiamato. È ansioso, come ad ogni provino, e pensa di non farcela, come ad ogni provino. Quando arriva l'altro candidato, il primo vuole toglierlo di mezzo fingendo di essere lui stesso il direttore del casting...

Queste le premesse de I due Cyrano in scena al Teatro Libero di Milano dal 31 marzo al 10 aprile.

In palcoscenico, sotto la guida di Corrado Accordino, ci sono Alessandro Betti e Alfredo Colina, già visti insieme in Maionese, Jena Ridens e Finché c’è morte c’è speranza.

Tra i due comincia un gioco esilarante e crudele che li porta a tirare fuori la parte peggiore di sé, almeno in un primo momento, ma il tempo scorre, nessuno li chiama ma loro aspettano e l'anticamera in cui si stanno conoscendo diviene la metafora della condizione dell'attore condannato ad aspettare, a sentirsi impreparato e non all'altezza, a dover arrivare prima dell'altro per essere scelto.

Poi uno dei due attori, dopo aver incontrato il regista e aver fatto il provino, torna con il volto e la camicia macchiata di sangue. Non si sa bene cosa sia successo nell’altra stanza, certamente qualcosa di irrimediabile. I due si ritrovano quindi a dover gestire una situazione paradossale. Il cadavere, o il presunto tale, li mette davanti a delle scelte difficili. Complici involontari di una black comedy che non ha vie d’uscita.

@Redazione

martedì 29 marzo 2016

2050. Breve Storia del Futuro in Mostra a Palazzo Reale

Si parla di futuro a Palazzo Reale  fino al 23 maggio con la mostra 2050.Breve Storia del Futuro: dipinti, sculture, foto, video, installazioni.

In mostra 50 opere d’arte contemporanea di 46 grandi artisti internazionali, indagano il nostro futuro in una esposizione ispirata al saggio ‘Breve storia del futuro’ di Jacques Attali (

Curata da Pierre-Yves Desaive e Jennifer Beauloye, presenta attraverso una selezione di opere il modo in cui gli artisti contemporanei osservano il presente per condurre una riflessione sul futuro così come esso si delinea ai nostri occhi.

Conflitti globali, mutazioni genetiche, diseguaglianze sociale ed economiche, sfruttamento delle risorse naturali compongono il complesso panorama dei prossimi decenni; gli artisti di ‘’2050’’ interpretano queste tematiche complesse e invitano a ri-pensare il tempo che verrà con visioni anche costruttive e talvolta ironiche.

L'iniziativa fa parte del programma di ‘Ritorni al futuro’, il palinsesto culturale pensato per la primavera 2016 dal Comune di Milano che propone oltre cento appuntamenti tra mostre, concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e incontri, con l’obiettivo di portare al centro della riflessione pubblica l’idea di futuro che abbiamo oggi, confrontandola con quelle che hanno abitato il pensiero creativo in altre stagioni della storia.

@Redazione

Il Caso Spotlight

Il caso Spotlight è un film di Thomas McCarthy che con un bellissimo film, ci racconta la storia di un gruppo di giornalisti d’inchiesta alle prese con una storia rimasta impolverata negli archivi del Boston Globe.

Siamo nel 2001 e Marthy Baron, il nuovo direttore del Boston Globe, assegna ad un piccolo gruppo di giornalisti chiamato “Spotlight”, la missione di indagare cosa si nasconda dietro i molti casi di abusi sui minori da parte dei preti.
Iniziano così una serie di indagini e ricerche tra scartoffie dimenticate, interviste a tappeto ad alcune delle vittime ed incontri con avvocati tra i quali, alcuni senza scrupoli.

Man mano che i giornalisti scavano in questa storia, si rendono conto che il caso che stanno analizzando è molto più grande e oscuro di quel che si pensi portando alla luce numeri impressionanti di abusi ai danni dei minori.

Ciò che salta all’occhio vedendo questo film è la perfetta recitazione degli attori che sembrano essersi calati totalmente nel loro ruolo. Li vediamo recitare in modo appassionato, attivo e interessato alla vicenda.

Una pellicola veritiera, senza la pretesa di scandalizzare e che riesce a farsi seguire senza annoiare il pubblico per tutta la sua durata.

"Quando sei un bambino povero di una famiglia povera e un prete si interessa a te è una gran cosa....Come puoi dire no a Dio?".

@Cecilia Carbonaro

La Mandragola in Scena al Teatro Carcano

Il Carcano di Milano ospita dal 30 marzo al 10 aprile un classico del teatro italiano, la Mandragola di Niccolò Macchiavelli.

La storia si svolge a Firenze nel 1504. Callimaco è innamorato di Lucrezia, moglie dello sciocco dottore in legge messer Nicia. Con l’aiuto del servo Siro e dell’astuto amico Ligurio, Callimaco, in veste di famoso medico, riesce a convincere messer Nicia che l’unico modo per avere figli sia di somministrare a sua moglie una pozione di mandragola, ma il primo che giacerà con lei morirà...

Nella versione proposta da Jurij Ferrini , il prologo comincia come un talk-show, ma subito si entra nella storia, condotta secondo un efficacissimo registro comico, tra gag e piccoli lazzi ben orchestrati.

Una madonna Lucrezia che è un po' come l'Italia: desiderata disperatamente da Callimaco che per possederla si affida a uno stratagemma facendosi aiutare dal faccendiere Ligurio e dal terribile fra’ Timoteo, sinistra espressione del clero più corrotto.

@Redazione

L'Arte del Fare. Giannino Castiglioni Scultore all'Ambrosiana

Giovedì 31 marzo alle ore 18 alla Biblioteca Ambrosiana a Milano Skira editore presenta L'arte del Fare, Giannino Castiglioni Scultore.

Il  libro è il risultato delle recenti ricerche rivolte alla rivalutazione dell’attività di Giannino Castiglioni (Milano 1884 – Lierna 1971),uno tra i più importanti pittori, incisori e scultori del Novecento italiano.

L’opera, attraverso testimonianze dirette e studi monografici di giovani e accreditati studiosi, nonché inediti materiali d’archivio, mette in evidenza la formazione dell’artista e il suo rapporto con l’ambiente milanese nel clima culturale a cavallo tra il tardo simbolismo ottocentesco e il nascente Liberty.

Particolare attenzione viene data alla formazione di Castiglioni presso l’Accademia di Brera e alle opere che lo resero celebre, tra cui ricordiamo quelle presenti al Cimitero Monumentale, i Sacrari dedicati ai Caduti della Prima
Guerra Mondiale e la Porta del Duomo di Milano.

Un capitolo riguarda, infine, lo studio dei 350 gessi conservati presso il Comune di Lierna, dono degli eredi, nell’ottica della creazione di una Gipsoteca da inserire nei percorsi provinciali e regionali lombardi.


@Redazione

venerdì 25 marzo 2016

Bruciori di Stomaco in Famiglia al Filodrammatici

Sul palco del Teatro Filodrammatici va in scena lo spettacolo “N.E.R.D.S. – SINTOMI” per la regia di Bruno Fornasari

In occasione del 50° anniversario di nozze dei genitori i figli Nico, Enri, Robi e Dani, organizzano in un agriturismo i festeggiamenti con la torta nuziale, le fotografie degli sposini, i discorsi dei figli e tutti i parenti riuniti. 

