martedì 25 ottobre 2016

Rubens e il Barocco in Mostra a Palazzo Reale

L'autunno di Palazzo Reale si tinge di barocco con la grande retrospettiva dedicata al lavoro di Pietro Paolo Rubens (Siegen 1577 – Anversa 1640), pittore di fondamentale importanza nella storia dell'arte europea, che soggiornò in Italia tra il 1600 e il 1609, lasciando un segno indelebile nella nostra tradizione e nella sua pittura.

La mostra “Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco” vuole appunto porre particolare sul suo soggiorno italiano: vengono messi in evidenza i rapporti di Rubens con l’arte antica e la statuaria classica e la sua attenzione verso i grandi maestri del Rinascimento come Tintoretto, Correggio e l'influenza che la sua produzione ebbe su artisti quali Pietro da Cortona, Bernini, Lanfranco, che allora si affacciavano sulla scena.

In esposizione un corpus di oltre 70 opere, di cui 40 del grande maestro fiammingo, provenienti da alcune delle più grandi collezioni del mondo come quelle del Museo Nazionale del Prado, dell’Hermitage di San Pietroburgo, della Gemäldegalerie di Berlino e del Principe del Liechtenstein, e a prestiti di numerose collezioni italiane, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, i Musei Capitolini, la Galleria Borghese, la Galleria degli Uffizi e la Galleria Palatina di Firenze, il Museo di Palazzo Ducale di Mantova, la Galleria di Palazzo Spinola di Genova, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Un suggestivo allestimento, curato dall’architetto Corrado Anselmi, valorizzerà la ricchezza e grandezza delle opere, alcune di dimensioni monumentali come la tela scelta quale immagine guida di mostra “La scoperta di Erittonio fanciullo”.

La rassegna espositiva conterà su di un’audioguida inclusa nel biglietto di ingresso a disposizione dei visitatori oltre che di una ricca proposta didattica pensata per i gruppi e soprattutto per le scuole sia dalla sezione didattica di Palazzo Reale che dagli storici dell’arte di Civita Mostre.


Fino al 26 febbraio.

@Antonietta Usardi

Al Museo Bagatti Valsecchi Iniziative per Grandi e Piccini

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Tante le iniziative dedicate al Museo Bagatti Valsecchi dedicate ai grandi, ma sopratutto ai più piccoli: visite guidate per Halloween, cacce al tesoro e tanto altro.

Ecco il calendario delle iniziative.

Sabato 29 ottobre, ore 18
Un museo da paura
Visita guidata al buio alla scoperta degli aspetti più dark della collezione Bagatti Valsecchi. Scheletri, teschi e fantasmi… ma anche storie e racconti prenderanno vita tra le sale della casa museo di via Gesù. Alla luce delle torce i visitatori avranno accesso esclusivo al Museo festeggiando l’arrivo di Halloween.
Percorso per adulti e famiglie

Domenica 6 novembre, ore 14 e ore 16
Indovina chi viene a casa
Una guida sarà senz'altro in grado di spiegarvi nel dettaglio le caratteristiche della Casa Museo Bagatti Valsecchi, ma nessuno al mondo potrà farlo meglio di chi qui dentro ci ha vissuto: Fausto, padrone di casa e progettista, e la sua portinaia. Entrambi vi guideranno alla scoperta di questo gioiello nascosto tra le vie del centro.

Ingresso al Museo (comprensivo dell'ingresso al Museo e della tessera Dramatrà)
intero 15,00 euro // ridotto 10,00 euro (ragazzi 7-15 anni) //gratis per bambini sotto i 6 anni
Per informazioni e prenotazioni: Dramatrà T 340 1127035, info@dramatra.it

Sabato 12 novembre, ore 16
Caccia al Tesoro
Una divertentissima caccia al tesoro tra le stanze magiche del Museo, in cui gli arredi, i quadri e gli oggetti forniscono gli indizi per completare il percorso utilizzando capacità di osservazione, memoria e spirito di squadra.
Percorso per bambini 5-11 anni

Domenica 13 novembre
Caccia al Tesoro
Una divertentissima caccia al tesoro tra le stanze magiche del Museo, in cui gli arredi, i quadri e gli oggetti forniscono gli indizi per completare il percorso utilizzando capacità di osservazione, memoria e spirito di squadra.
Percorso per bambini 5-11 anni

@Redazione

lunedì 24 ottobre 2016

Frida K. Il Libero Racconta la Parabola Umana e Artistica di Frida Kahlo

La storia, unica, sfortunata, epica e formidabile di Frida Kahlo, la pittrice messicana, figura iconica della pittura del Novecento, debutta questa sera al teatro Libero.

