lunedì 20 marzo 2017

LongTake e il Cinema di David Lynch

Tre incontri e una proiezione per avvicinarsi alla densa filmografia del regista statunitense, approfondirne la poetica e fornire le chiavi di lettura adatte a interpretare il suo cammino cinematografico profondo e personale.

Un percorso intrigante che si snoda tra i grandi titoli che costellano la carriera di Lynch: da Velluto Blu a Mulholland Drive, passando per Strade perdute e Una storia vera, fino a giungere a Inland Empire.

Insieme analizzeremo la filmografia del regista individuandone i temi principali e le scelte stilistiche più ricorrenti, provando a decifrare l’alone misterioso che lo circonda e che contribuisce a rendere lui e il suo cinema ancor più affascinanti.

A chiusura del nostro percorso, gli iscritti potranno rivivere gratuitamente sul grande schermo del MIC il cult Velluto blu, uno dei suoi lavori più importanti e indimenticabili. 

Il film sarà proiettato in pellicola grazie a una copia gentilmente concessa dalla Fondazione Cineteca Italiana.

Dal 4 al 26 aprile.

@Redazione

Charlotte Salmon per la Prima Volta a Palazzo Reale

In mostra a Palazzo Reale e per la prima volta in Italia la mostra di Charlotte Salomon.

L’inferno della Shoah restituisce un sorprendente poema allo stesso tempo pittorico, teatrale, narrativo e musicale. Charlotte Salomon è una giovane ebrea berlinese che va incontro ad un tragico destino. Prima di morire ad Auschwitz, Charlotte affida il racconto di tutta la sua vita a centinaia di tempere, raccolte sotto il titolo Vita? o Teatro?

Miracolosamente sopravvissuto alle persecuzioni e alla guerra, questo lascito artistico si rivelerà un autentico canto del destino, che vede proiettata la biografia di Charlotte sullo scenario più tragico del Novecento.

La mostra, a cura di Bruno Pedretti, presenta circa 270 tempere, insieme a decine di fotografie storiche che illustrano la vita di Charlotte e gli avvenimenti del suo contesto, in parallelo alle scene rappresentate nel suo poema autobiografico e ad un filmato che introduce il visitatore nel mondo dei suoi affetti.

Sull’opera di Charlotte esistono ormai numerosi libri, filmati e naturalmente cataloghi che ne hanno accompagnato le esposizioni, tra cui anche alcune edizioni integrali delle tempere, a cui si sono recentemente aggiunti altri tributi a questa figura eccezionale, di genere sia letterario, sia operistico, sia filmico.

@Redazione

Geppetto Geppetto all'Elfo Puccini

Geppetto e Geppetto, terzo spettacolo scritto e diretto e interpretato da Tindaro Granata, che va in scena al teatro Elfo Puccini, ha debuttato nel giugno 2016 al Festival delle Colline Torinesi ottenendo un ampio successo e aggiudicandosi poi il Premio Ubu 2016 come miglior novità italiana.

Questa la storia: la Tony e Luca da anni formano una famiglia e desiderano diventare padri. Volano in Canada, e come il primo papà single della storia, Geppetto, “creano” loro figlio, Matteo. 

Gioia e spensieratezza caratterizzano i primi tempi, fino a che il passare degli anni e la morte di Tony, inducono Matteo a chiedere a Luca le ragioni per le quali lo hanno fatto nascere in una famiglia “diversa”. 

I due si scontrano e lasciano l’uno alla solitudine dell’altro.

È difficile essere figli di gay, ma è difficile anche essere padri di figli normali. Un giorno Matteo andrà, Geppetto ritornerà, l’altro Geppetto perdonerà, come in una famiglia “normale”.

Fino al 26 marzo.

@Redazione

VoceAllOpera. Madama Butterfly allo Spazio Teatro89

Dopo Il barbiere di Siviglia, VoceAllOpera prosegue la Stagione lirica 2017 allo Spazio Teatro 89 di Milano, portando in scena Madama Butterfly di G. Puccini, nelle serate di mercoledì 22 e giovedì 23 marzo 2017.

La tragedia giapponese di Giacomo Puccini, dedicata alla regina Elena, porta a Milano la romantica e triste vicenda di Cho Cho San (Butterfly in inglese) che si innamora di un vanesio marinaio americano che l'abbandona con un figlio appena nato, per poi tornare a riprenderselo qualche anno più tardi, lasciando la donna in preda alla disperazione.