Sembra tutto perfetto, il parco dell’agriturismo è stato recintato per tenere lontani gli stranieri che potrebbero infastidire gli ospiti, il rinfresco è ben cadenzato negli orari, ci sono le paperelle nel laghetto. 

Ma si percepisce subito che sotto le apparenze di questo gruppo, con i propri egoismi e segreti, ci sono tensioni e bombe inesplose pronte a detonare alla minima scintilla. 

Poco prima di mezzogiorno, ad un’ora dall’inizio del pranzo, arriva un ospite inatteso che rompe immediatamente la quiete apparente provocando un vero e proprio delirio, un incubo per i quattro fratelli, con bruciori di stomaco, rabbia repressa, frustrazioni e paure, come se il vero nemico da sconfiggere li avesse ormai raggiunti. 

N.E.R.D. in medicina è l’acronimo per Non Erosive Reflux Desease, il classico bruciore di stomaco fastidioso ma innocuo. 

Tutto quanto non si riesce ad affrontare, a fare e dire fino in fondo, finisce per sedimentare, strato su strato, bloccando le vie di fuga e aumentando la pressione quotidiana fino ad accorgersi che non esiste una strategia di sopravvivenza: da qui nascono i reflussi, i bruciori che si espandono nel petto, insieme a tutti i ricordi e pensieri passati che si affollano attorno al cuore. 

Lo spettacolo è una commedia dal cuore nero che parte dal modello rassicurante della famiglia come paradigma di una società sana che nasconde il rovescio della medaglia: una generazione emotivamente e culturalmente instabile, che cerca di liberarsi di paure e inquietudini contemporanee, sperando di rimandare il futuro che appare ancora incredibilmente sfuocato per conquistarsi, invece, un presente a lunga scadenza. 

@Stefania Cappelletti

Il Bosco Verticale Raccontato in un Libro

Corraini Edizioni ha appena pubblicato il libro di Stefano BoeriA Vertical forest un bosco verticale” in cui l’architetto racconta l’origine, lo sviluppo e i segreti del complesso di due palazzi inaugurate ai confini del quartiere Isola nel 2014. 

Nel 2007 Boeri aveva appena iniziato a progettare due torri alte nel centro di Milano quando, all’improvviso, decise di andare contro le tendenze architettoniche dominanti e di realizzare due torri biologiche, rivestite non di vetro ma di verdi foglie, due torri letteralmente rivestite di vita. 

L’obiettivo di Stefano Boeri era quello di introdurre nell’architettura un concetto del tutto nuovo: la biodiversità, creando degli spazi che non fossero solo abitati da esseri umani ma anche da altre specie, come gli uccelli o gli insetti. 

Le facciate del Bosco Verticale ospitano 900 alberi di grande e medio sviluppo, 5.000 arbusti di grandi dimensioni e 11.000 piante ornamentali perenni, col oltre cento diverse specie. 

Il libro è diviso in quattro parti: “Alberi e umani” in cui Stefano Boeri racconta la nascita e lo sviluppo del progetto; “Storia del Bosco Verticale” con alcuni piccoli racconti dell’architetto illustrati da Zosia Dzierzawska; il “Dizionario illustrato del Bosco in 100 voci”, che raccoglie i concetti chiave del progetto e, infine, “Bosco Verticale: Imparare dal I BV” che spiega il modello in modo che possa essere replicato in progetti analoghi. 

@Stefania Cappelletti

giovedì 24 marzo 2016

L’Ultima Cena di Ulisse Sartini

Nella Sacrestia Bramantesca della Chiesa di Santa Maria delle Grazie fino 25 aprile viene ospitata l’opera, di grandi dimensioni, di Ulisse Sartini L’Ultima Cena”. 

L’opera è stata realizzate nel 2015 e offre lo spunto per meglio indagare i codici iconografici propri dell’arte sacra e scoprire il dialogo tra tradizione e contemporaneità. 

Una descrizione accurata dell’opera viene data nel catalogo dal biblista Enzo Bianchi, affermando che i protagonisti dell’ "Ultima Cena" di Sartini hanno una fisicità prorompente, intensa, dalla forte carica espressiva, costruita sulla “composizione di corpi che fanno corpo, si toccano, comunicano, osano la carne”. 

E’ proprio in questo contatto che si sviluppa la scena dell’opera in due piani differenti: da un lato gli apostoli che si appoggiano gli uni agli altri, sottolineano il legame che li lega appoggiando la mano l’uno sulla spalla dell’altro; dall’altro lato Giuda, isolato, che quasi si discosta dal gruppo e, soprattutto, volge la testa e lo sguardo lontano da Gesù, a simboleggiare l’imminente tradimento. 

L’opera non può fare a meno di dialogare con “L’Ultima Cena” del grande Leonardo Da Vinci, che troneggia pochi metri più in là nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, permettendo così un confronto tra i due lavori e costruendo un percorso evolutivo che mostra le diverse declinazioni, nel corso dei secoli, del tema rappresentato. 

Ingresso libero. 

@Stefania Cappelletti

Il Labirinto di Arnaldo Pomodoro

La Fondazione Arnaldo Pomodoro, fino a gennaio 2017, organizza una fitta serie di appuntamenti e visite guidate alla scoperta dell’opera “Ingresso nel Labirinto” del grande artista. 

L’environment “Ingresso nel Labirinto”, circa 170 mq, venne iniziato nel 1995 per una mostra alla Galleria Marconi a Milano per poi trovare la sua sede definitiva negli spazi sotterranei dell’edificio ex Riva Calzoni, ora sede di Fendi, in via Solari 35. 

La grande installazione è dedicata all’Epopea di Gilgamesh, primo grande testo poetico e allegorico sulla natura umana, in omaggio alla cultura arcaica, ai segni primordiali nelle caverne, alle tavolette degli Ittiti e dei Sumeri che hanno sempre affascinato Arnaldo Pomodoro

La Fondazione Pomodoro offre non solo l’occasione di visitare il Labirinto ma anche di scoprire un luogo veramente affascinante e segreto di Milano. 

@Stefania Cappelletti

Dario Fo Discorre con Dio

Appena pubblicato da Guanda, “Dario e Dio” è un libro in cui il premio Nobel Dario Fo, ateo dichiarato, si diverte a tirare le somme del suo rapporto con Dio e a raccontare il suo lungo avventuroso percorso nei nella fede e nella religiosità. 

Fin dagli inizi della sua carriera Dario Fo si è sempre confrontato con il sacro e la Chiesa, i santi e le figure dei Vangeli, la Madonna e il rapporto di Gesù con le donne, rendendoli non solo bersagli, ma interlocutori privilegiati della sua curiosità. 

Mai blasfemo o irrispettoso, Dario Fo ha sempre trattato l’argomento con la sua magnifica ironia provocatoria e nel libro indaga le contraddizioni di questo Dio che crea un figlio e lo condanna ad una vita difficile, pretende la sua assoluta obbedienza pur avendo dichiarato l’esistenza del libero arbitrio, lo allontana dal Paradiso dandogli in cambio sofferenze, fame e sete. 

Secondo Dario Fo nella Bibbia, nei vangeli, si trova l’intera umanità, in tutte le sue sfumature, si legge l’evoluzione e il cambiamento dell’uomo. 

Spronato dalla giornalista Giuseppina Manin, il grande artista racconta non solo il suo viaggio, spesso buffo, nella fede e nella religione, ma svela anche se stesso, il rapporto con i suoi genitori, l’intreccio costante tra vita e arte. 