In “Frida K” di Giorni Dispari Teatro, Serena Nardi sceglie di ridare voce a Frida Kahlo nella dialettica costante con la morte, quell'alter ego, che fu, per lei, dallo spaventoso incidente occorsole quando aveva soli 18 anni, fino al letto d'agonia, da dove, dopo molti anni e ancor più indicibili sofferenze fisiche e psichiche, scriveva: “Aspetto con gioia la partenza. E spero di non tornare mai più”.

Le sue lettere, le sue poesie, brani tratti dal suo diario vengono portate in scena per ripercorrere le differenti stagioni di questa presenza terribile nella vita di  Frida:  ogni figlio abortito da quel ventre così martoriato da non poter più generare;  ogni tentativo di suicidio andato a vuoto, perché la vita in lei era così forte da non volerla lasciar andare;  ogni volta che ha desiderato di morire per l'ennesimo tradimento da parte dell’uomo della sua vita e, ancor più, dei suoi sogni pur sempre infranti.

Ma neppure questo è bastato. Se alla fine, infatti, quel corpo martoriato è stato liberato, la voce dell'artista, invece, sembra condannata all'eterno racconto di quel suo mondo fatto di solitudine, immobilità, energia, colori esplosivi, desiderio di bianco, ironia, sarcasmo e lacrime tanto irrefrenabili quanto trattenuto fu il suo sorriso beffardo: “Ti rido in faccia, morte. E respiro. Respiro la vita che sono”.

Fino al 30 ottobre.

@Redazione

Halloween al Mic. La Scala di Satana

Halloween e il cinema.

In occasione dell'amatissima festa di Ognissanti, il Mic - Museo Interattivo del Cinema - propone una proiezione speciale con il film La Scala di Satana, capolavoro del cinema horror, classe 1929, opera del regista danese Benjamin Christensen.

E' previsto anche l' accompagnamento musicale dal vivo di Francesca Badalini (pianoforte e tastiera elettronica) e Luca Casiraghi (percussioni) che suoneranno una colonna sonora strepitosa che mescola musica classica e rock progressivo.
La scala di Satana
(Benjamin Christensen, Stati Uniti 1929, 70’)
Narra la vicenda di Jim, giovane della buona società, che sogna di diventare un famoso esploratore ed è intenzionato a partire per l’Africa profonda alla ricerca di una popolazione sconosciuta e misteriosa. Prima che egli parta però la fidanzata Eva gli chiede aiuto in quanto nutre seri dubbi riguardo un ospite di suo padre, che sospetta voglia rubare preziosi rubini di famiglia. Nel momento in cui Jim ed Eva cercano di smascherare il ladro impostore, vengono sequestrati e portati in una tetra casa, dove accadono strane cose: grida, spari, donne trascinate a forza verso un ignoto destino da distinti valletti in abito da sera, nani che compaiono da porte segrete, scimmie e gorilla che terrorizzano gli “ospiti”, aguzzini in abito da sera. Un incubo di torture psicologiche sotto la regia di un misterioso quanto malefico Mr. Satana.

Lunedì 31 ottobre. Ore 21.00

@Angela Pastore

Henri Cartier Bresson. Le sue Fotografie alla Villa Reale di Monza

“Per me, la macchina fotografica è come un block notes, uno strumento a supporto dell'intuito e della spontaneità, il padrone del momento che, in termini visivi, domanda e decide nello stesso tempo. Per "dare un senso" al mondo, bisogna sentirsi coinvolti in ciò che si inquadra nel mirino. Tale atteggiamento richiede concentrazione, disciplina mentale, sensibilità e un senso della geometria. Solo tramite un utilizzo minimale dei mezzi si può arrivare alla semplicità di espressione”.

Così Bresson raccontava il suo mestiere di fotografo chi gli domandava cosa pensasse della fotografia e dei suoi strumenti.

Una mostra monografica alla Villa Reale di Monza ne ripercorre la formidabile carriera, in un percorso di 140 scatti che racconta e indaga il Novecento, i suoi uomini e la sua storia.

Considerato uno dei pionieri del foto-giornalismo, cominciò a dedicarsi alla fotografia poco più che ventenne, da completo autodidatta e dopo aver tentato altre strade artistiche come la pittura o il cinema, è forse uno dei più importanti fotografi del Novecento.