A dirigere l'ensable di VoceAllOpera una vecchia conoscenza dell’Associazione, Damiano Cerutti, fine musicista e “non scontato” uomo di teatro, che darà una lettura accurata delle parte musicale. Cantante, pianista e direttore d'orchestra, offre un vero supporto sia sul versante vocale che musicale, non limitandosi ad una lettura della partitura ma spendendosi in una vera e propria ricerca drammaturgica, dell’unione perfetta tra parola e musica.

Il cast, come di consueto scelto tramite audizioni, è composto da: Cio Cio San, impersonata dal soprano Yim Kyoung, Pinkerton, il tenore Davide La Verde, Suzuki – Carlotta Vichi, Sharpless – Luca Simonetti, Goro – Riccardo Benlodi, Lo zio Bonzo – Luca Vianello, Il principe Yamadori – Francesco Ambruoso, Il commissario imperiale – Gabriele Faccialà, L’ufficiale del registro – Mattia Rossi, Kate Pinkerton – Eleonora Boaretto, Dolore – Antonio Travaglini. Le scene e i costumi sono prerogativa di Francesco Bondì.

@Angela Pastore

martedì 14 marzo 2017

Cervello e Cinema all'Oberdan

Perché i film ci piacciono e ci coinvolgono? Che impatto hanno su di noi? Come influenzano il cervello, e come il cervello è influenzato da ciò che vede sullo schermo? È diverso guardare un film a casa o al cinema, sul tablet o sul grande schermo? Perché al cinema ci si emoziona pur sapendo che ciò che avviene davanti ai nostri occhi è fittizio?

A queste e altre domande risponderanno neuroscienziati e psicanalisti durante la prima edizione del Festival “Cervello&Cinema” che si terrà dal 27 marzo al 2 aprile nelle sale del Cinema Spazio Oberdan.

Obiettivo degli organizzatori è avvicinare un pubblico di non addetti ai lavori e giovani alla ricerca scientifica, uscendo dal mondo accademico e affrontando temi di grande attualità e interesse con un linguaggio accattivante e attraverso celebri film, tra i quali: Persona di Ingmar Bergman, che sarà accompagnato da un dibattito sul ruolo dei neuroni specchio; A Dangerous Method di David Cronenberg che approfondirà il tema dell’uso dell’elettroshock; L’amore bugiardo di David Fincher, con cui si affronterà il tema della menzogna; Alla ricerca di Dory di Andrew Stanton e Angus MacLane che servirà da spunto per parlare dei “Segreti della memoria”.

E se volete sapere “Perché il cervello ricorda meglio i cattivi?” guardatevi Il clan di Pablo Trapero.

L’evento porta avanti la tradizione divulgativa dei BrainForum di BrainCircleItalia, ed è organizzato insieme a Ospedale San Raffaele, Fondazione Cineteca Italiana e Hebrew University of Jerusalem, con il supporto di Roche e Cisal e il Patrocinio del Comune di Milano.


@Redazione

Killer per Signora al Manzoni di Milano

Va in scena al Manzoni di Milano la commedia brillante Killer per Signora, con Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia.

Cristopher Kit Gill e Morris Bromo sono i protagonisti di Serial Killer per signora. Non si conoscono. Nessuno dei due sa dell’esistenza dell’altro. Kit è un attore disoccupato, da poco orfano di una madre che ne ha marchiato a fuoco la vita: una grande attrice, troppo impegnata per donare l’affetto e le attenzioni di cui un figlio avrebbe bisogno, della quale Kit tenta di emulare il successo in modo assai diverso. 

Morris è un detective della polizia di New York, non più giovanissimo. Ha scelto di rimanere vivo e di non cercare clamori carrieristici. Nemmeno la vita privata brilla: vive ancora a casa con la madre, una signora ebrea invadente e possessiva. 

Poi il primo omicidio: commesso da una psiche malata, tanto malata da telefonare al distretto di Polizia per lamentarsi della poca attenzione che la stampa gli ha dedicato. Kit cerca Morris. Inizia un rapporto simbiotico tra i due e le loro rispettive “carriere”.


“Un killer in città, può provocare il caos, e che detective lo impacchetterà”.

Dal 23 marzo al 9 aprile.

@Redazione

lunedì 6 marzo 2017

Cineteca 70. Marzo Racconta il 1967

Il mese di marzo allo Spazio Oberdan e al Mic raccontano il 1967 del cinema per l'appuntamento con Cineteca 70, l’evento celebrativo per i primi 70 anni di Fondazione Cineteca Italiana (1947 – 2017), la prima Cineteca d’Italia, fondata da Luigi Comencini e Alberto Lattuada nel 1947.

