lunedì 29 febbraio 2016

I Quaderni Milanesi di Buganza alla Galleria Eroici Furori

Dal 2 al 25 marzo la Galleria Eroici Furori, via Melzo 30, ospita la mostra “Quaderni milanesi. Guido Buganza” a cura di Silvia Agliotti

Guido Buganza ha immortalato sulle sue tele gli spazi, i dettagli di uno dei luoghi di gran fascino appena riscoperti a Milano: l’ex Diurno Venezia, gioiello dell’Art Decò realizzato su progetto di Piero Portaluppi

Angoli, prospettive, sedie vuote, scorci, l’artista ci mostra lo stato attuale di questo luogo, un tempo funzionale centro di servizio per viaggiatori, che ancora porta con sé sia i segni di uno splendido passato sia quelli dell’abbandono e dell’incuria degli ultimi anni. 

Le opere di Buganza sono una sensibile testimonianza di questo luogo prezioso dando vita ad un sentimento che alimenta l’immaginario dello spettatore. 

Con ombre caravaggesche e tagli prospettici l’artista documenta il vuoto, l’assenza che diventa presenza, il fascino sprigionato da frammenti di memori, che lasciano il visitatore a interrogarsi su quanta storia è passata in queste stanze, quante vite, quanta umanità. 

Tra le opere esposte anche un dipinto dedicato a Carlo Emilio Gadda, cui il titolo della mostra fa riferimento. 

La mostra ha il patrocino della Delegazione Fai, a cui sarà devoluto parte del ricavato delle opere vendute a sostegno dei progetti di valorizzazione del Diurno Venezia

Ingresso libero. 

@Stefania Cappelletti

Lapsus. Scatti d'Umore e Pensieri d'Autore. Presentazione al Franco Parenti

Fotografia e non solo al Teatro Franco Parenti di Milano il 29 febbraio (ore 18.30) per la presentazione di Lapsus. Scatti d'Umore e Pensieri d'Autore, di Andrea Micheli, edito da Skira.

LAPSUS presenta circa centotrenta fotografie a colori e in bianco e nero di Andrea Micheli accompagnate e commentate da pensieri dei protagonisti del mondo della cultura e della letteratura, della musica e del cinema, dell’arte e dell’architettura: tra gli altri Renzo Piano, Umberto Eco, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Gherardo Colombo, Eva Cantarella, Giorgio Forattini, Vittorio Gregotti, Giorgio Celli, Maurizio Pollini, Wilbur Smith, Gillo Dorfles, Vittorio Sgarbi, Gabriele Salvatores, Aldo Grasso, Arnaldo Pomodoro, Massimo Gramellini, Ferruccio de Bortoli, Bruce Weber.


Intervengono: Andrea Micheli, Denis Curti, Andrée Ruth Shammah e Giovanna Zucconi

@Redazione

Andrea Micheli (1972), laureato in Scienze naturali, ha realizzato i suoi primi lavori importanti scegliendo a soggetto l’ambiente e il rapporto dell’uomo con esso. Con Skira ha pubblicato Animalia tantum (2000), un volume fotografico con racconti di Andrea Gobetti e xilografie di Crispin Mason.

Al Teatro Out Off il Ritorno di Freddie Mercury

Il 1° e il 2 marzo il Teatro Out Off ospita lo spettacolo “Freddie is back. Tributo a Freddie Mercury” della Katherine Dance Company, in prima assoluta. 

Per Freddie Mercury un concerto era uno spettacolo teatrale e proprio da questo punto parte l’ideazione di questo tributo realizzato da Caterina Buratti e Matteo Setti

Centro dello spettacolo è il grande cantante, artista leader dei Queen, con la sua personalità istrionica ed eccentrica. 

La Katherine Dance Company porta sul palco le diverse anime artistiche di Freddie con melodie struggenti, ritmi incalzanti e una coreografia visionaria, ispirati dall’energia, dalla follia e dall’estro del geniale artista. 

La straordinaria voce di Matteo Setti, non a caso scelto da Riccardo Cocciante per intepretare Gringoire il poeta di Notre Dame de Paris, fa rivivere il mito leggendario di Freddie Mercury

Quattordici canzoni scelte tra i brani più famosi di Freddie, come “One Vision”, “We will rock you” e “Bohemina Rapsody”, vedranno alternarsi canto e danza, in una sinergia travolgente. 

Una voce fuori campo racconterà al pubblico chi era Freddie Mercury grazie al materiale raccolto dalle sue interviste. 

@Stefania Cappelletti

L’Aprile di Fontanesi alle Gallerie Maspes

Fino al 16 aprile le Gallerie Maspes ospitano la mostra “L’Aprile di Fontanesi. La rivoluzione del paesaggio”, un’opera che segna un momento fondamentale nell’evoluzione del percorso artistico di Antonio Fontanesi e nella storia della pittura europea di paesaggio del XIX secolo. 