Possiamo idealmente suddividere la sua carriera in tre grandi momenti: il primo, dal 1926 al 1935, segnato dalla vicinanza con il surrealismo e dai suoi primi grandi viaggi, tra Spagna, Italia, Germania, Polonia e Messico; il secondo, dal 1936 al 1946, caratterizzato dall’impegno politico, dal lavoro per la stampa, dall’esperienza del cinema con il film sulla Guerra civile spagnola e dall’attività durante la Seconda guerra mondiale; infine il terzo periodo, dal 1947 al 1970, con la creazione dell’agenzia fotografica Magnum Photos (fondata insieme a Robert Capa, David Seymour, George Rodger e William Vandivert), con gli ultimi grandi reportage.

I suoi scatti, puliti, sinceri, senza fronzoli, colgono con sguardo profondamente affettuoso ed umano la contemporaneità delle cose e della vita: la perfezione delle sue composizioni, spesso geometriche, altro non sono che frutto di un impareggiabile colpo d'occhio, perché, del resto “Fotografare, è riconoscere un fatto nello stesso attimo ed in una frazione di secondo e organizzare con rigore le forme percepite visivamente che esprimono questo fatto e lo significano. E’ mettere sulla stessa linea di mira la mente, lo sguardo e il cuore”.

Fino al 26 febbraio 2017


@Antonietta Usardi

Geometrie e Lirismi alla Fondazione Pasquinelli

Con la mostra d’autunno dedicata all’astrattismo europeo ritorna il consueto appuntamento con L’arte in una stanza, il ciclo di esposizioni d’arte ideato e organizzato dalla Fondazione Pasquinelli di Corso Magenta.i.

Geometrie e Lirismi intorno al 1930, a cura di Antonello Negri, dal 21 ottobre al 3 dicembre raccoglierà in una stanza quattro nomi fondamentali del panorama artistico del Novecento. Un’occasione preziosa di vedere sotto lo stesso tetto Kandinsky, Klee, Mirò e Prampolini, maestri della pittura che hanno condiviso l’esperienza dell’astrattismo, anche di persona come Kandinsky e Klee, che abitarono sotto lo stesso tetto durante la loro docenza al Bauhaus.

Prampolini fu la figura di riferimento per i rapporti tra l’astrattismo internazionale presentato a Parigi nel 1925 e l’ambiente artistico italiano, in quegli anni rappresentato dalla milanese Galleria il Milione. Tra il 1929, quando aprì, e il 1937, la Galleria ebbe un ruolo fondamentale nella promozione della giovane arte sia attraverso esposizioni all’avanguardia, che con pubblicazioni periodiche di grande qualità; i bollettini esposti in mostra sono la testimonianza di una disponibilità non comune negli anni ‘30 verso le giovani avanguardie europee.

La mostra viene accompagnata da tre incontri, sempre alle 18.30, tenuti da Antonello Negri - mercoledì 2 novembre - Silvia Bignami – mercoledì 16 novembre – e Andrea Kerbaker – mercoledì 30 novembre – che mettono a fuoco aspetti particolari della stagione storica dell’astrattismo.

Per tutta la durata della mostra, la sezione didattica propone ai bambini dai 6 ai 10 anni delle scuole primarie, dal lunedì al venerdì mattina: Ci sono un russo, uno svizzero, uno spagnolo e un italiano

@Redazione

mercoledì 19 ottobre 2016

Boom 60! In Mostra al Museo del Novecento

I ruggenti anni '60, quelli del boom economico, raccontati in una mostra al Museo del Novecento con “BOOM! 60 Era arte moderna”, a cura di Mariella Milan e Desdemona Ventroni, con Maria Grazia Messina e Antonello Negri.

Una mostra  che racconta l'arte  in Italia, tra i primi anni Cinquanta e i primi Sessanta, e alla sua “presenza” mediatica nei più popolari canali di comunicazione: i rotocalchi, giornali e riviste di attualità illustrata.


In esposizione centoquaranta opere di pittura, scultura e grafica nonché le pagine delle riviste e con filmati televisivi e cinematografici.