Si scoprono così le sue paure, certezze, dubbi, l’amore e lo stupore davanti all’universo e il suo essere non ai margini della Chiesa ma in contatto, grazie all’amicizia profonda con Don Gallo, al legame con David Maria Turoldo e padre Camillo De Piaz e, infine, la sincera ammirazione per Papa Francesco, a cui dedica diverse pagine nel libro e che considera un vero e proprio rivoluzionario nella Chiesa. 

Un libro colmo di ricordi, riflessioni, aneddoti, sorprese e conferme. 

@Stefania Cappelletti

mercoledì 23 marzo 2016

Il Giardino di Gabriella Gallerani da Laboratorio Formentini

Si chiama il Giardino di Gabriella Gallerani la mostra aperta fino all'11 aprile negli spazi del Laboratorio Formentini per l'editoria.
Con i suoi pennelli triplo zero, Gabriella Gallerani (Milano, 1942) ha illustrato per quasi mezzo secolo le copertine e le pagine delle principali pubblicazioni italiane dedicate alla natura, e non solo.

Dalle tavole interne e copertine per le «Guide alla natura d’Italia» di Arnoldo Mondadori (1969-80) alle oltre 100 copertine della rivista «Gardenia» (Giorgio Mondadori, 1985-95), dalle copertine per romanzi di Rizzoli e Sonzogno (sono 48 quelle per i romanzi di Liala) e quelle per la rivista «Il mio vino» (2002-04) alle centinaia di illustrazioni per «Il mio cavallo» (1997-99), «Il mio giardino» (1997-2003) e «Giardini» (2000-13) fino alla monografia Alfagatto (Officina Libraria, 2013), l’arte mimetica di Gabriella Gallerani, dove ogni animale è dipinto pelo per pelo e piuma per piuma e le gocce di rugiada ingannano l’occhio più avvertito, la consacra come una delle più grandi illustratrici botaniche e zoologiche d’Italia.

La mostra al Laboratorio Formentini per l’editoria ripercorre per nuclei la sua produzione, presentando un’ampia selezione degli oltre mille originali, insieme a bozzetti, pubblicazioni e oggetti che permettono di seguire il processo creativo in ogni fase, in un giardino virtuale abitato da piccoli animali e brulicante di vita e bellezza.

@Redazione

martedì 22 marzo 2016

Caccia al Tesoro Botanico nei Giardini Italiani

Pasquetta in famiglia e all'aria aperta con la Caccia al Tesoro Botanico, un evento ludico-didattico rivolto alle famiglie, che si terrà lunedì 28 marzo, giorno di Pasquetta, in 32 giardini aderenti al network dei più bei giardini visitabili d’Italia (www.grandigiardini.it).

L’evento è dedicato alle famiglie, e rivolto in particolar modo ai bambini in età scolare, dai 6 ai 12 anni. 

Nei giardini aderenti all’iniziativa saranno presenti guide o studenti di botanica che accompagneranno i bambini alla scoperta del mondo botanico in modo divertente: in un sacco verranno raccolte le foglie degli alberi e delle piante che si trovano nel parco e i bambini, divisi in piccoli gruppi, dovranno andare alla ricerca della pianta di appartenenza di ciascuna foglia, seguendo gli indizi forniti dalle guide. 

Una volta trovato l'albero, la guida ne racconterà le caratteristiche principali, le origini e alcune curiosità, in modo semplice ma interessante.

E mentre i bambini saranno impegnati nella Caccia, ai genitori e ai fratellini più piccoli verranno proposte altre attività, sempre però alla scoperta dei giardini e della natura.

In Lombardia aderiscono:

Orto Botanico di Brera (Milano)
Giardini di Villa Melzi d’Eril (Bellagio, CO)
Villa del Grumello (CO)
Parco della Fondazione Minoprio (CO)
Parco di Villa Carcano (Anzano del Parco, CO)
Villa Carlotta (Tremezzina, CO)
Rossini Art Site (Briosco, MB)
Giardino Botanico Heller (Gardone Riviera, BS)
Il Vittoriale degli Italiani (Gardone Riviera, BS)
Rocca di Lonato del Garda (Lonato del Garda, BS)
Parco Nocivelli (Verolanuova, BS)
Isola del Garda (S. Felice del Benaco, BS) – la Caccia al Tesoro si terrà il 25 aprile 2016
Giardini di Villa Monastero (Varenna, LC)

@Redazione

Mario Martone. Omaggio all'Oberdan

La Cineteca di Milano propone, dal 31 marzo al 4 aprile 2016, un omaggio a Mario Martone,  con cinque appuntamenti fra i quali spicca quello che si terrà al Teatro alla Scala, domenica 3 aprile ore 11, con la versione cinematografica de La cena delle beffe firmata nel 1942 da Alessandro Blasetti e messa a disposizione da CSC – Cineteca Nazionale.

L’iniziativa prevede poi altri quattro film a Spazio Oberdan (Rasoi, Teatro di guerra, e i rarissimi I dieci comandamenti e Un posto al mondo), tutte opere firmate da Martone nelle quali il regista napoletano dimostra la sua grande capacità di far incontrare i linguaggi di cinema e teatro sempre con risultati eccellenti.

Giovedì 31 marzo alle ore 18 Mario Martone sarà a Spazio Oberdan per un incontro con il pubblico prima della proiezione de I dieci comandamenti.

Fondazione Cineteca Italiana e Teatro alla Scala inaugurano la prima di una serie di future collaborazioni in occasione della programmazione dell’opera di Umberto Giordano La cena delle beffe, in cartellone dal 3 aprile al 7 maggio 2016 con la regia di Mario Martone.


@Redazione

Il Genio di Boccioni a Palazzo Reale

A cento anni dalla sua morte, Palazzo Reale ospita, dal 25 marzo al 10 luglio, la mostra “Umberto Boccioni. Genio e Memoria”, indiscusso artista protagonista del Futurismo, che ha fortemente influenzato le sorti della pittura e della scultura del XXI secolo. 

L’esposizione presenta oltre trecento opere tra dipinti, sculture, incisioni, fotografie d’epoca, libri, riviste e documenti; tra questi 60 disegni provenienti dal Castello Sforzesco, che coprono l’evoluzione artistica di Boccioni dalla giovinezza fino alla sua morte. 

La mostra si sviluppa in ordine cronologico, in due ampie sezioni che approfondiscono temi e aspetti fondamentali della poetica boccioniana, dalla formazione divisionista e simbolista a quella espressionista, con uno sguardo costante alla tradizione classica, rinascimentale e barocca, fino all’affermazione definitiva del Futurismo. 

La prima sezione, “Il giovane Boccioni”, copre il periodo artistico che va dal 1906 al 1910 e mostra l’evoluzione dell’artista seguendo le diverse influenze delle correnti figurative coeve europee e il legame con la tradizione classica e rinascimentale, presentando i primi approcci al Futurismo ancora sulla scia dell’esperienza divisionista ed espressionista. 

I tre Diari giovanili di Boccioni, provenienti dal Getty Research Library di Los Angeles, accompagnano la visione di dipinti come il “Ritratto della Signora Massimino”, il “Romanzo di una cucitrice”, “Campagna lombarda” e “Beata Solitudo Sola Beatitudo”. 

Agli esordi Boccioni è fortemente influenzato dalle opere di Segantini, Fornara e, in modo particolare, Previati, la cui ricerca artistica e teorica e il suo divisionismo simbolista, con una stesura del colore estremamente libera, porrà le basi per la prossima stagione futurista. 