Allo Spazio Oberdan, nove pellicole, quattro delle quali all’insegna della classicità, L’amore fugge, Mon oncle, Adua e le compagne, Lo spaccone, e quattro che possiamo inserire nella categoria degli “irregolari”: Anche i nani hanno cominciato da piccoli, Trainspotting (di cui è annunciato a breve il remake), Il potere, Querelle de Brest. Infine, per l’appuntamento con il grande cinema muto, proponiamo in edizione restaurata e con accompagnamento musicale dal vivo il capolavoro di Eric Von Stroheim Femmine folli.

Da segnalare, fra i 12 film del 1967, Il libro della giungla di Wolfgang Reitherman, che rientra anche nel programma del Cineclub Family, un grande revival della Disney che con personaggi come il simpaticissimo Baloo, la tigre nera Bagheera e il temibilissimo Shere Kahan è diventato un cult per grandi e piccini.
Gli altri film in programma nel mese di marzo: Bella di giorno (Luis Buñuel), Edipo Re (Pier Paolo Pasolini), A piedi nudi nel parco (Gene Saks), Nick mano fredda (Stuart Rosenberg), Per favore…non mordermi sul collo! (Roman Polanski), Play Time – Tempo di divertimento (Jacque Tati), Le streghe (AA. VV.), Il muro (Serge Roullet), La Cina è vicina (Marco Bellocchio), I ragazzi di bandiera gialla (Mariano Laurenti, Gangster Story (Arthur Penn).

@Redazione

La Parigi di Manet a Palazzo Reale

La primavera porta a Milano la Parigi di Manet e i suoi capolavori in una meravigliosa mostra, che si inaugura il prossimo 8 marzo a Palazzo Reale di Milano.

La magia di Edouard Manet, iniziatore di una nuova pittura, che scopre la modernità della sua Parigi in piena trasformazione.
Una città vissuta e conosciuta attraverso lunghe passeggiate, ed ecco comparire come istantanee di un momento le strade, i caffè, i boulevard affollati, i concerti, l'Opera.

Una ricchissima esposizione di circa 100 opere, tra cui 16 quadri di Manet e altre 40 tele di suoi contemporanei (Boldini, Cézanne, Degas, Fantin-Latour, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Signac, Tissot), tutte provenienti dalla preziosa collezione del Museo D'Orsay.
Oltre alle opere su tela, trovano posto anche 11 acquarelli di Manet e sette sculture.

La mostra si propone di celebrare il ruolo centrale di Manet nella pittura moderna, attraverso i vari generi cui l’artista si dedicò: il ritratto, la natura morta, il paesaggio, le donne, Parigi, sua città amatissima, rivoluzionata a metà Ottocento dal nuovo assetto urbanistico attuato dal barone Haussmann e caratterizzata da un nuovo modo di vivere nelle strade, nelle stazioni, nelle Esposizioni universali, nella miriadi di nuovi edifici che ne cambiano il volto e l’anima.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 2 luglio.

@Antonietta Usardi

Cello Daddy al Teatro Libero

Va in scena al Teatro Libero di Milano fino all'11 marzo la piece teatrale Cello Daddy.

In questo modo, infatti, Jacqueline Du Pré, la più grande violoncellista del secolo scorso, chiamava il suo insegnante di riferimento, William Pleeth.

Un insolito furto, un luogo dimenticato e polveroso, un importantissimo concerto in un altrettanto importante teatro. In scena Viola, una violoncellista professionista in cerca di risposte attraversata da quelle stesse domande che sono state oggetto di analisi per Jacqueline: chi sono quando non suono? Cos’è il talento? Qual è il mio posto? Cosa voglio?
Ed è così che Viola intreccia con Jacqueline questo monologo a due voci.

L’affascinazione per questa donna, per la sua musica, per la sua storia inusuale; il suo dono inspiegabile, la ricerca che ognuno di noi compie su se stesso nell’intento di svelare il proprio suono personale, sono i punti di partenza per la creazione dello spettacolo.

“Cello Daddy!” vuole essere un omaggio all’artista, uno studio della sua interpretazione musicale definita leggendaria, ma anche un’indagine della sua vicenda personale. Jacqueline Du Pré, considerata il più grande talento che abbia mai suonato il violoncello, ebbe nell'ottobre del 1973 una diagnosi di sclerosi multipla. Inesorabilmente, la malattia deteriora le sue condizioni fisiche fino alla morte, che avviene a a soli 42 anni.

“Jacqueline è straordinaria, ha un istinto come se fosse venuta al mondo non per parlare, ma per suonare”. Questo dice di lei il marito, il celebre direttore d’orchestra Daniel Barenboim.

@Redazione