Fontanesi, pittore di temperamento romantico, nei suoi paesaggi, caratterizzati da notazioni intimiste e da atmosfere malinconiche, riuscì ad esprimere un’incredibile capacità evocativa, influenzata dal rapporto e dallo studio delle opere di Corot e dei Barbizonniers per un verso e da quelle di Constable e di Turner per l’altro. 

Si dedicò prevalentemente alla pittura di paesaggi, giocando su un equilibrato rapporto di luci e ombre, con colori ricchi e usati in piena libertà, chiaramente connesso con lo stile europeo dell’epoca ma che mantiene un carattere fortemente personale che esprime un intenso sentimento di “infinito” e di profonda poesia. 

La mostra ricostruisce accuratamente la genesi del capolavoro di Antonio Fontanesi: il dipinto è stato sottoposto ad un rigoroso lavoro di indagini diagnostiche condotte da Thierry Radelet e infine restaurato da Enrica Boschetti

Questo lungo lavoro ha permesso di portare di nuovo all’attenzione del pubblico i colori intensi e insieme delicati dell’opera, le pennellate materiche e di grande effetto, la composizione basata su una rigorosa articolazione degli elementi nello spazio. 

Un quadro che regala un’immagine di quieta natura, colma di luce che lascia percepire la sensazione di calore del sole e le vibrazioni dell’aria, attraverso le nubi che corrono lievi nel cielo, attraverso la vela dell’imbarcazione che si gonfia sul lago e si intuisce il muoversi delle fronde degli alberi e dei cespugli, persino dei fili d’erba in primo piano. 

Accanto a questa suggestiva opera, grazie alla collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, si trovano due taccuini di disegni inediti e le tele “Il lago di Lemano” e “Campagna nel Delfinato”. 

Ingresso libero. 

@Stefania Cappelletti

All’Elfo Puccini sfila Chanel

Dal 1 al 6 marzo va in scena sul palco del Teatro Elfo Puccini lo spettacolo “Coco. L’ultimo sogno”, creato, interpretato e diretto da Teatrino Giullare

Uno spettacolo che con delicatezza e ironia racconta il mito di Coco Chanel, personalità a suo modo rivoluzionaria nell’universo femminile e figura fondamentale e mito della cultura del XX secolo. 

E’ il 10 gennaio 1971, Coco, da un letto dell’Hotel Ritz di Parigi, sente il peso degli anni e della solitudine. Affianco a lei il suo cane, un alano di nome Picasso. Coco legge e commenta la propria straordinaria e controversa vita, soffermandosi con arguzia e un certo divertimento sul mondo contemporaneo, sul ruolo della donna e dell’arte e, soprattutto, sulla verità; quella verità modificata, mistificata da Parigi, dagli artisti e dagli imbecilli che hanno costruito il suo mito, la sua leggenda. 

La leggenda di Chanel si fonda su due pilastri: un’infanzia terribile e il suo genio incredibile. 

Coco si diverte a smontare e rimontare a suo piacimento ogni affermazione su di lei, con un irresistibile umorismo e una grande leggerezza, con quella lucidità di spirito di chi, anche nei momenti dolorosi e nelle situazioni più feroci, riesce a trovare una via d’uscita tramite l’immaginazione e, nel suo caso, grazie anche ad un paio di forbici. 

Coco Chanel si presenta come una donna che fino all’ultimo non ha mai smesso di lottare, una figura emblematica che è riuscita da un lato a rivoluzionare il ruolo della donna nella società e nel lavoro e dall’altro lascia pagine oscure della sua vita, dal rapporto tirannico sulle sue lavoratrici a certi rapporti con il nazismo. 

Lo spettacolo è ispirato alle contraddittorie biografie e alle dichiarazioni che Chanel fece a Paul Morand durante il suo esilio in Svizzera. 

@Stefania Cappelletti

Festival. Il Cinema Italiano Visto da Milano

Torna anche quest'anno l'appuntamento con Il Cinema Italiano Visto da Milano, rassegna dedicata ai nuovi talenti e giunta alla quattordicesima edizione in programma dal 5 al 12 marzo.

Come ogni anno saranno diverse le sedi della manifestazione:partecipano Spazio Oberdan, Mic, e Area Metropolis 2.0 a Paderno Dugnano.

Tanto cinema italiano – lungometraggi e documentari, in anteprima e in seconda visione, omaggi ed eventi speciali - e tanti autori e interpreti che vengono a raccontarlo per renderlo vivo e vicino agli spettatori.

