martedì 11 aprile 2017

Dove Crescono le Ortiche in scena all'Out Off

Va in scena all'Out Off la nuova piece teatrale di Tobia Rossi, Dove crescono le ortiche: show business e potere, l'annullamento di femminilità e ambizioni in nome della famiglia, la percezione del fallimento, il desiderio di altro e di fuga.

Dove crescono le ortiche  racconta la storia di Edith Ewing Bouvier e Edith Bouvier Beale, rispettivamente zia e cugina di Jacqueline Kennedy: due figure femminili, forti e fragili  allo stesso tempo, in perenne sospensione tra i ricordi di un passato di fasti e un presente opaco. 

Mentre il mondo va avanti, si consuma la quotidiana lotta alla sopravvivenza di queste due first lady mancate.

Edith Ewing Bouvier e Edith Bouvier Beale sono madre e figlia, rispettivamente zia e cugina prima di Jacqueline Kennedy. 
In giovinezza artiste promettenti e dame dell’alta società newyorchese, le due donne finiranno povere e infelici, sole, nella villa di Grey Gardens e perenne fonte di imbarazzo per la famiglia Kennedy.

Fino al 13 aprile.

@Antonietta Usardi

Fragili Meraviglie al Castello Sforzesco

Grandi novità per l'arte a Milano.

Riapre dopo tre anni di studi e ricerche e un anno di lavori, grazie al generoso contributo della Fondazione Cariplo, il Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco, completamente rinnovato nell’allestimento e nella scelta delle opere.

Il Museo delle Arti Decorative, tra i più importanti in Europa, nel suo genere, espone oltre 1.300 oggetti d’arte in avorio, metallo, vetro, ceramica, tessuto, dall’Alto Medioevo all’Età Contemporanea, che raccontano la vita quotidiana delle classi agiate e le scelte estetiche dei più importanti centri artistici italiani, europei e mondiali.

L’allestimento sottolinea non soltanto le qualità artistiche delle preziose opere in mostra, valorizzate una ad una, ma anche la loro destinazione d’uso, attraverso un racconto della storia sociale e del costume. Evidenzia inoltre l’importanza degli oggetti artistici come veicolo di trasmissione delle innovazioni del gusto, di epoca in epoca e di regione in regione, e la diffusione dei modelli più celebri (bellissimi i bronzi che riproducono il busto di Costanza Bonarelli di Gian Lorenzo Bernini o il Cristo tra i due ladroni su modello di Michelangelo).

Fra le novità, il focus “Mediterraneo”, che racconta il dialogo fecondo fra opere provenienti dalle diverse sponde del Mare Nostrum, dal IV al XVI secolo; l’esposizione del nucleo inedito di bronzetti rinascimentali e barocchi (Andrea Riccio, Giambologna, Stefano Maderno) e l’allestimento in Sala Castellana della “Collezione Bellini Pezzoli” di vetri contemporanei con postazioni multimediali (45 opere dal 1950 al 2015, di artisti come Enrico Baj, Mario Bellini, Joan Crous, Klaus Moje, Roberto Sambonet, Lino Tagliapietra).

@Paolo Rossi

Ti Parlerò d'Amor al Teatro Manzoni

Va in scena al Manzoni il 12 aprile lo spettacolo Ti Parlerò d'Amor.

Un testo tra prosa e musica, un omaggio al mondo del cabaret tedesco e a quegli autori che dovettero fuggire dalla Germania per evitare le persecuzioni naziste.

Nella Berlino del 1936, nei giorni delle Olimpiadi, due cabarettisti, un uomo ed una donna, costretti a nascondere il proprio passato e la propria origine. Una storia in cui si affronta la tematica razziale così come la persecuzione degli omosessuali ricordando il paragrafo 175 (articolo del codice penale tedesco risalente al 1871 i cui procedimenti vennero ampliati dai nazisti nel 1935) che causò la morte di migliaia di persone.

In scaletta tutte le più belle canzoni dell’epoca, gli anni Trenta: Brecht/Weill “Surabaya Johnny” da “Happy End” ,Weill “Berlin in Licht” ,Stolz “Abat jour” ,Weill “Nana’s Lied” ,Holländer “Kinder, heute Abend…” ,Giovanni D'Anzi “Voglio vivere così”Bixio/Neri “Parlami d'amore Mariù” ,Giovanni D'Anzi “Non dimenticar le mie parole” ,Siegel “Ich hab’ noch einen Koffer in Berlin” ,Weill “Youkali” ,Gershwin “Someone to watch over me”Irving Berlin “Let’s face the Music and Dance” ,Stolz “Das Lied ist aus”.

@Angela Pastore

Cinematology allo Spazio Oberdan

Fondazione Cineteca Italiana e i creatori di Shortology presentano CINEMOLOGY (Fausto Lupetti Editore), il libro della grande storia del cinema, in sintesi.

Lo sapevate che, almeno una volta nella vita, vi siete pettinati con un film? Vi siete mai chiesti come mai Alfred Hitchcock fosse così ossessionato dal tema della colpa? Sapevate che anche i film si possono ammalare? E qual è il bacio più lungo visto sul grande schermo?

Mercoledì 26 aprile 2017 alle ore 20 presso il Cinema Spazio Oberdan di Milano, gli autori Matteo Civaschi (Shortology) e Matteo Pavesi (Cineteca Milano) presenteranno il quarto volume della serie basata sul meccanismo della sintesi grafica, che comprende Shortology (pubblicato in Italia da Rizzoli e uscito in Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna e Giappone), e dedicato a fatti storici e personaggi famosi, Filmology (incentrato sul cinema) e Proverbiology (ça va sans dire).

Cinemology è un manuale a tutto tondo per grandi appassionati di cinema, ma anche per chi di cinema è completamente a digiuno. Un libro-mappa dove poter scoprire la storia della settima arte, dai fratelli Lumière e le grandi correnti estetiche del Novecento, alle epocali trasformazioni contemporanee, oltre ad alcune delle più divertenti citazioni, le filmografie dei più grandi maestri condensate in un unico tableau, e i celebri short movies e sfiziosi aneddoti e record cinematografici.

@Redazione

venerdì 7 aprile 2017

Milano in Stand by alla Fondazione Corrente

La Fondazione Corrente promuove la mostra di fotografia Milano in stand by, a cura di Roberto Mutti.

L’esposizione si inserisce nell’ambito di una più ampia riflessione sulle trasformazioni urbane della città di Milano, che la Fondazione Corrente ha portato avanti negli ultimi anni organizzando numerose mostre e conferenze su questo tema attuale. 

Le città, come ogni organismo vivente, solo apparentemente sono uguali a se stesse: mutano pelle, cambiano in continuazione, si modificano pur conservando una precisa identità.

Milano in questa fase storica sembra proiettata verso grandi trasformazioni indotte dal tramonto della centralità industriale e dalla conseguente necessità di trovare nuovi confini fisici e metaforici alla sua esistenza. Su tutto questo riflette, come è nella sua natura, la fotografia e questa mostra che raduna alcuni autori particolarmente sensibili al tema vuol essere per un verso un contributo e per l’altro una testimonianza di come Milano appare, non più quella del passato non ancora quella del futuro.

Sullo Scalo di Porta Romana si è soffermato con immagini spettacolari Luca Cortese mentre Gianni Maffi ha scelto come soggetti privilegiati le stazioni di Greco, Lodi e Porta Romana riprese con una precisa connotazione classica. Anche Roberto Toja ha indagato sul tema sempre attuale del riutilizzo degli scali ferroviari fotografando quelli di Rogoredo e Santa Giulia cui ha aggiunto altre immagini del cantiere della Fondazione Prada mentre Pio Tarantini propone alcune sue suggestive riprese del’area Garibaldi e Alessandro Vicario le riprese a colori di un opificio abbandonato in zona Rogoredo. Una riflessione sulla costruzione dell’Expo caratterizza il contributo di Barbara Falletta che indaga anche con una ulteriore ricerca sulla Stazione Centrale.

Completano la mostra un video di Francesco Fei sull’ex carcere di Bergamo, un tavolo in cui compaiono i provini da cui gli autori hanno scelto le immagini da esporre e le bacheche che raccolgono pubblicazioni con reportage della Milano storica per stabilire un ideale contatto con il passato. Sorprende, guardando queste immagini, la capacità della fotografia di uscire dai confini della pura riproduzione descrittiva per cogliere della realtà gli aspetti più fortemente evocativi trasformandosi così in strumento di indagine critica del reale.