Un ulteriore approfondimento è fornito da un album illustrato, scoperto nella Biblioteca Civica di Verona, costituito da una raccolta di immagini, composte su venti grandi cartelle, grazie a cui è possibile studiare i rapporti di Boccioni con i suoi referenti visivi, il suo metodo, le sue geniali intuizioni e seguire, infine, i suoi sviluppi. 

Intorno al 1910 Boccioni incontra Filippo Tommaso Marinetti e aderisce al movimento artistico da lui creato nel 1909, il Futurismo

La seconda sezione della mostra tratta del periodo che va dal 1911 al 1916 e presenta il Boccioni futurista, indagando i suoi principi teorici, analizzando il suo modo di procedere e i passaggi dall’elaborazione grafica all’opera pittorica o a quella plastica definitiva. 

Espressione di questo periodo sono le opere “Forza”, proveniente dal City Museum of Art di Osaka, “Antigrazioso”, “Materia”, “Dinamismo di un Ciclista”, “Cavallo + case + cavaliere”, la serie dei Dinamismi di un corpo umano e la ritrattistica “matura”, caratterizzata da una nuova direzione espressiva, con un chiaro ritorno alla figurativa con originali richiami alla lezione di Cezanne e dei cubisti, che Boccioni stava sviluppando prima della prematura scomparsa. 

Anche queste opere sono accompagnate da una ricca selezione di scritti boccioniani e futuristi del periodo, appartenenti alla sorella di Boccioni e, probabilmente, raccolti dall’artista stesso e da Marinetti

La mostra si avvale della collaborazione e di prestiti provenienti da diverse realtà museali: la Pinacoteca di Brera, le Gallerie d’Italia di Milano, la Camera di Commercio di Milano, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museo Cantonale di Lugano, il Metropolitan Museum of Art di New York, la Getty Foundation di Los Angeles, il Musée Picasso e il Musée Rodin di Parigi, l’Osaka City Museum of Art e il Kunsthistorisches Museum di Vienna

@Stefania Cappelletti

Ut. La Nuova Serie Post- Apocalittica della Sergio Bonelli Editore

Appuntamento martedì 22 marzo (18.30) alla Mondadori di Piazza Duomo per entrare nel mondo di UT, neonata miniserie a fumetti della Bonelli Editore, firmata da Corrado Roi e Paola Barbato.

I due autori racconteranno ai lettori la genesi di UT e saranno a disposizione per autografare copie dell’albo, che con disegni straordinari racconta il tempo dopo l'uomo e i conflitti tra le nuove specie dominate da istinti primordiali.


Dopo la scomparsa dell’uomo, la terra è devastata, la fauna pressoché estinta, l’ambiente intossicato. Quel che resta del pianeta è popolato da nuove specie, esteriormente molto simili all’uomo, ma dalle capacità limitate. Sono esseri governati principalmente dai loro bisogni primordiali, sui quali spicca la fame che li spinge a nutrirsi gli uni degli altri. Ut è uno di loro, una creatura elementare, feroce e infantile, i cui compiti sono cercare, per conto dell’entomologo Decio, i pochi insetti non ancora estinti e sorvegliare un’antica mastaba a cui nessuno deve avvicinarsi. Proprio da lì, il giorno in cui Ut viene accidentalmente distratto e un gruppo di malintenzionati fa irruzione nell’edificio, emerge un individuo mai visto prima, diverso da tutti gli altri… 

Nel caso del primo numero di UT sarà Nicola Mari, storico disegnatore di Nathan Never e Dylan Dog, a firmare la cover della variante fumetteria.

@Redazione

La Palestina di Aalayan al Cinema Beltrade

Dal 22 al 25 marzo il Cinema Beltrade proietta “Amori, furti e altri guai” del regista palestinese Muayad Aalayan, che dopo aver studiato cinema a San Francisco è tornato al suo paese per affrontare la grande sfida di riuscire a realizzare un film nonostante le grandi difficoltà economiche. 

Il film, presentato nella sezione “Panorama” al Festival Internazionale del Cinema di Berlino 2015, racconta le vicende che accadono al povero Mousa che, costretto a vivere in un campo profughi palestinese, è costretto a rubare macchine per poter sopravvivere. 

Sfortunatamente, un giorno, ruba l’auto sbagliata: nel bagagliaio c’è nascosto un soldato israeliano rapito da militanti palestinesi per essere usato come merce di scambio per la liberazione di alcuni prigionieri politici. 

L’obiettivo di Mousa è quello di raccogliere 5000 dollari per poter emigrare in Italia e realizzare il suo sogno: giocare a calcio nella Fiorentina. 

Pur volendo restare fuori da ogni diatriba politica, l’ingenuo ladro si trova infine immischiato in una losca trama che vede schierati su due fronti i miliziani palestinesi e l’intelligence israeliana. 

A complicare tutto c’è la relazione clandestina con una donna, sposata con un uomo benestante, che aspetta un figlio da Mousa

Il regista ha voluto con questo film dimostrare come la Grande Storia influenza le storie individuali, quella di uomo semplice, né eroe né martire, ma desideroso, forse anche egoisticamente, di non aver nulla a che fare con la realtà drammatica in cui è obbligato a vivere e cerca, con ogni mezzo, di andarsene da quelle terre per costruirsi un futuro migliore. 

@Stefania Cappelletti

Modì. L'Ultimo Inverno di Modigliani al Il Cielo Sotto Milano

Modì, l'ultimo inverno di Amedeo Modigliani, spettacolo scritto e diretto da Gipo Gurrado,torna a Il Cielo Sotto Milano ( Stazione Porta Vittoria).

Una cornice unica - uno spazio teatrale alla Stazione di Porta Vittoria - per uno spettacolo che racconta gli ultimi mesi di Amedeo Modigliani, pittore livornese, che morì a Parigi a soli trentacinque anni, dopo una vita condotta tra alcool, droghe, arte ed eccessi, l'emblema del pittore maledetto per antonomasia.

La storia di una vita e la storia di un amore tragico: a soli due giorni dalla scomparsa del pittore, la sua compagna e anch'essa pittrice di talento, Jeanne Hèbuterne, al nono mese di gravidanza, si tolse la vita per la disperazione gettandosi dal quinto piano della casa paterna.

Un musical che vede alternarsi sul palco undici artisti - sette attori-cantanti e quattro musicisti e che nel narrare la storia di un grande artista che preferì distruggersi, riportano lo spettatore alla frizzante e promettente aria della Parigi di inizio secolo.

@Antonietta Usardi

lunedì 21 marzo 2016

L’Arte Italiana Incontra il Brasile al Mudec

Dal 25 marzo al 21 luglio il Mudec ospita la mostra “Italiani sull’Oceano. Storie di artisti nel Brasile moderno e indigeno alla metà del ‘900”, curata da Paolo Rusconi con Elisa Camesasca, Ana Gonçalves Magalhães, Viviana Pozzoli, Marco Rinaldi

L’esposizione mostra le relazioni artistiche italo-brasiliane che si crearono tra il 1930 e il 1950 quando due critici d’arte come Pietro Maria Bardi e Margherita Sarfatti, l’architetta Lina Bardi e i due artisti Gastone Novelli e Roberto Sambonet, arrivarono in Brasile portando con sé idee e opere della cultura italiana. 