Il Concorso “Rivelazioni” con 5 lungometraggi, tutte opere prime in anteprima per Milano, giudicati da una giuria del pubblico; la sezione “Amori a prima vista” (anteprime per Milano) presentate in sala dai protagonisti; la sezione “Ricordati di me” (omaggi) dedicata ad Ettore Scola e Laura Morante; la sezione “Riprendimi” (i migliori film della stagione presentati in sala dagli autori); la sezione “Ritorni di fiamma” con il restauro delle opere sperimentali di Gianfranco Brebbia e una live performance con musiche ispirate a David Bowie; la sezione “Chi mi ama mi segua” con lezioni di cinema presso sei licei milanesi tenute da registi e attori.

I principali artisti invitati a questa edizione, grazie alla collaborazione con LoScrittoio(http://cinecult.scrittoio.com): Laura Morante, Isabella Ragonese, Marco D’Amore, Fiorella Infascelli, Francesco Ghiaccio, Gianni Zanasi, Silvia Scola, Veronica Pivetti.

@Redazione

Macbeth Banquet al Teatro Libero

Macbeth Banquet : desiderio, fama, fame, potere.

Va in scena al Libero di Milano dal 1 al 7 marzo Macbeth Banquet, una libera reinterpretazione dell'opera shakespeariana

Ideato ed interpretato da Luca Radaelli (accompagnato dalla chitarra di Maurizio Aliffi), il testo propone un banchetto “casalingo” per un assassinio perpetrato tutto in famiglia.

A dirigere la cucina un cuoco stralunato, che guida gli spettatori nelle viscere dell’opera, narrando
ricette oscure e altrettanto oscure macchinazioni, interpretando di volta in volta i personaggi principali di questa tragedia: la foresta di Birnam e le streghe, Macduff, il re Duncan, Lady Macbeth e il futuro re di Scozia.

Una prospettiva originale per il destino di una coppia divorata dal desiderio di dominio.

@redazione

venerdì 26 febbraio 2016

Aperitivo in Concerto,. David Amram Quintet

Per il ciclo di “Aperitivo in Concerto” il Teatro Manzoni di Milano ospita domenica 28 febbraio David Amram, compositore e musicista leggendario, che si può ben definire una figura unica nel panorama musicale americano del Novecento, compositore accademico di alto profilo, primo “composer-in-residence” della New York Philharmonic Orchestra e, al contempo, pioniere delle commistioni fra jazz e mondo afro-caraibico, apprezzatissimo collaboratore di artisti come Charles Mingus, Dizzy Gillespie, Thelonious Monk.

David Amram si presenta a capo di un quintetto del quale fa parte un leggendario jazzista come il contraltista e flautista Jerry Dodgion, che ricordiamo in innumerevoli incisioni di rilievo e a fianco di artisti quali Gerald Wilson, Count Basie, Duke Pearson, Benny Goodman, Red Norvo, Charlie Mariano, Oliver Nelson.

Completano il gruppo il contrabbassista Rene Hart (collaborazioni con Erik Lawrence, Jeff Lederer, Alison Miller, Julian Priester, Don Braden, Dakota Staton, Myra Melford, Branford Marsalis, Pete Seeger, Anat Fort, Steven Bernstein, David Amram, Wayne Horvitz, Janis Ian, Butch Morris, Arnie Lawrence, Satoko Fujii), il batterista Kevin Twigg, abituale collaboratore da lungo tempo di Amram e il percussionista Adam Amram, figlio del compositore, brillante strumentista e compositore.

@Redazione

Il Piccolo Principe in Mostra a Wow Spazio Fumetto

Dal 27 febbraio al 26 marzo Wow Spazio Fumetto ospita la mostra “Il Piccolo Principe. Una storia a fumetti” con le tavole originali realizzate da Enzo Jannuzzi.

Jannuzzi ha creato la versione a fumetti dell’opera di Antoine de Saint-Exupéry quasi per caso, per soddisfare la richiesta fattagli dal fratello che voleva fare un regalo a sua figlia.

Così Jannuzzi coglie l’occasione per approfondire la sua conoscenza del libro e per riadattarla secondo la propria sensibilità.

L’artista si avvicina all’opera leggendola in lingua originale e ritraducendola, mantenendosi assolutamente fedele al testo, senza tralasciare nulla nelle circa 80 pagine illustrate.

Ma, certamente, Jannuzzi si distacca da Saint-Exupéry per i disegni.

Lo scrittore francese ha un tratto inconfondibile, semplice e gradevole ed ogni rimando rischierebbe di divenire solo una ricopiatura. Jannuzzi adopera anche in questo caso il suo abituale, corposo bianco e nero, muta l’aspetto dei personaggi, descrivendoli in modo personale ma rispettandone i caratteri distintivi.