In occasione dell’inaugurazione della mostra si svolgerà l’incontro L’immagine della città, con interventi del curatore Roberto Mutti e di Gianni Maffi e Pio Tarantini.

Nell’ambito del progetto sarà inoltre organizzato un ciclo di conferenze tematiche a cura di Jacopo Muzio.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 20 aprile al 20 giugno 2017 e sarà allestita nelle due sale espositive della Fondazione Corrente, nella Casa delle Rondini di via Carlo Porta 5 a Milano.
Al primo piano sarà possibile visitare anche la collezione permanente Studio Treccani, che conserva diversi esempi di ceramiche, smalti e vetri oltre a 35 dipinti e l’atelier dell’artista.

giovedì 6 aprile 2017

Learning by The Heart. Il Genocidio Armeno al Mic

Appuntamento con la Storia al Mic, Museo interattivo del cinema, il 7 aprile.

In occasione della mostra fotografica organizzata presso Casa della Memoria Learning by Heart, in cui l’artista Agnese Purgatorio, attraverso il collage digitale, racconta visivamente il concetto di esule e di clandestino, il MIC - Museo Interattivo del Cinema Fondazione Cineteca Italiana ospita LEARNING BY HEART. IL GRANDE POPOLO ARMENO, una giornata di proiezioni sugli armeni, popolo vittima del primo genocidio del Novecento.

Il programma cinematografico al MIC prevede la proiezione di due film: alle ore 16 Ararat – Il monte dell’Arca (2002), di Atom Egoyan, con protagonista un pittore armeno, Gorky, che insieme a un giovane, a una donna che ama molto i suoi quadri e ad un poliziotto, avrà il compito di ricordare un genocidio di cui si sa e si parla sempre troppo poco; alle ore 18.30 in calendario La masseria delle allodole (2007), trasposizione cinematografica dei fratelli Taviani dell’omonimo romanzo di Antonia Arslan, che racconta le vicende della famiglia armena Avakian e la loro dolorosa separazione.

@Redazione

Macbeth. Shakespeare al Teatro Sala Fontana

Macbeth, il male e l'umano in scena al sala Fontana dal7 al 9 aprile.

Dopo una lunga permanenza nella classicità e un anno pasoliniano, la compagnia Archivio Zeta si misura con il suo primo Shakespeare, grazie alla sinergia creata dalla co-produzione con Elsinor centro di produzione teatrale, che nel suo percorso ha più volte incontrato le opere del Bardo.

In questo lavoro Macbeth è un uomo nuovo, un antieroe, portatore del giusto e dell’ingiusto, un Copernico, che sulla soglia tra Cinquecento e Seicento mette in discussione lo stato delle cose, si muove tra il retaggio simbolico ancora precario nella concezione del mondo e il nuovo relativismo che porta già verso la modernità.

In questo dramma dal ritmo serrato emergono con furore due movimenti: il tema del tempo e quello della paura. Un tempo che fa paura.

Un eroe formato da due persone, parti inseparabili dello stesso dramma, assassini che ci mostrano due aspetti della mente criminale, due lobi dello stesso cervello, entrambi coinvolti e risucchiati dal medesimo universo buio e pauroso. Siamo in un incubo ad occhi aperti, rinchiusi nel cerchio di un orologio fermo, una sincope, un arresto cardiaco che sospende, anzi annulla, il tempo: solo i ricorrenti battiti che risuonano a lungo potranno sbloccare la corona, far ripartire il polso, ricominciare a respirare.

@Redazione

mercoledì 5 aprile 2017

Il Maschio Inutile. La Banda Osiris all'Elfo Puccini

Un'esilarante commedia in musica, un viaggio onirico alla scoperta de "Il Maschio Inutile" all'Elfo Puccini dal 6 al 9 aprile con la Banda Osiris.

Sandro Berti (mandolino, chitarra, violino, trombone), Gianluigi Carlone (voce, sax, flauto), Roberto Carlone (trombone, basso, tastiere), Giancarlo Macrì (percussioni, batteria, bassotuba), ovvero la Banda Osiris, insieme a Federico Taddia e Telmo Pievani compiono un’analisi tanto esilarante quanto spietata della condizione maschile contemporanea tra parodie cantate pop rock e d’operetta, improbabili lezioni di anatomia, testimonianze “scientifiche” e talk show.

Che cosa significa essere maschi oggi?

La condizione femminile è da tempo sotto i riflettori, ma pochi parlano della crisi mondiale del maschio. Antiche certezze si vanno sgretolando. Nell’età della pietra, i maschi facevano i maschi e le femmine facevano le femmine, o almeno così sembra. Adesso è tutto più complicato e si affaccia la novità scientifica sconcertante secondo cui, in natura, il sesso debole è proprio quello maschile. Negli animali non umani si scoprono storie raccapriccianti. In certi pesci, i maschi sono diventati “nani parassiti”, appendici penzolanti dal corpaccione della femmina, scroti ambulanti. Neanche in un film di fantascienza femminista ci sarebbero arrivati. In altri casi ancora le femmine fanno tutto da sole auto-fecondandosi come amazzoni, o cambiano sesso all’occorrenza. Decidono tutto loro. I maschi invece si ammazzano di fatica per farsi scegliere dalle femmine, lottando gli uni contro gli altri o esibendo costosissimi ornamenti. Una vitaccia.

Ne Il maschio inutile i quattro uomini della Banda Osiris decidono per la prima volta di costituire un gruppo di auto-aiuto. Con il contributo di un narratore di storie, Federico Taddia, e di uno scienziato dell’evoluzione, Telmo Pievani, attraversano i gironi infernali della mascolinità. 

E’ una terapia d’urto, una catarsi. Scoprono così che i loro cromosomi stanno invecchiando, che il corpo maschile è pieno di parti inutili, che per non fare la pipì fuori dal vaso hanno bisogno di una mosca finta dipinta nell’orinatoio, e che in natura c’è veramente di tutto: eterosessualità, omosessualità, bisessualità, transessualità. Insomma, un’esplosione di diversità in cui il maschio tradizionale si sente piccolo e periferico. Poco male: il mondo trabocca di inutilità e gli uomini rientreranno a buon titolo nella categoria del superfluo. A meno che non decidano di smettere di fare i maschi da cartolina, i maschi tutto testosterone. Ecco allora che emerge la domanda fatidica: perché nonostante tutto i maschi sopravvivono? Nella parte finale del loro viaggio, i quattro maschi anonimi scopriranno il segreto scientifico della loro esistenza, che qui non possiamo anticipare. Il futuro sta tutto nella diversità e la categoria maschile sarà forse salvata proprio da quei maschi strambi e sorprendenti, un po’ assurdi e teneramente umani, raccontati da Federico Taddia.

Essere imperfetti tutto sommato non è così male.

@Angela Pastore

martedì 4 aprile 2017

Navigli. Un Ciclo di Incontri

“Parole, suoni e colori in attesa dell’acqua”. Il programma di incontri per parlare del Naviglio come specchio dei milanesi e culla della loro cultura storica si rivela fin dal titolo. Attesa è la parola chiave, ad indicare la speranza con cui moltissimi cittadini ricordano la Milano delle cartoline in bianco e nero, quelle in cui le acque dei canali ancora cingevano tutto il centro storico e ne definivano la quotidianità, sperando di intravedervi uno scorcio del futuro di riqualificazione e riapertura della rete idrica coperta negli anni Venti.

Su iniziativa dell’ICS Milano Spiga, con il patrocinio di Comune di Milano, Municipio 1, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, è nato CONCArte, un progetto di tutela e valorizzazione della Conca leonardesca dell’Incoronata, monumento in adozione alla scuola, che si propone di creare in città occasioni di conoscenza e diffusione culturale dedicate ai Navigli: cinque appuntamenti – dal 29 marzo al 31 maggio – per discutere delle prospettive di riapertura, a cominciare dagli scritti letterari dedicati all’acqua e al suo ambiente cittadino, primi tra tutti quelli di Leonardo Da Vinci, in una cornice musical.

Ciascun incontro sul tema dei Navigli inizierà con un richiamo storico e porterà all’apertura di un tavolo di lavoro, corrispondente al tratto dei Navigli da riaprire, con esperti tecnici, studiosi, politici e cittadini, per raccogliere spunti di riflessione utili al nuovo progetto di città. Testimonianze e contributi verranno raccolti nella piattaforma dell’Eco Museo www.mumi-ecomuseo.it

@Paolo Rossi

Gli Anni di Piombio in Rassegna al Mic

Dal 12 aprile al 4 maggio 2017 il MIC presenta una rassegna dedicata agli anni di piombo.