È l’Italia del “boom”, in cui i “rotocalchi” – Epoca, Le Ore, L’Europeo e tanti altri – raggiungono le loro massime tirature, diventando lo specchio fedele della mentalità e delle aspirazioni collettive. I temi dell’arte – dalle polemiche sull’astrattismo e sui nuovi materiali, al genere sempre amato del ritratto fino alla rappresentazione degli artisti di successo – vi si intrecciano con la presenza di celebrità del cinema, della tv, della canzone. D’altro canto si affacciano da protagonisti il mercato e il collezionismo, in linea con lo spirito del “miracolo”, in nome del quale l’arte sembra destinata a entrare, come il frigorifero e la lavatrice, nelle case di tutti.

@Antonietta Usardi

Aspettando il Dalai Lama al Mic

In occasione dell’arrivo del Dalai Lama a Milano il 21 e il 22 ottobre, il Mic – Museo del Cinema – tre pellicole dedicate alla filosofia buddhista.

Dal 20 al 23 ottobre sono in cartellone: 

Dalai Lama. Il quattrodicesimo, di Fujiro Mitsuishi, documentario più che mai esaustivo sulla figura di Tenzin Gyatso (2014); 

Monk with a Camera. The Life and Journey of Nicholas Vreeland, di Guido Santi e Tina Mascara, storia del primo occidentale alla guida del monastero tibetano di Karnataka in India (2014); 

Happiness, di Thomas Balmès, racconto della vita di un monaco di otto anni nel Buthan di due decenni fa.

@Redazione

Halloween da Brivido con Neiade

Halloween si avvicina e tra le vie e i monumenti di Milano echeggiano storie affascinanti: leggende, fantasmi, personaggi che arrivano dal passato e che hanno fatto tremare Milano.

Neiade ci porta a scoprirli e a sentire le loro storie.

Tra i prossimi appuntamenti vi segnaliamo:

29 ottobre. Ore 15.00 San Bernardino alle Ossa

Si parte con San Bernardino alle Ossa, dove il 2 novembre si dice che i suoi scheletri, trascinati dalle ossa di una bambina, poste a sinistra dell’altare, si animino per una danza macabra. Un itinerario tra i fantasmi: nella Pinacoteca Ambrosiana Lucrezia Borgia, di notte pettina delicatamente i suoi capelli, custoditi qui in una teca e donati a Pietro Bembo in segno d’amore e la triste 
 Carlina, che precipitò nel vuoto dai tetti del Duomo e il suo corpo non venne mai ritrovato.
Su piazza alla Scala aleggia la maledizione di Palazzo Marino, risalente ai tempi della sua fondazione per le vessazioni delle tasse sul popolo perpetrate dall’antico proprietario, Tommaso Marino; mentre nella Chiesa di San Tomaso, in via Broletto ci attende l’antico curato, punito per la sua crudeltà e corruzione da Giovanni Maria Visconti, che intimò ai suoi armigeri di seppellirlo vivo in una bara insieme a un morto di cui non voleva celebrare gratuitamente il funerale.

1 Novembre. Ore 19.00. I Fantasmi del Parco Sempione

Attraversando il Parco Sempione, scappate se vedete il fantasma della dama velata, di nero vestita, con il volto coperto da un velo. I suoi passi non fanno rumore lungo i vialetti e lascia al suo passaggio un odore di violette e un senso di freddo intenso.. Altri spettri si aggirano nel Castello Sforzesco: quello di Ludovico il Moro, che fugge tenendo tra le mani il suo tesoro; si odono le urla di Beatrice d’Este che muore dissanguata dopo aver dato alla luce suo figlio, o di Bona di Savoia che piange i suoi cari. Tra i portici corre una donna che cerca di procurarsi il veleno per uccidere gli Sforza: chi sarà?

@Antonietta Usardi

Paolo Rossi canta Gianmaria Testa al Menotti di Milano

Arriva al Menotti di Milano dal 19 al 22 ottobre lo spettacolo RossInTesta, nel quale Paolo Rossi lascia i panni del comico per intonare, insieme ai Virtuosi del Carso, le canzoni di Gianmaria Testa, cantautore piemontese scomparso lo scorso marzo.

Un vero e proprio concerto teatrale, ideato da Produzioni Fuorivia, dove la poesia e la musica di Testa sposano l’ironia e l’irriverenza di Paolo Rossi, creando un formidabile ed inedito mix.

Lo spettacolo è diviso in quattro capitoli: il teatro, con le canzoni dedicate al mestiere dell’attore e al rapporto tra persona e personaggio; le donne; il sociale e infine un omaggio a Enzo Jannacci, il grande cantautore milanese amatissimo sia da Rossi che da Testa.