Fu un reciproco scambio culturale: gli italiani giunti nel paese sudamericano entrarono subito in contatto con i nuovi processi di evoluzione urbana e con le nascenti estetiche moderniste e concretiste che fornirono loro nuove prospettive di lavoro e la possibilità di dare forma concreta ad idee prima soltanto embrionali. 

Le opere d’arte italiane vengono qui messe a confronto con una selezione di immagini e oggetti della collezione amazzonica donata da Aldo Lo Curto al Mudec

La mostra è promossa dal Museo delle Culture di Milano e dal Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, con il patrocinio del Consolato Generale del Brasile a Milano e il sostegno del Gruppo Gavio

@Stefania Cappelletti

Champagne & Food Tasting da The Room

Si animano le notti di Porta Romana al The Room (via Giulio Romano 8 ) che propone una serata esclusiva a base di champagne.

Si terrà infatti mercoledì 23 marzo (ore 20.00) Champagne & Food Tasting, che prevede una degustazione guidata di quattro champagne, accompagnati a quattro portate, pensate appositamente per esaltare tutti i sapori.

In assaggio:
Ch Marin & Fils Cuvée Reine 70% PN, 25% CH, 5% PG abbinato a Jamòn Serrano di Teruel adagiato su crostini di pane bianco artigianale; Bourdaire Brut Tradition 100% PM abbinato a Risotto alle barbabietole, mantecato al taleggio e servito con chips croccanti di parmigiano; Macquart-Lorette Brut Tradition Ier Cru 100% PN abbinato a Tegamino di Cassoeula alla Milanese; Ch Marin & Fils Millésime 2005 60% PN, 40% CH abbinato a Dolce a sopresa.

La serata è stata organizzata in collaborazione con:
Tibevo
Think Label Comunications
InterNations
PetitPerlage

Prenotazione obbligatoria.

Per tutte le informazioni 0258319839 - www.theroommilano.it

@Antonietta Usardi

Conceptual Photography da Osart Gallery

Una mostra dedicata alla fotografia concettuale a Milano.

Si chiama Conceptual Photography e ha inaugurato la stagione espositiva per il nuovo anno della Osart Gallery (via Lamarmora 24).

Di questo genere, considerato uno tra più creativi poiché viene inizialmente concepita nella mente del fotografo e poi messa in scena per realizzare e comunicare tale visione, il percorso espositivo propone una serie di fotografie vintage alternate a installazioni.

Sarà il visitatore a misurarsi con le opere di Vito Acconci, Vincenzo Agnetti, Giorgio Ciam, Kenneth Josephson, Ketty La Rocca, Gordon Matta Clark, Duane Michals, Aldo Tagliaferro, Franco Vaccari e Michele Zaza.

La mostra è aperta fino al 2 aprile con i seguenti orari: martedì-sabato ore 10.30-13.00 e 14.30-19. 


@Redazione

La Milano Scomparsa di Mosè Bianchi

La GAMManzoni, fino al 26 giugno, ospita la mostra “Mosè Bianchi. La Milano scomparsa”, uno dei maggiori esponenti della pittura italiana dell’Ottocento che immortalò sulle sue tele la Milano del suo tempo. 

L’esposizione presenta trenta opere, alcune delle quali mai esposte, del pittore monzese e ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera, con particolare attenzione alle opere realizzate a Milano tra il 1865 e il 1869. 

Mosè Bianchi ebbe un legame molto stretto con Milano: allievo all’Accademia di Brera di Schmidt, Bisi, Zimmermann, Sogni e, anche, del direttore Giuseppe Bertini; compagno di Faruffini, Tranquillo Cremona, Ranzoni e Filippo Carcano; nel 1871, ormai pittore celebre, divenne consigliere dell’Accademia. 

Ma il suo rapporto con la città non fu limitato esclusivamente a Brera: lavorò alle decorazioni di Palazzo Turati e, per un breve periodo, fu consigliere comunale. 

Il nucleo centrale dell’esposizione raccoglie le opere dedicate alle vedute di Milano di metà Ottocento come “Uscita dalla chiesa”, “Milano di notte”, “La darsena di Porta Ticinese”, “Le colonne di San Lorenzo”, “Il Carrobbio”. 

Il percorso espositivo prosegue con i quadri di genere: “Il maestro di scuola”, “Saltimbanchi”, “La dama del pappagallo”, “Maternità” e “La pittrice”. 

Sono presenti anche le tele a tema storico e allegorico come “Studio per la Guerra” e le vedute di Chioggia e Venezia, dove il pittore soggiornò diverse volte studiando i grandi pittori veneti del ‘700 e realizzando vedute lagunari che lo resero incredibilmente famoso. 

La mostra è accompagnata da un catalogo con un saggio introduttivo di Nicoletta Colombo e un testo di Elisabetta Staudacher sui rapporti tra Mosè Bianchi e le realtà culturali cittadine. 

@Stefania Cappelletti

Omaggio ad Alida Valli al Mic

Il Mic - Museo Interattivo del Cinema - ospita dal 29 marzo al 9 aprile 2016 una rassegna alla meravigliosa Alida Valli.

La rassegna cinematografica  ripercorre la straordinaria carriera cinematografica dell' attrice italiana, a dieci anni dalla sua scomparsa, partendo da uno dei suoi primi film, Il feroce saladino di Mario Bonnard, fino al thriller soprannaturale del maestro dell' horror Dario Argento, Suspiria.

La retrospettiva ripercorre poi la carriera della Valli attraverso altri grandi capolavori, primo fra tutti Senso di Luchino Visconti, e fra i film in costume anche Piccolo mondo antico di Mario Soldati, girato nel 1941 e oggi considerato un classico della cinematografia italiana.

Degli anni ’40 certo non potevano mancare Il Caso Paradine di Hitchcock, film dall’intreccio intricato dove la Valli interpreta un’algida vedova accusata dell’omicidio del marito; Il terzo uomo di Welles, ambientato in una Vienna cupa e misteriosa, un vero capolavoro di spionaggio nato dalla collaborazione di Welles con lo scrittore Graham Greene e infine Il miracolo delle campane.

 Negli anni ‘’50 – ’60 Alida Valli è stata protagonista di film come Il grido di Antonioni, uno dei suoi film più significativi e strazianti ma sempre lucido e asciutto e Il disordine, che ritrae lo spaccato di una famiglia borghese milanese che coinvolge un giovane arrampicatore sociale nelle sue inconcludenti e insensate giornate. 

In rassegna, infine, un film degli anni ’70, La prima notte di quiete che vede protagonista Alain Delon nei panni di un professore che si innamora di una studentessa e Alida Valli nei panni della madre di quest’ultima, una donna crudele e molto ambigua.

@Redazione

Quello che le Donne non Dicono in Scena al Teatro Libero

Due donne in palcoscenico, Monica Faggiani e Debora Mancini, ci raccontano di un incontro, di una donna che va incontro a sé stessa e alle cui due anime danno voce.

Quello che le donne non dicono, in scena al Libero di Milano, fino al 26 marzo, dopo essere stato rappresentato a Santiago del Cile presso il Teatro della Universidad de Chile e la Casa Rodante ed essere arrivato finalista al concorso di drammaturgia “Per Voce Sola” 2014 presso il Teatro della Tosse di Genova, è un monologo di Fabio Banfo che rilegge Shakespeare, in particolare Lady Machbeth e Ofelia, in una chiave nuova.

Due donne in scena, due anime, che danno vita ad un solo corpo e ad una sola voce.