GLI ANNI DIFFICILI 1969 – 2017. DA PIAZZA FONTANA A VIA PADOVA è una rassegna organizzata in collaborazione con la Casa della Memoria di Milano in occasione della pubblicazione del libro di Alberto Crespi Storia d’Italia in 15 film (2016, Editori Laterza), in cui l’autore rilegge la storia d’Italia in quindici straordinari film.

Le pellicole proposte nella rassegna raccontano i momenti più difficili della storia dell’Italia e della città di Milano, trasposti sullo schermo da registi in grado di comunicare il profondo rapporto che lega il cinema alla storia.

Apre la rassegna mercoledì 12 aprile alle ore 19 Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1969) di Elio Petri, film che sottolinea l’ambiguo rapporto fra giustizia e potere, a cui segue un incontro con l’autore del libro Storia d’Italia in 15 film (2016, Editori Laterza) Alberto Crespi.

Il film sarà proiettato in pellicola 35 mm grazie alla collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale.

Chiude la rassegna giovedì 4 maggio alle ore 17 il film Buongiorno, notte (2003) di Marco Bellocchio, che sarà presente in sala per un incontro con il pubblico.

@Angela Pastore

Marco Pantani. La Sua Storia al Teatro Libero

Il Teatro Libero porta in scena la storia e il dramma del ciclista Marco Pantani, con lo spettacolo “Marco Pantani – in polvere: ascesa e distruzione di un dio”, dal 3 al 15 aprile.

E’ il 14 febbraio 2004, Rimini, stanza 5D del Residence “Le Rose”. Un uomo a torso nudo è riverso a terra. Ha un'ecchimosi dietro l’orecchio e un taglio sull’arcata sopraccigliare; una sostanza bianca gli esce dalla bocca. E’ Marco Pantani, il “Pirata”, forse il più grande campione italiano di ciclismo.

Lo spettacolo riprcorre le tappe della sua vita, i successi e le sconfitte, la caduta e la gloria. E lo fa alternando diversi linguaggi espressivi, narrazione, teatro fisico e arti visive, a partire dal giorno della sua scomparsa in un percorso a ritroso nel tempo. La compagnia Fenice dei Rifuti in questo viaggio scandito dal ritmo di un’indagine, per la regia di Alessandro Veronese, si propone di ricostruirne l’ascesa e la caduta, dalla nascita della passione per il ciclismo alle prime vittorie sportive, dalla popolarità fino all’inferno della cocaina, dalla distruzione di un campione fino alla scomparsa di un uomo.

Alternando momenti di racconto biografico a momenti di azione teatrale talvolta esilaranti, talvolta drammatici, la storia racconta di montagne scalate a tempi record, di incidenti agghiaccianti, di ossa spezzate, di attimi di gloria e bandane che sfidano il vento. Ma soprattutto ci parla d’amore per lo sport. E anche di quello disperato per una donna. Si arriva così a Campiglio, “dove non c’era nessuna Madonna”, per dirla con le sue parole, e da quella montagna ha inizio la caduta inesorabile.

La storia qui potrebbe svoltare con una sorta di resurrezione; invece, in un gioco distruttivo crudele e sistematico, finisce al livello del mare, a centinaia di chilometri dalle adorate montagne in una stanza d’albergo. Tra indagine realistica e apporto creativo, lo spettacolo intende fare luce sul capitolo più buio dello sport italiano.

@Redazione

lunedì 3 aprile 2017

Pao in mostra alla Galleria il Castello

La galleria Il Castello ospita la mostra Post Pao “Strade sterrate per post sperduti” con 18 opere di Paolo Bordino (Pao), uno dei più apprezzati artisti del panorama dell’arte di strada degli ultimi quindici anni.

Nato a Milano nel 1977, Pao ha studiato e lavorato presso i laboratori del Teatro alla Scala di Milano e nel 2000 realizza i suoi primi interventi di Street Art. Abile nel fare interagire in maniera armoniosa e allegra il suo linguaggio con l’ambiente urbano, da subito sperimenta tecniche e materiali diversi che lo porteranno a realizzare sulla bidimensionalità della tela, attraverso ricerche prospettiche, distorsioni visive e utilizzo di geometrie curve, la tridimensionalità del mondo esterno.

L’autore propone un percorso espositivo dove il visitatore può ammirare questo stimolante linguaggio visivo imperniato sulla tridimensionalità, con opere su tela, vetroresina e sculture urbane, realizzate in un arco di tempo che va dal 2012 a quadri inediti realizzati per l’esposizione, da cui il titolo della mostra, Post Pao “Strade sterrate per post sperduti”.

Fino al 13 maggio.

@Paolo Rossi

Snitch Design Market da The Room

Un viaggio di 6 giorni in 350mq di DESIGN per vendere e comprare, gustare street food, partecipare a show cooking, live music ed eventi!

Dal 4 al 9 aprile torna al The Room lo speciale evento per il Fuorisalone Salone del Mobile.
Quest’anno il tema è il viaggio per un’edizione riveduta e ”scorretta” dal nome evocativo: Snitch Design Market, ovvero un mercato del design mutevole, nomade, controcorrente, fuori dalle regole, smart e sensazionale proposto in vari stand.
Oggetti d’arredo, souvenir, collezionismo, fashion design e tutto ciò che possiede un’anima snitch disponibile per i sei giorni del Fuorisalone, dalle 11:00 di mattina a mezzanotte, per tutti coloro che sono alla ricerca di idee che non si comprano in un mercato qualunque.

Tra gli espositori Caporaso - Lessmore, Woodylook Italia, Wintage, Ambaradan Vintage, Coseacaso e altri.


Snitch programmazione, tutti i giorni da MARTEDI' a VENERDI'

Dalle 12:00 Special Snitch Lunch.
Apriamo le porte all’ora di pranzo con gustosi piatti di street food.

Dalle 13:00 SambaCooking - Show Cooking.
Lo chef Emmanuele Cucchi si esibirà in uno show cooking proponendo una selezione di “piatti di strada” internazionali.

Dalle 18:30 alle 22:00 Aperitivo Street Food - Dj Set Resident / Music Live Show.
Rivoluzioniamo la consueta formula dell'aperitivo, animando la location con deliziosi angoli di sapore. Potrete scegliere fra proposte internazionali e italiane di street food accompagnate da ottimi cocktail e una selezione musicale live o Dj set!


Snitch eventi

MARTEDì 4 Opening dalle 18:30 alle 22:00 Cuban Snitch Club.
Aperitivo street food Dj Set Resident / Music Live Show.
Un viaggio sensoriale nella Cuba degli anni 50’ tra profumi, sapori, musica, foglie di tabacco, pelle abbronzata e molte altre storie. Degustazione nella Vip Lounge curata da "Ron Cubay Reserva” e cioccolato di Modica da Microproduttori.
In giardino mojito lounge e sigari rigorosamente cubani.

MERCOLEDì 5 Milano-Venezia Select Party Real Spritz.
In collaborazione con Select, la vera ricetta dello Spritz Veneziano. Milano - Venezia in un bitter d’occhio, spritz e cicchetto veneziano con una colonna sonora vintage, ma non troppo!

GIOVEDì 6 Palm Snitch - Aperitivo Street Food e Music Live Show.
Open sound check dalle 18:30 e Concerto dalle 21:00.
Arriva la Smoke Orchestra, la band ufficiale di Nina Zilli, composta da esperti ed eclettici musicisti che porterà con se le Palme...vogliamo vedere i vostri selfie tra le palme!
Un viaggio, un omaggio alla riconquista delle perle dimenticate della black music strumentale, dal ’65 al ’75.

SABATO 8 dalle 12:00 alle 16:00 FaceFit Brunch.
Sette colazioni dal sapore internazionale (prenotazione consigliata) accompagneranno alle ore 14:00 l'appuntamento con Eleonora Guaita e il suo speciale Work Shop...per saperne di più https://facefit.tips/facefit-il-viso-come-il-corpo/

DOMENICA 9 Per un pugno di Samba Brunch.
Evento chiusura, Brunch dalle ore 12:00 alle 16:00 (prenotazione consigliata) con Concerto alle ore 13:00.
Chef Emmanuele Cucchi abbandona i fornelli per tornare alle origini e animerà il palco con lo Show Musicale del gruppo bossa nova Nu Braz, rivelando al pubblico la sua anima Snitch di Chef e Cantante.