Insieme al comico sul palco ci saranno i Virtuosi del Carso: Stefano Bembi, Bika Blasko, Alex Orciari e Roberto Paglieri. È in programma anche la realizzazione di un disco con le canzoni dello spettacolo, in uscita prossimamente.

@Angela Pastore

mercoledì 12 ottobre 2016

Valerio Adami alla Galleria Il Castello

La Galleria il Castello ospita fino all’11 novembre una retrospettiva dedicata a Valerio Adami, classe 1935.
Quindici lavori, tra oli, acquarelli e disegni, che ci raccontano uno spaccato della produzione di uno dei più colti autori del panorama artistico italiano.

Nato artisticamente nel clima della Pop Art, soprattutto della scuola di Andy Warhol e Roy Liechtenstein, Adami è sempre rimasto legato alla realtà, espressa anche in visione fumettistica, ma inserendovi personaggi, ambienti e oggetti interpretati con intrecci surreali e colori acrilici netti, senza sfumature.

@Redazione

The Art of Brick di Nathan Sawaya alla Fabbrica del Vapore

La Gioconda in versione lego o la Venere di Milo fatta di mattoncini, queste alcune delle opere esposte alla Fabbrica del Vapore per la mostra The Art of Brick, che espone i lavori del giovane artista americano Nathan Sawaya.

Dal 18 ottobre al 29 gennaio nei 1600mq della Fabbrica del Vapore ci saranno oltre 100 opere d’arte, tutte realizzate con i mattoncini di lego e composte da oltre un milione di pezzi.

Un’arte allegra e colorata che si ispira alla pop art e al surrealismo e che propone nuove versioni dei più importanti capolavori della storia dell’arte, come già citata Gioconda di Leonardo, il Pensatore di Rodin, la Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer, e anche uno scheletro di dinosauro lungo 6 metri.

@redazione

Innocente. Il Caso Giudiziario di Ron Williamson al Teatro Libero

Dal 17 al 23 ottobre il Teatro Libero porta in scena Innocente, la storia della vicenda giudiziaria di Ron Williamson, l’uomo accusato di omicidio e condannato alla pena di morte, venne scagionato sono diciassette anni più tardi, nel 1999.

Astro nascente del baseball, ebbe una carriera sfortunata che non decollò mai, portandolo in una spirale di depressione ed uso di droghe. Nel 1982 venne accusato dell’omicidio di una giovane donna della sua città, venne processato sommariamente e condannato alla pena capitale.Inizia così il calvario del giovane Ron nel braccio della morte, dove, nonostante sia sempre più vicino alla pazzia, è deciso a voler dimostrare a tutti i costi la sua innocenza. Un uomo solo. Una gabbia. Una confessione. Uno spettacolo duro, violento e volgare, come lo era, a tratti, lui.
Lo spettacolo è sconsigliato ai minori.

@Redazione

Spira Mirabilis allo Spazio Oberdan

Lo Spazio Oberdan presenta fino al 14 ottobre in sala Alda Merini la proiezioni di Spira Mirabilis.

Il film, presentato in concorso all’ultimo Festival di Venezia, racconta il desiderio di permanenza dell’essere umano nel mondo, attraverso l’arte, la religione, la storia.

La comunità del Cheyenne River Reservation Camp, in South Dakota, celebra il funerale di un anziano che ha lottato per l’indipendenza e il riconoscimento dei diritti civili dei nativi americani. Restauratori e tecnici addetti alla conservazione delle statue del Duomo si applicano costantemente a dare nuova vita a quel simbolo di spiritualità cristiana che permane intatto nei secoli. La coppia svizzera composta da Felix Rohner e Sabina Schafer crea da decenni particolari strumenti musicali con pazienza artigiana nel laboratorio di Berna. Shin Kubota, docente all’Università di Tokyo, si dedica a studiare la Turritopsis, “medusa immortale”, dal ciclo vitale potenzialmente infinito, capace di mutamento e rigenerazione. Di tanto in tanto, dentro un cinema vuoto, l’attrice Marina Vlady interpreta alcuni passi dell’Immortale, dall’Aleph di Jorge Luis Borges.

R. e mont.: Massimo D’Anolfi, Martina Parenti. 
Fot.: Massimo D’Anolfi. Int.: Marina Vlady, Leola One Feather, Felix Rohner. 
Italia/Svizzera, 2016, 121.

@Angela Pastore