Una donna in una soffitta si confida con la sua migliore amica.
È appena tornata a casa dopo tanti anni.
Sembra felice.
Ripassa i suoi ricordi ad uno ad uno,
canta, suona il pianoforte.
Cerca la verità dentro se stessa.
Di verità ce n'è una sola.
Ma per lei il mondo è un doppio
dal quale non si scappa.


NOTE di Fabio Banfo
Ho scritto un monologo partendo da un dialogo. Immaginando l'impossibile incontro tra due personaggi femminili dell'universo shakespeariano: Lady Macbeth e Ofelia. La donna forte e algida contro la donna ingenua e fragile. Mi interessava parlare attraverso di loro della relazione delle donne con gli uomini, prendendo due punti di vista estremi, la donna vittima e la manipolatrice, la dominante e la soccombente. Sullo sfondo il dolore dei legami di sangue, la follia, il suicidio.

@Antonietta Usardi

venerdì 18 marzo 2016

Aperitivo in Concerto al Manzoni. Fazil Say e la sua Musica

Chiusura di stagione per Aperitivo in Concerto, appuntamento domenicale dedicato alla musica internazionale del Teatro Manzoni.

L'ultimo appuntamento, quello del 20 marzo, è dedicato alle dolci note di Fazil Say e del suo pianoforte: un programma milanese che rivela anche una feconda vena compositiva e improvvisativa di amante del jazz, e di artista profondamente influenzato dalla musica turca e dalle sue origini che affondano nel mondo bizantino. 

Say ha creato una serie di opere musicali evocative e incantatorie, di sapore arcaico e modernissimo. 

Ateo dichiarato, noto oppositore del governo di Erdogan, Say è stato condannato a 10 mesi di carcere con la condizionale nel 2013 per blasfemia, a causa di tweet ironici sulla religione islamica. 

Nei tweet sotto accusa Say ha tra l’altro scritto, citando il grande poeta persiano Omar Khayyam:”Tu dici che fiumi di vino scorrono in Paradiso: per te è un’osteria celeste?....Artisti ed intellettuali si sono schierati con lui. Nel 2015 la suprema corte d’appello turca ha annullato la condanna, con voto a maggioranza.

A Milano, Fazil Say si presenta affiancato da Serenad Bağcan, eccellente cantante turca e ben nota interprete corale (fa parte del Coro di Stato del Ministero Turco della Cultura e dello Spettacolo).


@Redazione

La Versione di Morgan al Teatro Manzoni

Il 22 marzo va in scena al Teatro Manzoni lo spettacolo “Il libro di Morgan dal vivo” rappresentazione teatrale in 5 atti per la regia di Morgan e Roberta Castoldi

Dopo tante voci e storie raccontate su di lui, questo spettacolo permette di scoprire la versione di Morgan sulla sua vita e sulla sua arte. 

Morgan è un uomo complesso, che ha dedicato la sua intera esistenza alla musica, sempre in alta quota, come lui stesso afferma, in volo, con la netta sensazione di non avere i piedi per terra, ma, specifica, non perché abbia la testa tra le nuvole, anzi, “sono concreto, pratico, forse cervellotico, ma pratico, e se ci penso anche un romantico idealista”. 

Tratto dal libro pubblicato con Einaudi in cui Morgan ha deciso di scrivere di se stesso, lo spettacolo è una miscela di immagini, parole e performance dal vivo, con alcune brani del suo repertorio e nuove musiche create appositamente per lo spettacolo. 

Nei 5 atti che compongono lo spettacolo, Morgan è voce, pianoforte, basso acustico e computer per raccontare alcuni paesaggi della sua autobiografia in cui la musica è il pilastro fondamentale. 

L’impianto scenico è curato da Luca Volpatti, ideatore del progetto scenico per il Festival La Milanesiana e delle scenografie per le opere liriche di Battiato “Genesi”, “Gilgamesh”, “Il cavaliere dell’intelletto” e “Telesio”. 

@Stefania Cappelletti

Cromosomie. Tornano a Milano le Scimmie Nude

Torna a Milano Cromosomie. Viaggio sui Generis,l'innovativo spettacolo della compagnia Scimmie Nude, un monologo sull’identità di genere, al limite tra scienza e poesia, interpretato da Andrea Magnelli e diretto da Gaddo Bagnoli.

Il lavoro della compagnia indaga le presunte differenze che mai più d'oggi hanno cancellato i 'confini' del maschio e della femmina.

Una società nuova, nuove alternative sociali e genetiche che proiettano la nostra società verso un incerto futuro di comportamenti, reazioni, modalità e strutture di vita, ancora lontani e difficili da comprendere.

Lo spettacolo andrà in scena il 20 marzo allo Spazio Scimmie Nude (Piazza Giovanni Perego).

@Redazione

giovedì 17 marzo 2016

L’Arte Rubata alla Fondazione Prada

Dal 18 marzo al 28 agosto la Fondazione Prada ospita, nella galleria Nord, la mostra “L’image volée”, curata dall’artista Thomas Demand

Partendo dall’idea secondo cui tutto si fonda su ciò che è stato fatto e creato in passato, la mostra indaga le modalità con cui gli artisti hanno sempre dato vita ad una propria opera riferendosi ad iconografie già esistenti. 

Il progetto esplora i limiti tra originalità, invenzioni concettuali e diffusione di copie, concentrandosi sul furto, la nozione di autore, l’appropriazione e il potenziale creativo che è insito in queste ricerche.

 La mostra, ospitata nello spazio espositivo progettato dallo scultore Manfred Pernice, presenta più di 90 lavori realizzati da più di 60 artisti dal 1820 ad oggi, incluse le commissioni speciali di Oliver Laric e Sarah Cwynar
  
Il percorso espositivo propone tre possibili direzioni d’indagine: l’appropriazione fisica dell’oggetto o la sua assenza, la sottrazione relativa all’immagine più che all’oggetto stesso, e infine il furto attraverso l’immagine stessa. 

Nella prima sezione sono raccolte fotografie, dipinti, film in cui l’oggetto rubato o mancante diventa corpo del reato o scena del crimine; in esposizione la denuncia incorniciata di Maurizio Cattelan, “Stolen Rug”, tappeto rubato su richiesta di Richard Artschwager, la tela di Adoplh von Menzel, “Friedrich der Grosse auf Reisen”, il quadro di Gerhard Richter, “Richter – Modell”e “Unfolded Origami” di Pierre Bismuth

La seconda sezione analizza le logiche dell’appropriazione all’interno del processo creativo, partendo dall’idea di contraffazione e falsificazione, esemplificata dalle banconote riprodotte a mano dal falsario Günter Hopfinger; Sturtevant, partendo dal ritratto fatto da Man Ray a Duchamp, mi sostituisce sia all’autore che al soggetto; la sezione prosegue con un insieme di opere che prendono in prestito l’elemento visivo da un altro medium o linguaggio, come Thomas Ruff in “jpeg ib01”, Anri Sala con “Agassi”, Giullaume Paris con il filmato “Fountain”.

L’ultima sezione affronta la questione della produzione di immagini che, per loro stessa natura, svelano aspetti nascosti sul piano privato o pubblico, come l’installazione video di John Baldessarri “Blue Line” o la serie “Hotel” di Sophie Calle

La mostra si conclude con l’esposizione di veri e propri strumenti di spionaggio usati dalla DDR nell’Unione Sovietica. 