@Redazione

lunedì 27 marzo 2017

Lele Luzzati e Giulio Gianini al Mic

Dall’ 8 al 17 aprile presso il MIC presenta LELE LUZZATI & GIULIO GIANINI, un omaggio, a dieci anni dalla scomparsa, allo scenografo, animatore e illustratore Emanuele Luzzati che, dal 1957, insieme a Giulio Gianini forma la coppia d’oro del cinema d’animazione italiano.

La genialità di due grandi artisti si sposa in un felice sodalizio che generò una serie di opere dalle immagini estremamente divertenti e di una bellezza eccezionale, realizzati con la tecnica del découpage.

In programma i due che ottennero la nomination agli Oscar come Miglior cortometraggio d’animazione: La gazza ladra (1966) e Pulcinella (1974).

@Redazione

Neiade. I Tour del Fuorisalone 2017

A Milano arriva il Fuorisalone e Neaiade Immaginare Arte vi porta alla scoperta dei poli della manifestazione e dei nuovi quartieri emergenti, accompagnati da architetti professionisti come guide...e il tutto andando a spasso su un mitico London Bus.

Appartengono al ciclo "Il Fuorisalone con gli architetti":
LONDON BUS: IL MEGLIO DEL FUORISALONE
NOVITÀ ASSOLUTA!
Il mitico London Bus arriva a Milano! Salite a bordo con gli esperti esperti architetti di NEIADE alla scoperta del lato più innovativo e internazionale di Milano!

QUANDO: domenica 9 aprile alle ore 16:00 e 19:00
DOVE: Foro Bonaparte 76, ang. Via Cusani
DURATA: 90 minuti circa
COSTO: € 29,00 (visita guidata e radiocuffie a bordo di vettura riservata in via esclusiva)

IL FUORISALONE BY NIGHT
Ritrovo in Statale, tra le più bizzarre e stravaganti installazioni del Fuorisalone. Gli architetti di NEIADE vi mostrano una Milano by Night più colorata che mai, la città della Design Week

QUANDO: giovedì 6 aprile ore 21:00
DOVE: via Festa del Perdono 7, davanti all'ingresso dell'Università
DURATA: 120 minuti circa
COSTO: € 14,00 (visita guidata e radiocuffie)

TRAMONTO A CITYLIFE
La notte si avvicina, godiamoci il tramonto tra i grattacieli di Citylife, gli architetti vi presentano il cuore pulsante della Milano più avveniristica!

QUANDO: venerdì 7 aprile ore 19:00
DOVE: piazza Giulio Cesare, davanti alla fontana delle Quattro Stagioni
DURATA: 90 minuti circa
COSTO: € 14,00 (visita guidata con radiocuffie)

HIGHLINE GALLERIA CON ESPOSIZIONE SIRCA
Tra eleganti installazioni di design firmate Sirca, sospese ad alta quota su Highline Galleria, gli architetti vi presentano Milano dall'alto come non l'avete mai vista!

QUANDO: domenica 9 aprile ore 17:00
DOVE: via Silvio Pellico, 2
DURATA: 90 minuti circa
COSTO: € 19,00 (ingresso + visita guidata con radiocuffie)

@Redazione

Romeo e Giulietta al Teatro Leonardo

Va in scena fino al 2 aprile al teatro Leonardo l'allestimento di Romeo e Giulietta della compagnia Corrado d'Elia.

Un allestimento magico in una scena composta da muri umani che si intrecciano al ritmo della musica trance, riporta a Milano la più dolce storia d'amore di tutti i tempi, quella di Romeo e Giulietta, La più bella storia d'amore di tutti i tempi in un allestimento magico, dinamico, emozionante e coinvolgente.

Un frate, esperto alchimista di vita e di morte, conduce esperimenti tra Amore e Morte, che giunge ad unire ciò che l'odio avrebbe tenuto per sempre distante.

Nella bella Verona...

@Redazione

lunedì 20 marzo 2017

LongTake e il Cinema di David Lynch

Tre incontri e una proiezione per avvicinarsi alla densa filmografia del regista statunitense, approfondirne la poetica e fornire le chiavi di lettura adatte a interpretare il suo cammino cinematografico profondo e personale.

Un percorso intrigante che si snoda tra i grandi titoli che costellano la carriera di Lynch: da Velluto Blu a Mulholland Drive, passando per Strade perdute e Una storia vera, fino a giungere a Inland Empire.

Insieme analizzeremo la filmografia del regista individuandone i temi principali e le scelte stilistiche più ricorrenti, provando a decifrare l’alone misterioso che lo circonda e che contribuisce a rendere lui e il suo cinema ancor più affascinanti.

A chiusura del nostro percorso, gli iscritti potranno rivivere gratuitamente sul grande schermo del MIC il cult Velluto blu, uno dei suoi lavori più importanti e indimenticabili. 

Il film sarà proiettato in pellicola grazie a una copia gentilmente concessa dalla Fondazione Cineteca Italiana.

Dal 4 al 26 aprile.

@Redazione

Charlotte Salmon per la Prima Volta a Palazzo Reale

In mostra a Palazzo Reale e per la prima volta in Italia la mostra di Charlotte Salomon.

L’inferno della Shoah restituisce un sorprendente poema allo stesso tempo pittorico, teatrale, narrativo e musicale. Charlotte Salomon è una giovane ebrea berlinese che va incontro ad un tragico destino. Prima di morire ad Auschwitz, Charlotte affida il racconto di tutta la sua vita a centinaia di tempere, raccolte sotto il titolo Vita? o Teatro?

Miracolosamente sopravvissuto alle persecuzioni e alla guerra, questo lascito artistico si rivelerà un autentico canto del destino, che vede proiettata la biografia di Charlotte sullo scenario più tragico del Novecento.

La mostra, a cura di Bruno Pedretti, presenta circa 270 tempere, insieme a decine di fotografie storiche che illustrano la vita di Charlotte e gli avvenimenti del suo contesto, in parallelo alle scene rappresentate nel suo poema autobiografico e ad un filmato che introduce il visitatore nel mondo dei suoi affetti.

Sull’opera di Charlotte esistono ormai numerosi libri, filmati e naturalmente cataloghi che ne hanno accompagnato le esposizioni, tra cui anche alcune edizioni integrali delle tempere, a cui si sono recentemente aggiunti altri tributi a questa figura eccezionale, di genere sia letterario, sia operistico, sia filmico.

@Redazione

Geppetto Geppetto all'Elfo Puccini

Geppetto e Geppetto, terzo spettacolo scritto e diretto e interpretato da Tindaro Granata, che va in scena al teatro Elfo Puccini, ha debuttato nel giugno 2016 al Festival delle Colline Torinesi ottenendo un ampio successo e aggiudicandosi poi il Premio Ubu 2016 come miglior novità italiana.

Questa la storia: la Tony e Luca da anni formano una famiglia e desiderano diventare padri. Volano in Canada, e come il primo papà single della storia, Geppetto, “creano” loro figlio, Matteo. 

Gioia e spensieratezza caratterizzano i primi tempi, fino a che il passare degli anni e la morte di Tony, inducono Matteo a chiedere a Luca le ragioni per le quali lo hanno fatto nascere in una famiglia “diversa”. 

I due si scontrano e lasciano l’uno alla solitudine dell’altro.

È difficile essere figli di gay, ma è difficile anche essere padri di figli normali. Un giorno Matteo andrà, Geppetto ritornerà, l’altro Geppetto perdonerà, come in una famiglia “normale”.

Fino al 26 marzo.

@Redazione

VoceAllOpera. Madama Butterfly allo Spazio Teatro89

Dopo Il barbiere di Siviglia, VoceAllOpera prosegue la Stagione lirica 2017 allo Spazio Teatro 89 di Milano, portando in scena Madama Butterfly di G. Puccini, nelle serate di mercoledì 22 e giovedì 23 marzo 2017.

La tragedia giapponese di Giacomo Puccini, dedicata alla regina Elena, porta a Milano la romantica e triste vicenda di Cho Cho San (Butterfly in inglese) che si innamora di un vanesio marinaio americano che l'abbandona con un figlio appena nato, per poi tornare a riprenderselo qualche anno più tardi, lasciando la donna in preda alla disperazione.

A dirigere l'ensable di VoceAllOpera una vecchia conoscenza dell’Associazione, Damiano Cerutti, fine musicista e “non scontato” uomo di teatro, che darà una lettura accurata delle parte musicale. Cantante, pianista e direttore d'orchestra, offre un vero supporto sia sul versante vocale che musicale, non limitandosi ad una lettura della partitura ma spendendosi in una vera e propria ricerca drammaturgica, dell’unione perfetta tra parola e musica.

Il cast, come di consueto scelto tramite audizioni, è composto da: Cio Cio San, impersonata dal soprano Yim Kyoung, Pinkerton, il tenore Davide La Verde, Suzuki – Carlotta Vichi, Sharpless – Luca Simonetti, Goro – Riccardo Benlodi, Lo zio Bonzo – Luca Vianello, Il principe Yamadori – Francesco Ambruoso, Il commissario imperiale – Gabriele Faccialà, L’ufficiale del registro – Mattia Rossi, Kate Pinkerton – Eleonora Boaretto, Dolore – Antonio Travaglini. Le scene e i costumi sono prerogativa di Francesco Bondì.

@Angela Pastore

martedì 14 marzo 2017

Cervello e Cinema all'Oberdan

Perché i film ci piacciono e ci coinvolgono? Che impatto hanno su di noi? Come influenzano il cervello, e come il cervello è influenzato da ciò che vede sullo schermo? È diverso guardare un film a casa o al cinema, sul tablet o sul grande schermo? Perché al cinema ci si emoziona pur sapendo che ciò che avviene davanti ai nostri occhi è fittizio?

A queste e altre domande risponderanno neuroscienziati e psicanalisti durante la prima edizione del Festival “Cervello&Cinema” che si terrà dal 27 marzo al 2 aprile nelle sale del Cinema Spazio Oberdan.

Obiettivo degli organizzatori è avvicinare un pubblico di non addetti ai lavori e giovani alla ricerca scientifica, uscendo dal mondo accademico e affrontando temi di grande attualità e interesse con un linguaggio accattivante e attraverso celebri film, tra i quali: Persona di Ingmar Bergman, che sarà accompagnato da un dibattito sul ruolo dei neuroni specchio; A Dangerous Method di David Cronenberg che approfondirà il tema dell’uso dell’elettroshock; L’amore bugiardo di David Fincher, con cui si affronterà il tema della menzogna; Alla ricerca di Dory di Andrew Stanton e Angus MacLane che servirà da spunto per parlare dei “Segreti della memoria”.

E se volete sapere “Perché il cervello ricorda meglio i cattivi?” guardatevi Il clan di Pablo Trapero.

L’evento porta avanti la tradizione divulgativa dei BrainForum di BrainCircleItalia, ed è organizzato insieme a Ospedale San Raffaele, Fondazione Cineteca Italiana e Hebrew University of Jerusalem, con il supporto di Roche e Cisal e il Patrocinio del Comune di Milano.


@Redazione

Killer per Signora al Manzoni di Milano

Va in scena al Manzoni di Milano la commedia brillante Killer per Signora, con Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia.

Cristopher Kit Gill e Morris Bromo sono i protagonisti di Serial Killer per signora. Non si conoscono. Nessuno dei due sa dell’esistenza dell’altro. Kit è un attore disoccupato, da poco orfano di una madre che ne ha marchiato a fuoco la vita: una grande attrice, troppo impegnata per donare l’affetto e le attenzioni di cui un figlio avrebbe bisogno, della quale Kit tenta di emulare il successo in modo assai diverso. 

Morris è un detective della polizia di New York, non più giovanissimo. Ha scelto di rimanere vivo e di non cercare clamori carrieristici. Nemmeno la vita privata brilla: vive ancora a casa con la madre, una signora ebrea invadente e possessiva. 

Poi il primo omicidio: commesso da una psiche malata, tanto malata da telefonare al distretto di Polizia per lamentarsi della poca attenzione che la stampa gli ha dedicato. Kit cerca Morris. Inizia un rapporto simbiotico tra i due e le loro rispettive “carriere”.


“Un killer in città, può provocare il caos, e che detective lo impacchetterà”.

Dal 23 marzo al 9 aprile.

@Redazione

lunedì 6 marzo 2017

Cineteca 70. Marzo Racconta il 1967

Il mese di marzo allo Spazio Oberdan e al Mic raccontano il 1967 del cinema per l'appuntamento con Cineteca 70, l’evento celebrativo per i primi 70 anni di Fondazione Cineteca Italiana (1947 – 2017), la prima Cineteca d’Italia, fondata da Luigi Comencini e Alberto Lattuada nel 1947.

Allo Spazio Oberdan, nove pellicole, quattro delle quali all’insegna della classicità, L’amore fugge, Mon oncle, Adua e le compagne, Lo spaccone, e quattro che possiamo inserire nella categoria degli “irregolari”: Anche i nani hanno cominciato da piccoli, Trainspotting (di cui è annunciato a breve il remake), Il potere, Querelle de Brest. Infine, per l’appuntamento con il grande cinema muto, proponiamo in edizione restaurata e con accompagnamento musicale dal vivo il capolavoro di Eric Von Stroheim Femmine folli.

Da segnalare, fra i 12 film del 1967, Il libro della giungla di Wolfgang Reitherman, che rientra anche nel programma del Cineclub Family, un grande revival della Disney che con personaggi come il simpaticissimo Baloo, la tigre nera Bagheera e il temibilissimo Shere Kahan è diventato un cult per grandi e piccini.
Gli altri film in programma nel mese di marzo: Bella di giorno (Luis Buñuel), Edipo Re (Pier Paolo Pasolini), A piedi nudi nel parco (Gene Saks), Nick mano fredda (Stuart Rosenberg), Per favore…non mordermi sul collo! (Roman Polanski), Play Time – Tempo di divertimento (Jacque Tati), Le streghe (AA. VV.), Il muro (Serge Roullet), La Cina è vicina (Marco Bellocchio), I ragazzi di bandiera gialla (Mariano Laurenti, Gangster Story (Arthur Penn).

@Redazione

La Parigi di Manet a Palazzo Reale

La primavera porta a Milano la Parigi di Manet e i suoi capolavori in una meravigliosa mostra, che si inaugura il prossimo 8 marzo a Palazzo Reale di Milano.

La magia di Edouard Manet, iniziatore di una nuova pittura, che scopre la modernità della sua Parigi in piena trasformazione.
Una città vissuta e conosciuta attraverso lunghe passeggiate, ed ecco comparire come istantanee di un momento le strade, i caffè, i boulevard affollati, i concerti, l'Opera.

Una ricchissima esposizione di circa 100 opere, tra cui 16 quadri di Manet e altre 40 tele di suoi contemporanei (Boldini, Cézanne, Degas, Fantin-Latour, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Signac, Tissot), tutte provenienti dalla preziosa collezione del Museo D'Orsay.
Oltre alle opere su tela, trovano posto anche 11 acquarelli di Manet e sette sculture.

La mostra si propone di celebrare il ruolo centrale di Manet nella pittura moderna, attraverso i vari generi cui l’artista si dedicò: il ritratto, la natura morta, il paesaggio, le donne, Parigi, sua città amatissima, rivoluzionata a metà Ottocento dal nuovo assetto urbanistico attuato dal barone Haussmann e caratterizzata da un nuovo modo di vivere nelle strade, nelle stazioni, nelle Esposizioni universali, nella miriadi di nuovi edifici che ne cambiano il volto e l’anima.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 2 luglio.

@Antonietta Usardi

Cello Daddy al Teatro Libero

Va in scena al Teatro Libero di Milano fino all'11 marzo la piece teatrale Cello Daddy.

In questo modo, infatti, Jacqueline Du Pré, la più grande violoncellista del secolo scorso, chiamava il suo insegnante di riferimento, William Pleeth.

Un insolito furto, un luogo dimenticato e polveroso, un importantissimo concerto in un altrettanto importante teatro. In scena Viola, una violoncellista professionista in cerca di risposte attraversata da quelle stesse domande che sono state oggetto di analisi per Jacqueline: chi sono quando non suono? Cos’è il talento? Qual è il mio posto? Cosa voglio?
Ed è così che Viola intreccia con Jacqueline questo monologo a due voci.

L’affascinazione per questa donna, per la sua musica, per la sua storia inusuale; il suo dono inspiegabile, la ricerca che ognuno di noi compie su se stesso nell’intento di svelare il proprio suono personale, sono i punti di partenza per la creazione dello spettacolo.