@Stefania Cappelletti

I Visconti a Milano. Eriprando e Luchino in Rassegna al Mic

Giovedì 17 marzo in occasione dell’intitolazione della Civica Scuola di Cinema a Luchino Visconti, Fondazione Cineteca Italiana presenta I VISCONTI A MILANO, una giornata per offrire due sguardi su Milano con Rocco e i suoi fratelli di Luchino e Una storia milanese di Eriprando.

Il film capolavoro di Luchino Visconti, Rocco e i suoi fratelli, è il romanzo popolare della famiglia lucana Parondi dall’arrivo a Milano alla tragedia finale, passando attraverso passioni e delusioni.

L’altra faccia del boom economico la presenta Eriprando, alla sua prima regia, con Una storia milanese, che racconta la storia d’amore fra due giovani dell’alta borghesia che scoprono di non amarsi più quando lei rimane incinta.

I VISCONTI A MILANO è uno degli appuntamenti che nel corso della giornata del 17 marzo la Civica Scuola di Cinema (v.le Fulvio Testi 121) dedicherà alla figura di Luchino Visconti e che avrà come fulcro, alle 14.30 la Cerimonia di Intitolazione della Scuola al grande Maestro, a quarant’anni dalla scomparsa.

Il programma completo su www.fondazionemilano.eu/cinema


@Redazione

Caravaggio alla Reggia di Monza

Fino al 17 aprile la Reggia di Monza presenta al pubblico l’opera di Caravaggio Flagellazione di Cristo”, tra i capolavori più importanti della produzione napoletana del grande artista. 

Questo olio su tela, realizzato tra il 1607 e il 1608, fu commissionato a Caravaggio dalla famiglia De Franchis per la sua cappella nella chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli. 

La lavorazione fu molto travagliata: tracce di pentimenti, ridipinture, correzioni sono evidenti nella parte inferiore, anche dovuti a precise richieste del committente, ma il risultato finale fu la dimostrazione tangibile di un nuovo modo di fare pittura che mostra non solo la tensione fisica dei personaggi ma anche quella psicologica, emotiva e sentimentale. 

La scena ruota attorno alla colonna a cui è legato il Cristo, attorniato da due torturatori, uno a lato e uno dietro la colonna, che portano lo sguardo dello spettatore rispettivamente sul primo piano della tela, dove si trova un terzo aguzzino chinato, e sullo sfondo. 

Il corpo di Cristo, luminoso e robusto, ma in posizione morbida, contrasta nettamente con i movimenti rigidi degli aguzzini. 

Caravaggio ha realizzato una rappresentazione non convenzionale della realtà umana, giocata su netti contrasti di luci e ombre, frammenti di corpi in movimento colti in movimenti duri e violenti. 

L’esposizione della tela è inscritta nel progetto del Consorzio Villa Reale, Parco di Monza e “Il Cittadino di Monza e Brianza”, volto, dall’anno scorso, a presentare al pubblico gratuitamente opere di elevato pregio durante il periodo pasquale. 

@Stefania Cappelletti

Quasi Perfetta. Anoressia al Teatro Leonardo

Anoressia a teatro.

La bella riflessione di Valeria Cavalli e Claudio Intropido racconta il dramma sempre attuale dell'anoressia, con Quasi Perfetta, in scena dal 18 al 20 marzo.

In scena un’attrice sola ci racconta la storia di Alice, una ragazza un tempo anoressica, ora guarita, ma con l’urgenza viva e la necessità di raccontarsi e di far conoscere il suo problema.

La sua è una storia come tante in cui un disagio, apparentemente nella norma, si trasforma e si amplifica fino a sfociare in una grave patologia: l’intimità del dolore e l’immensa fame di amore per la quale si arriva anche a morire.

Il monologo non dà giudizi né cerca colpevoli, ma consegna alla dimensione emotiva del teatro il compito di comunicare e coinvolgere lo spettatore all’interno di una sofferenza che è innanzitutto spirituale. Nella verità delle parole che Alice pronuncia alla fine dello spettacolo si troverà una risposta alla sua disperata richiesta: trovando il coraggio di chiedere aiuto a chi ci ama, di anoressia si può e si deve guarire.

@Redazione

I Cuori Salvati da Emergency al Teatro della Cooperativa

Il 17 marzo al Teatro della Cooperativa viene proiettato il docufilm “Open Heart” del regista Kief Davidson, candidato agli Oscar nel 2013 per il premio “Documentary story”. 

Il film racconta l’impegno e gli sforzi per aiutare otto bambini ruandesi, gravemente malati, che hanno lasciato le proprie famiglie per mettersi in viaggio verso il Centro Salam di cardiochirurgia di Khartoum, in Sudan. 

Le loro valvole cardiache sono state seriamente danneggiate dalla malattia reumatica e la loro unica salvezza è l’ospedale di Emergency, l’unico centro di cardiochirurgia specializzato e gratuito in tutto il continente africano. 

Giunti qui i bambini trovano ad accoglierli il dottor Emmanuel, l’unico cardiologo del Ruanda, e i dottor Gino Strada, fondatore di Emergency.

Ci sono circa oltre 18 milioni di persone affette dalla malattia reumatica in Africa e il Centro di Salam, aperto da Emergency nel 2007, è l’unica struttura che offre le cure cardiochirurgiche necessarie e gratuite. 

La proiezione del film è preceduta da un breve intervento di Maria Quattrociocchi, cardiologa e collaboratrice di Emergency

Ingresso gratuito; le offerte libere raccolte andranno al Centro chirurgico e pediatrico di Goderich in Sierra Leone. 

@Stefania Cappelletti

mercoledì 16 marzo 2016

Milano in Cento Anni di Foto

Al Piccolo Teatro Grassi, Chiostro Nina Vinchi, viene ospitata, fino al 26 marzo, la mostra “3x100 anni: Milano, allora, ieri e oggi”, patrocinata dal Comune di Milano e dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano

La mostra raccoglie le fotografie vincitrici il contest che metteva a confronto foto della Milano di oggi con il reportage realizzato negli anni Settanta da Pigi Rabolini e con le immagini storiche dell’Archivio Alinari

Il progetto nasce nel nome di Pigi Rabolini, fotoamatore che negli anni Settanta ha immortalato alcuni luoghi iconici di Milano, ricreando le identiche inquadrature che compaiono in una serie di fotografie di inizio secolo conservate nell’Archivio Alinari

A distanza di quarant’anni si è potuto, grazie alla grande partecipazione al contest, registrare i mutamenti avvenuti a Milano, con uno sguardo più attento al quartiere Porta Nuova – Varesine e al complesso di City Life. 

Tre le sezioni del concorso: “Reportage” riservato agli studenti, dalle scuole medie all’università, che hanno dovuto ripercorrere l’itinerario di venti luoghi scelti a suo tempo da Rabolini; “Sguardi”, aperta a tutti, che chiedeva di immortalare in modo specifico la qualità artistica e il valore creativo di uno dei luoghi fotografati da Rabolini; “Visioni”, aperta a tutti, dedicata a luoghi di Milano che proiettano la città nel futuro. 

Ingresso alla mostra gratuito. 

@Stefania Cappelletti

La Rivolta Tunisina alle Manifatture Teatrali Milanesi

Dal 17 al 20 marzo le Manifatture Teatrali Milanesi, sala “La Cavallerizza”, presentano lo spettacolo “Mouvma” di Anna Serlenga

In dialetto tunisino “Mouvma” significa “movimento”: movimento dei corpi, movimento che si propaga nelle strade e si trasforma in movimento sociale. 