“Cello Daddy!” vuole essere un omaggio all’artista, uno studio della sua interpretazione musicale definita leggendaria, ma anche un’indagine della sua vicenda personale. Jacqueline Du Pré, considerata il più grande talento che abbia mai suonato il violoncello, ebbe nell'ottobre del 1973 una diagnosi di sclerosi multipla. Inesorabilmente, la malattia deteriora le sue condizioni fisiche fino alla morte, che avviene a a soli 42 anni.

“Jacqueline è straordinaria, ha un istinto come se fosse venuta al mondo non per parlare, ma per suonare”. Questo dice di lei il marito, il celebre direttore d’orchestra Daniel Barenboim.

@Redazione

lunedì 20 febbraio 2017

Aperitivo in Maschera al Museo Bagatti Valsecchi

Carnevale al Museo Bagatti Valsecchi!

Il 7 marzo il Museo apre le sue porte per una serata unica tra maschere, drink e arte: il momento ideale per tornare a visitare “una delle case museo meglio conservate d’Europa”.

Come al tempo di Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi il Salone d’onore e le altre sale di rappresentanza si riempiranno di giovani ospiti mascherati, per festeggiare il Carnevale sognando di essere, per una sera, qualcun altro.

Dalle 19.30 sarà possibile accedere al Museo, dove sarà servito un ricco buffet, e ogni mezz’ora sarà possibile seguire una guida alla scoperta della storia della famiglia Bagatti Valsecchi.

Reduci dell’enorme successo di ottobre per Cacciallafesta, la grande caccia al tesoro in giro per Milano che ha visto coinvolti oltre 350 giovani tra i 18 e i 35 anni, Speechati torna ora con un appuntamento che inaugura il nuovo anno e presenta le novità dell’associazione.

Speechati è il gruppo giovani (18-35 anni) dell'Associazione Amici del Museo Bagatti Valsecchi, casa museo sita nel cuore del quadrilatero della moda milanese e custode di una collezione di arte applicata rinascimentale. Speechati nasce nel 2013 da un gruppo di universitari con l'intento di "darsi una mossa" (da questo il nostro nome), per far conoscere il Museo ai coetanei e contribuire a portare l'attenzione sull'arte e la cultura a Milano. Il gruppo organizza appuntamenti periodici sia all'interno del Museo che all'esterno, sempre accompagnando l'incontro con un momento conviviale.


Aperitivo in maschera
Martedì 7 marzo, ore 19.30
Ingresso 15 euro
Maschera sul viso obbligatoria!

@Redazione

Aperitivo in Concerto. Il Jewish Jazz di Daniel Zamir

Domenica 5 marzo al Manzoni si chiude la stagione di “Aperitivo in Concerto” con il sopranista Daniel Zamir.

E’ un sassofonista/compositore di quello che può essere definito come “Jewish Jazz”, che unisce suoni jewish e jazz di alta qualità, assieme a elementi di ethno e worlds music.

Daniel Zamir da anni elabora la tradizione ebraica all’insegna della più libera e disinibita improvvisazione, è uno dei più interessanti sassofonisti di questa generazione.

Così come si è esibiito con John Zorn’s Masada e Electric Masada numerose volte sia in Israele che negli USA.

Le incisioni di Zamir sono gli album di jazz che hanno registrato in Israele il più grande successo di vendite e di critica di sempre, come “Amen” realizzato nel 2006, stesso anno in cui Zamir si è esibito con Sting durante la sua visita in Israele.


Nato in Israele nel 1980, erede delle tradizioni yiddish più mistiche, in cui la danza diventa strumento liberatorio di energie vitali, Zamir possiede le chiavi d’accesso a un mondo in cui l’improvvisazione è uno strumento di intensa, quasi selvaggia ascesa spirituale. Raramente è dato ascoltare musica così poeticamente e teatralmente capace di creare uno spirito comunitario attorno a una capacità narrativa che ha l’epico piglio e il titanico accento dei grandi Profeti biblici, e che pure, al contempo, è capace di comunicare una gioia irrefrenabile e liberatoria.

@Redazione

Eric Rohmer in Rassegna al Mic

Il Mic ospita dal 28 febbraio al 7 marzo una retrospettiva dedicata ad Eric Rohmer, uno dei maggiori esponenti della Nouvelle Vague, un Autore per eccellenza che durante tutta la sua carriera ha realizzato un cinema personale, morale, enigmatico.

Il programma si articola attraverso i tre cicli che mostrano tutta la sua produzione più significativa.

Nel primo ciclo, Sei racconti morali, Rohmer indaga gli stati d’animo dell’essere umano quando si trova di fronte a delle scelte importanti e difficili. Ne fanno parte: La fornaia di Monceau (1962) dove è il caso a muovere le fila del protagonista-narratore, uno studente di legge; La carriera di Suzanne (1963), dove seduzione e menzogne si intrecciano; La collezionista (1966), opera girata con pochissimi mezzi, racconto morale di un mercante d’arte che si troverà di fronte a una “collezionista” molto particolare; quello che è considerato il suo capolavoro per eccellenza, La mia notte con Maud (1969), nominato anche agli Oscar come Miglior sceneggiatura; Il ginocchio di Claire (1970), una delle sue commedie più eleganti; L'Amore il pomeriggio (1972), ironico e spietato affresco del mondo piccolo borghese.

Il secondo, Commedie e proverbi, si colloca negli anni ’80 e comprende sei film che illustrano famosi detti popolari: La moglie dell'aviatore (1981), riflessione sul caso, sulla comunicazione, sugli equivoci; Il bel matrimonio (1982), con le grandiose interpretazioni di Béatrice Romand e Arielle Dombasle; l’Orso d’argento al Festival di Berlino Pauline alla spiaggia (1982), avventura di intrighi e seduzioni; Le notti della luna piena (1984); il Leone d’oro a Venezia nel 1986 Il raggio verde e L'amico della mia amica (1987), storia di una profonda amicizia che non muterà neanche dopo uno scambio di coppia…

Gli anni ’90 sono invece dedicati ai Racconti delle quattro stagioni, di cui fanno parte quattro film che raccontano ciascuno una storia d’amore e d’amicizia ambientata in una diversa stagione dell’anno: Racconto di primavera (1990), opera molto teatrale che indaga l’incertezza dei sentimenti, dove i dialoghi assumono un’importanza centrale; Racconto d'inverno (1991), che racconta come il caso si prenda gioco di noi, tema molto caro a Rohmer, attraverso la storia di Felicie; Un ragazzo...tre ragazze (1996) – che nella versione originale sarebbe il “racconto d’estate” - che segue due settimane estive di un giovane neolaureato in vacanza in Bretagna, che attende l’arrivo della sua fidanzata ma nel frattempo il “caso” (nelle sembianze di due meravigliose ragazze) lo mette alla prova, e infine Racconto d'autunno (1998), dove Rohmer affronta “l’età della maturità” con la storia di Magali che per gioco rischia di trovare il vero amore.

@Angela Pastore

Calendar Girls. Un Cast tutto Femminile al Manzoni

Appuntamento imperdibile al Manzoni di Milano.

Debutta domani Calendar Girls, adattamento teatrale della commedia scritta da Tim Firth e portata sullo schermo da Nigel Cole.

Nell'adattamento teatrale viene mantenuta l'impostazione corale, con un ruolo da protagonista definito,qui interpretato dalla brava Angela Finocchiaro.

La storia, ispirata ad un fatto realmente accaduto, è quella di un gruppo di donne fra i 50 e i 60 anni, membre del Women's Institute (nata nel 1915, oggi è la più grande organizzazione di volontariato delle donne nel Regno Unito), che si impegna in una raccolta fondi destinati a un ospedale nel quale è morto di leucemia il marito di una di loro (Annie).

Chris, stanca di vecchie e fallimentari iniziative di beneficenza, ha l'idea di fare un calendario diverso da tutti gli altri, in cui convince le amiche del gruppo a posare nude. Con l'aiuto di un fotografo amatoriale realizzano così un calendario che le vede ritratte in normali attività domestiche, come preparare dolci e composizioni floreali, ma con un particolare non convenzionale: posano senza vestiti. L'iniziativa riscuote un successo tale da portarle alla ribalta non solo in Inghilterra, facendo volare le vendite del calendario alle stelle! L'improvvisa e inaspettata fama, tuttavia, metterà a dura prova le protagoniste.

In linea con le scelte dell'autore, anche questa produzione ha voluto sposare una iniziativa benefica. Calendar Girls ha scelto di sostenere l’Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma attraverso una serata di raccolta fondi, il Grande Galà Benefico organizzato nel 2015 in occasione del debutto dello spettacolo, il cui incasso è stato interamente devoluto all'Associazione per il progetto Case AIL.