Nelle prime settimane del 2011, in Tunisia scoppiò una rivolta che, rapidamente, superò i confini e, come un irrefrenabile contagio, si estese in tutti i paesi del Nord Africa e oltre. 

Oggi, di quella rivolta, rimane tra la polvere la dignità di un’azione sentita, di una scelta presa, anche se durata un solo istante, perché necessaria. 

Lo spettacolo racconta questa esigenza attraverso le voci di tre ragazzi che ci mostrano frammenti di questo tempo che ci appartiene e velocemente ci sfugge. 

Il loro racconto non è solo un’esposizione degli eventi, né una ferita aperta, ma la formulazione silenziosa di una domanda che riguarda tutti noi: qual è la vita che non ha bisogno di essere cambiata? 

Lo spettacolo è in lingua francese e tunisina con sottotitoli in italiano. 

@Stefania Cappelletti

Star Wars da Galassie Lontane a Wow Spazio Fumetto

Dal 19 marzo al 5 giugno Wow Spazio Fumetto ospita la mostra “Star Wars: dal fumetto al cinema e… ritorno” per celebrare la saga stellare più celebre e amata di tutti i tempi. 

Per la prima volta in Italia viene proposto il più completo percorso espositivo sulla saga di Star Wars, completato grazie alla passione dei fans, che hanno prestato alcuni gioielli delle loro collezioni private, unita ad un percorso editoriale che raggruppa i fumetti realizzati dal 1977 ad oggi. 

Lungo il percorso della mostra sono esposti tavole originali di autori italiani e stranieri, tra cui l’omaggio realizzato appositamente da Milo Manara, Howard Chaykin, Mike Deodato jr., Luca Bertelé, e una tavola inedita di Romano Scarpa, albi provenienti da tutto il mondo, dal n. 1 americano a quello italiano, fino a quelli giapponesi e quelli autografati, manifesti cinematografici, foto di scena, grafiche, statue, gadget, riproduzioni accuratissime dei costumi di scena, modellini. 

Il percorso è sviluppato secondo un ordine cronologico che mostra l’evoluzione grafica del fumetto, dal primo numero del 1977 edito dalla Marvel alle serie più recenti. 

Una sezione introduttiva è dedicata al fumetto di fantascienza che, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, ispirò il grande George Lucas: “Flash Gordon”, “Buck Rogers”, John Carter e tutta la narrativa di fantascienza che fornì a Lucas le idee per la sua creazione. 

Dalla visione dei volumi d’epoca, prestati dalla Fondazione Franco Fossati, si scopre da dove provengono alcuni dei “must” della poetica di Star Wars come le spade laser e Chewbacca; la proiezione di alcuni spezzoni dello sceneggiato televisivo di Flash Gordon fanno notare le somiglianze tra le due storie come, per esempio, i testi introduttivi che scorrono sullo schermo allontanandosi verso lo spazio profondo.

Una serie di isole tematiche aiutano anche il visitatore meno esperto a scoprire e conoscere ogni aspetto dell’epica saga stellare: Luke e Leia, Han Solo e Chewbacca, Darth Vader, l’imperatore, Darth Maul, il Conte Dooku e gli ultimi arrivati Kylo Ren, il pilota Poe Dameron, Finn, la coraggiosa Rey; non potevano mancare le descrizioni dei droidi, con due magnifiche riproduzioni a grandezza naturale di R2D2 e C-3PO

Non manca il Millennium Falcon riprodotto con i mattoncini LEGO® in dimensioni giganti, composto da 5000 mattoncini; oltre a ciò sono presenti la ricostruzione, con un diorama di quasi due metri, delle scene ambientate sulla Luna Boscosa di Endor e il palazzo di Maz Kanata

Una sezione è poi dedicata agli Stormtroopers, ai cacciatori di taglie con Boba Fett, e creature aliene di ogni tipo. 

Postazioni multimediali permettono con un semplice tocco di scoprire vita, morte e miracoli di tutti i personaggi meno noti. Grazie alla collaborazione con Pixartprinting e GlobalMedia, la mostra è animata da ingrandimenti scenografici, allestimenti interattivi e installazioni multimediali che ricreano alla perfezione l’universo di Star Wars

Tante le collaborazioni che hanno reso possibile questa mostra: Panini Comics, Associazione La Nona Arte, Bettola di Yoda, Hasbro, Associazione Galaxy, 501st Legion Italica Garrison, Rebel Legion Italian Base, Adm Editore, Consolato Generale degli Stati Uniti d’America, Comune di Milano

@Stefania Cappelletti

I Coniugi Shakespeare al Teatro Libero

Nella programmazione della rassegna “Palco Off – Autori, attori, storie di Sicilia” va in scena al Teatro Libero di Milano dal 18 al 20 marzo, in occasione del 400° anniversario della morte di William Shakespeare, “Sugnu o non sugnu – Una notte insonne in casa Shakespeare” per la regia di Nicola Alberto Orofino.  

Protagonisti della commedia sono Anne Hathaway e il suo celebre marito, William Shakespeare, che raccontano le origini del Bardo durante una notte insonne, svelando la sicilianità del grande drammaturgo. 

Francesca Vitale, scrittrice ed interprete dello spettacolo, ha voluto coniugare in questo spettacolo diversi desideri: raccontare una coppia non qualunque in un quotidiano qualunque, scavare nelle eterne problematiche del teatro, come la solitudine dell’autore, e, infine, le origini di Shakespeare

E’ difficile ricostruire le origini del Bardo e, in ogni caso, Shakespeare rimane Shakespeare a prescindere dal suo luogo di nascita. 

Ma, allora, si può anche ipotizzare che William in realtà si chiamasse Michelangelo Florio, nato a Messina, nella Sicilia spagnola e cattolica, figlio di un fedele calvinista costretto a fuggire per evitare le torture dell’Inquisizione; gira per l’Italia alla ricerca di un rifugio sicuro: Treviso, Venezia, Padova e Mantova; arriva fino in Austria e in Danimarca. 

Poi approda sulle coste inglesi, con il suo bagaglio di tradizioni, umori, cultura e profumi della Sicilia; per meglio nascondersi, muta il suo nome in William Shakespeare, traducendo semplicemente il nome della madre, Guglielma Crollalanza. 

Al contrario Anne Hathaway è un’inglese purosangue, che a ventisei anni decide di sposare un siciliano, focoso quanto lei, più giovane di otto anni. 

Anne è furiosa con Michelangelo perché ha messo in scena, trasfigurandola, tutta la loro vita; ma Anne, fin dagli esordi, ha sostenuto, spronato Michelangelo, traducendo in inglese i testi che lui scriveva; è paziente e lo attende sempre, curando i tre figli – che diventeranno tragicamente in due – e sopporta il marito viziato e bugiardo. 

Nella loro casa di Stratford, notte dopo notte Anne e Michelangelo si raccontano, ripetono più o meno le stesse cose, mostrando come l’uno trae l’ispirazione dell’esistere solo dalla presenza dell’altro. 

Le loro vite sono profondamente intrecciate alle opere del Bardo, tanto che è impossibile, per i due, parlare di qualsiasi cosa senza, involontariamente, citare Macbeth, Cleopatra, Amleto, Costanza e tutti i personaggi maggiori e minori delle commedie e delle tragedie. 

@Stefania Cappelletti