Cast.

ANGELA FINOCCHIARO (Chris)
LAURA CURINO (Annie)
ARIELLA REGGIO (Jessie)
CARLINA TORTA (Ruth)
MATILDE FACHERIS (Cora)
CORINNA LO CASTRO (Celia)
TITINO CARRARA (John, Rod)
ELSA BOSSI (Marie)
MARCO BRINZI (Lawrence, Liam)
NOEMI PARRONI (Brenda, Lady Cravenshire, Louise, Elaine)

Lo spettacolo è in scena fino al 26 febbraio.

@Redazione




mercoledì 15 febbraio 2017

L'Amore non è Bello se non è litigarello. Gli Innamorati di Goldoni al Teatro Sala Fontana

L'amore non è bello se non è litigarello: da una parte la gelosa e bizzosa Eugenia, dall'altra l'ardente, imperioso Fulgenzio.

I due sono follemente innamorati ma non fanno altro che litigare e sembrano non trovare un modo per capirsi a dispetto del sentimento profondo che condividono, mentre il resto della famiglia, come  Flaminia, la saggia sorella di Eugenia, preme per una conciliazione e il matrimonio.

Va in scena al teatro Sala Fontana fino al 19 febbraio la commedia in tre atti Gli Innamorati, un classico poco rappresentato di Goldoni, tanto caro al teatro italiano, nello spumeggiante adattamento del gruppo under 35 il Mulino di Amleto, tutta proveniente dalla scuola del Teatro Stabile di Torino (Fabio Bisogni, Roberta Calia, Andrea Fazzari, Marco Lorenzi, Barbara Mazzi, Raffaele Musella).

Un unico luogo, il palcoscenico, che diventa la casa dell'azione, da cui gli attori non si spostano mai, restando a margine della scena, presenti e lontani nello stesso tempo, facendosi di tanto in tanto, a seconda dell'opportunità, servi di scena.

Molto interessante un adattamento che si rifà al classico nel linguaggio e negli abiti di scena, ma che innova la tradizione attraverso elementi anacronistici - come le cuffie per ascoltare la musica - che donano alla rappresentazione la consistenza onirica di un sogno.

Poche sono quelle commedie nelle quali non entrino innamorati. E in quasi tutte, l’amore è il principale motore dell’azione. Questa commedia, però, che ha per titolo Gli innamorati, deve rappresentare un amore più violento, più speciale di tutti gli altri. Due persone che si amano fedelmente, perfettamente, dovrebbero esser felici soprattutto se non riescono a vedere ostacoli che attraversino i loro desideri. Ma la gelosia, che è un flagello per i cuori amanti, intorbida il bel sereno e fa nascere tempeste anche in mezzo alla calma. È una debolezza in noi ridicola e perfetta, leggera, fantastica, maldestra. Una ferita delirante e irrazionale e un odio pazzo e sospettoso, aggressivo e invidioso, che trasforma il balsamo in veleno. (Carlo Goldoni)

@Antonietta Usardi

Harraga. Le Fotografie di Giulio Piscitelli da Forma Meravigli

La Galleria Meravigli ospita dal 23 febbraio la personale di Giulio Piscitelli, Harraga, a cura di Giulia Tornari.

Una mostra di grande attualità che racconta l'emigrazione e la ricerca di una nuova vita e di una nuova speranza.

Harraga è il termine con cui, in dialetto marocchino e algerino, si definisce il migrante che viaggia senza documenti, che “brucia le frontiere”.

Le fotografie fanno parte di un lungo progetto, iniziato nel 2010, che segue tre momenti fondamentali e i tre diversi percorsi dei migranti che cercano di arrivare in Europa: dalle rotte africane verso l’Europa, passando per l’Italia e la Francia, fino ad arrivare alla rotta balcanica.

Giulio Piscitelli ha vissuto e sperimentato in prima persone il viaggio dei migranti che tentano di raggiungere il suolo europeo, ha condiviso con loro lo sfinimento fisico e mentale. È salito lui stesso su uno di quei barconi, ormai tragicamente famosi, che portano i migranti dalla Tunisia alle coste italiane.

In mostra un racconto per fotografie crudo ed empatico che va dalla documentazione delle enclave spagnole di Melilla, ai viaggi verso Lampedusa e la tragica realtà di sfruttamento di Castel Volturno e Rosarno, dall’attraversamento del deserto dei profughi del Corno d’Africa, ai siriani, iracheni e afghani che approdano sulle isole greche nella speranza di raggiungere l’Europa.

Grazie alla vittoria del Premio Ponchielli, Giulio Piscitelli ha potuto completare il suo lavoro in Iraq fotografando, nel dicembre 2016, la guerra per la liberazione dall’Isis della città di Mosul; nelle sale di Forma Meravigli il pubblico potrà vedere per la prima volta una selezione di questi scatti inediti.

La mostra è accompagnata dal libro “Harraga. In viaggio bruciando le frontiere” edito da Contrasto.

Giulio Piscitelli (Napoli, 1981), dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, si avvicina alla fotografia iniziando a collaborare con agenzie di news italiane e straniere. Dal 2010 lavora come freelance, realizzando reportage sull’attualità internazionale. I suoi lavori sono stati esposti al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, all’Angkor Photo Festival, al Visa pour l’Image, presso la War Photo Limited Gallery e la Hannemberg Gallery. A partire dal 2010 si è concentrato sulla crisi migratoria in Europa, producendo il lavoro da cui è tratto Harraga; contemporaneamente ha esteso il suo interesse fotogiornalistico alle crisi internazionali, documentando il colpo di stato in Egitto, la guerra in Siria, Iraq e Ucraina. I suoi lavori sono apparsi su quotidiani e riviste in Italia e all’estero, tra cui: Internazionale, New York Times, Espresso, Stern, Io donna, Newsweek, Vanity Fair, Time, La Stampa, Vrji. Attualmente Giulio Piscitelli vive a Napoli e il suo lavoro è rappresentato dall’agenzia Contrasto dal 2013.

La Poetica di Emanuele Luzzati alla Galleria il Vicolo

Appuntamento con l'arte alla Galleria il Vicolo.

La galleria d’arte Il Vicolo inaugura la mostra Emanuele Luzzati. Opere dal 1950 al 2000 giovedì 9 marzo alle 18.00 in via Maroncelli 2.
Il Vicolo celebra il percorso artistico di Luzzati nel decimo anniversario della sua scomparsa attraverso una mostra antologica nelle due sedi di Genova e di Milano.
Emanuele Luzzati, artista e scenografo, nato a Genova nel 1921, ha collaborato con la galleria fin dal 1975, data in cui risale la prima mostra personale dell’artista al Vicolo. Luzzati, per gli amici Lele, ha lavorato con la galleria fino al 2007, presentando numerose mostre personali e facendo de Il Vicolo il suo maggiore editore di grafica. È proprio per questa intensa attività di collaborazione e di amicizia che il Vicolo rende omaggio all’artista, dedicandogli una mostra che ripercorre in tutte le sue forme il suo percorso artistico.

Illustratore, scenografo, costumista, autore di cinema d’animazione, ceramista, decoratore d’interni, Luzzati ha espresso tutti questi aspetti creativi attraverso una forma narrativa che ricorre nei diversi modi espressivi e che ritroviamo nei disegni, collages originali, ceramiche, pannelli esposti in mostra.
La galleria d’arte Il Vicolo compie quest’anno 50 anni di attività (1967 -2017) e prevede un calendario di mostre che celebreranno la galleria e i suoi artisti.

La galleria d’arte Il Vicolo inaugura la mostra Emanuele Luzzati. Opere dal 1950 al 2000 giovedì 9 marzo alle 18.00 in via Maroncelli 2.

@redazione

The Art of Life. David Lynch allo Spazio Oberdan

Dal 22 febbraio al 6 marzo lo spazio Oberdan ospita The Art of Life.

Un documentario presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e dedicato all’arte di David Lynch.

Il film ritrae Lynch nel suo studio sulle colline sopra Hollywood, mentre racconta aneddoti dal proprio passato, come fossero scene da un suo film. Strani personaggi emergono come ombre dalle pieghe del tempo, ma solo per scomparire ancora di nuovo, lasciando un segno indelebile sull’artista e sullo spettatore.

David Lynch: The Art Life mette anche in luce le paure, le contraddizioni e gli sforzi che Lynch ha dovuto superare durante la propria carriera, incontrando le persone che hanno contribuito alla sua formazione. Appare così evidente che già da giovane Lynch vedesse il mondo in modo diverso, assimilandone le ombre e impiegando i propri sogni fino a creare gli affreschi visionari che hanno ipnotizzato il pubblico di tutto il mondo.


CALENDARIO e SCHEDA DEL FILM
CINEMA SPAZIO OBERDAN - MILANO
22.02 h 21.15 / 23.02 h 19 / 25.02 h 21.15 / 02.03 h 21.15 / 03.03 h 17 / 05.03 h 21.15 / 06.03 h 19

David Lynch: The Art Life
R.: Rick Barnes, Jon Nguyen, Olivia Neergaard-Holm. Fot.: Jason S. Musiche: Philip Nicolai Flindt. Mont.: O. Neergard-Holm. Usa/Danimarca, 2016, 90’, v.o. sott. it.
David Lynch accompagna lo spettatore in un intimo e personale viaggio nel tempo, raccontando gli anni della sua formazione artistica. Dall’infanzia nella tranquilla provincia Americana fino all’arrivo a Philadelphia, le tappe del percorso che ha portato Lynch a diventare uno dei più enigmatici e controversi registi del cinema contemporaneo. Il film penetra nell’arte, nella musica e nei primi film di Lynch, gettando luce negli angoli oscuri del suo singolare mondo e permettendo al pubblico di capire meglio l’uomo e l’artista.

@Angela Lepore

Gianni a Campo Teatrale

Va in scena a Campo Teatrale dal 23 al 26 febbraio (ore 21, la domenica ore 18.30),lo spettacolo Gianni, diretto e interpretato dalla giovane attrice perugina Caroline Baglioni, rivelazione della nuova scena teatrale italiana, una produzione La società dello spettacolo, spettacolo vincitore del Premio In-Box 2016 e progetto vincitore del Premio Scenario per Ustica 2015.

Caroline Baglioni - attualmente impegnata con La società dello spettacolo nella preparazione della nuova produzione con debutto previsto il prossimo autunno - ritrova nella voce dello zio, Gianni Pampanini, affetto da problemi maniaco-depressivi, le tracce di verità di un’esistenza che la scrittura teatrale riesce a sottrarre all’oggettivazione della malattia.

«Avevo circa tredici anni – scrive Caroline Baglioni - Mio padre tornò a casa e disse che era arrivato il momento di occuparci di Gianni. Era un gigante Gianni. Alto quasi due metri, ma a me sembravano tre e nella mia mente è un film in bianco e nero. Gianni sembra oggi un ricordo lontano, ma era lontano anche quando c’era.
Era lo zio con problemi maniaco-depressivi che mi faceva paura. Aveva lo sguardo di chi conosce le cose, ma le ripeteva dentro di sé mica ce le diceva. Fumava e le ripeteva dentro di sé. Gianni non stava mai bene. Se stavamo da me voleva tornare a casa sua. Se stava a casa sua voleva uscire. Se era fuori voleva tornare dentro. Dentro e fuori è stata tutta la sua vita. Dentro casa. Dentro il Cim. Dentro la malattia. Dentro al dolore. Dentro ai pensieri. Dentro al fumo. Dentro la sua macchina. E fuori. Fuori da tutto quello che voleva.
Non aveva pace Gianni. Ogni centimetro della sua pelle trasudava speranza di stare bene. Stare bene è stata la sua grande ricerca. Ma chi di noi non vuole stare bene?

Nel 2004 in una scatola di vecchi dischi, ho trovato tre cassette. Tre cassette dove Gianni ha inciso la sua voce, gridato i suoi desideri, cantato la sua gioia, detto la sua tristezza.
Per dieci anni le ho ascoltate riflettendo su quale strano destino ci aveva uniti. Un anno prima della mia nascita Gianni incideva parole che io, e solo io, avrei ascoltato solo venti anni dopo. E improvvisamente, ogni volta mi torna vicino, grande e grosso, alto tre metri e in bianco e nero».
Dalla motivazione della Giuria del Premio Scenario: "Colpisce la trasformazione di un materiale biografico intimo e drammatico in un percorso personale di ricerca performativa: la traccia audio originale di un’esistenza spezzata, come il testamento beckettiano di Krapp, ispira una partitura fisica, gestuale, coreografica in un efficace gioco tra due ambiti scenici che si rivelano anche esistenziali. Un lavoro sulla memoria individuale capace di creare uno spazio di comprensione ed empatia che scuote lo spettatore."


Info
www.campoteatrale.it/teatro/gianni

@Redazione

martedì 14 febbraio 2017

Torna East Market. Vintage e Handmade

Torna East Market, il mercatino milanese dedicato ai privati dove tutti possono vendere, comprare e scambiare. Nel mese di febbraio gli espositori raggiungono quota 270 con migliaia di articoli nuovi e usati tra vintage, artigianato, collezionismo, modernariato, design e pulci negli oltre 6000 mq espositivi dell'ex fabbrica di Lambrate. 

Tra le presenze di questo mese segnaliamo Bottega Pensante, che ricicla e conferisce una nuova funzione a vecchi oggetti in disuso: una botte può diventare un tavolino da salotto, una vecchia valigia si trasforma in libreria e così molte altre idee originali. Sabotage Furniture con decine di stampe anatomiche antiche, vasi da farmacia, piatti "sabotati", ex voto e oddity di ogni tipo. Django Nokes che raccoglie e propone pregiate stampe, cornici fatte a mano e una vasta gamma di oggettistica d'antiquariato.

Nel nuovo spazio in via Massimiano saranno riuniti gli espositori dell'hand-made e del design, mentre nel resto dei padiglioni ci saranno vestiti, vinili, mobili, accessori e tutti gli oggetti che come di consueto colorano il mercatino. Per questa edizione sarà allestita una speciale Game Zone dedicata ai giochi culto degli Anni '80 e '90: Mario Festa allestirà un corner dedicato ai videogiochi arcade, ovvero, i mitici cabinati a gettoni, mentre Liza Sartorello decine di console e cartucce di giochi storici come Street Fighter, Donkey Kong passando per Mario Bros e molti altri.

East Market può vantare un fedele seguito di pubblico e di espositori, ispirandosi ai mercati dell’East London, si propone come un connubio di moda, fai da te, mercato del riciclo che strizza l'occhio alle nuove tendenze del fashion e della musica. Migliaia di persone si danno appuntamento a Lambrate, animando il quartiere e rivitalizzando anche gli esercizi commerciali, che posso beneficiare di un così vasto raggruppamento di ragazzi, famiglie e di venditori. East Market è sempre a ingresso è libero e all’interno dei vari padiglioni sono allestiti anche dj set pomeridiani con le migliori selezioni del momento. Sempre a disposizione del pubblico anche il Braid Bar, uno speciale corner dedicato al look, dove sarà possibile farsi acconciare con le mitiche treccine hip hop, cult assoluto degli Anni '90.

Sempre aperto anche l'East Market Diner: il nuovo spazio food e beverage interno firmato e gestito dallo staff di East Market. Il Diner propone un'offerta culinaria internazionale: dai ravioli cinesi e giapponesi al vapore ai tacos di pollo, dall'hawaiian sashimi ai burger e hot dog più gustosi e il tipico "jerk chicken" jamaicano.

Domenica 19 febbraio 2017.

@Redazione

Hic Enoteche. Gli Appuntamenti di Febbraio

Tanti gustosi appuntamenti da Hic Enoteche (via Spallanzani e via Sidoli) per la settimana di San Valentino.

Martedì 14/02 - IN TUTTE LE HIC
PERFETTI SCONOSCIUTI : appuntamento al buio, una bottiglia di vino per riscaldare l'atmosfera.
Pare servano uomini, ok ok... ve lo diciamo con calma ... SERVONO UOMINI!! Per ora il rapporto è 6 donne a 1 uomo, forza ragazzi il vino aiuta... alle 20, 20 Euro

Mercoledì 15/02 - HIC SPALLANZANI
LA GUERRA DEI (grandi) ROSSI: Supertuscans (Grattamacco e Sodi di San Niccolò) Vs Barolo Prunotto Bussia e Lazzarito Ettore Germano: scontro titanico! leggi qui alle 20, 40€

Sabato 18/02 & Domenica 19/02 - DA HIC
TRIPLO APPUNTAMENTO! In occasione del Milano Live Wine, 3 produttori: Vinica e De Bartoli in Spallanzani (il 18 e 19) e Principiano in Sidoli (il 18) leggi qui dalle 20!

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