Oltre alle 81 tavole originarie realizzate dal grande illustratore in mostra saranno esposte anche alcune pagine a matita e bozzetti selezionati che portano il visitatore “dietro le quinte” della creazione dell’opera.

Il Piccolo Principe” di Jannuzzi viene ora pubblicato grazie alla collaborazione tra Wow Spazio Fumetto, Fondazione Franco Fossati, l’editore Excalibur e la libreria Borsa del Fumetto.

Ingresso alla mostra libero.

@Stefania Cappelletti

Maternità in Sala Fontana


Maternità One - Ovvero il Big Bang. Maternità, donna e vita al Teatro Sala Fontana dal 4 al 6 marzo.


Lo spettacolo racconta la storia di una donna che scopre di aspettare un bambino, del suo cammino verso la maternità. Del suo “big bang”. Della nascita e ri-nascita. 

Scoperte, stupore sono il nucleo centrale della storia; quando si rende conto che quello che prova non è quello che credeva, la protagonista entra in conflitto con se stessa ma soprattutto con “quel nuovo mondo” - il mondo appunto della maternità - fatto anche di ipocrisia, luoghi comuni e convenzionalità. In questo stato di “ambivalenza emotiva” chiede aiuto e un confronto.

Ci sono le ostetriche, le mamme del corso pre-parto, i dottori, gli amici, la suocera, gli sconosciuti...ma anche in questo caso le risposte non sono sempre quelle che ci si aspetta.

@Redazione

giovedì 25 febbraio 2016

Al Mic si Gioca con la Caccia al Tesoro

Dopo Un Archivio Da Paura, tema con cui le visite nell’Archivio sono state inaugurate lo scorso giugno, le segrete della Cineteca si popolano di grandi capolavori della storia del cinema.

Dai primi filmati dei fratelli Lumiére, fino al premio Oscar La grande Bellezza, è il momento di andare a caccia di tesori del cinema: il pubblico dovrà riconoscere i 50 titoli che si nascondono fra le oltre 25000 pellicole conservate 15 metri sotto terra.

Sarà sufficiente indossare gli smartglass Moverio per rivivere alcune scene dei più grandi capolavori del cinema: da Indiana Jones a Titanic, passando per da ET e molti altri.

Accedere a un archivio di pellicole è un’esperienza davvero eccezionale e, oggi, unica in Italia.

L’archivio raccoglie le collezioni filmiche più preziose e storiche della Cineteca Italiana ed è il presidio Regionale delle immagini in pellicola, esteso per oltre 3000 mq nei sotterranei della Cineteca, distribuiti su due piani e collegati con il laboratorio di restauro

La caccia ai tesori del cinema è effettuabile venerdì, sabato e domenica alle ore 15.30 e alle 17.30 su prenotazione obbligatoria al numero 0287242114.

Con lo stesso biglietto, sarà inoltre possibile visitare il MIC – Museo Interattivo del Cinema e assistere alla proiezione cinematografica giornaliera.

@Redazione

Volevo una Cena Romantica e l'ho Pagata Io al Teatro Leonardo

Volevo una cena romantica e l'ho pagata io al teatro Leonardo dal 2 all'8 marzo con la comicità di Barbara Foria.

L'artista partenopea porta in scena il meglio del suo repertorio. “Se l’uomo e la donna non si possono sopportare perché allora si cercano, si fidanzano e soprattutto si sposano?” 

Questi sono solo alcuni degli atroci interrogativi che Barbara Foria si pone nel suo one-woman-show dove rompe gli schemi classici della brava ragazza e mette in piazza i segreti che nessuna donna ha mai osato confessare. 

La woman in red, rivelazione femminile di Colorado, il programma comico di Italia 1, pronuncia una divertentissima arringa per analizzare il rapporto uomo‐donna, dal primo giorno di idillio amoroso, all'incontro con l’avvocato divorzista.


Uno spettacolo esilarante e autoironico rivolto alle donne ma che strizza l’occhio agli uomini.

@Redazione

mercoledì 24 febbraio 2016

Remember. Per Certe Colpe Non Si Può Chiedere Perdono

“Chi è un nazista? Un nazista è una persona cattiva”.

Remember è un film del regista Atom Egoyan e ci racconta la storia di Zev Guttman ( Christofer Plummer), un ebreo ricoverato in una clinica privata con Max, amico con cui ha condiviso gli orrori di Auschwitz. Max, nonostante sia ormai molto anziano e costretto su una sedia a rotelle, sembra riluttante a voler morire senza prima essersi vendicato di chi ha sterminato la sua famiglia e quella di Zev ai tempi del nazismo.

Completamente lucido di mente, durante una conversazione con Zev, gli consegna un'elaboratissima lettera in cui sono scritti una serie di incarichi volti a trovare il responsabile delle loro passate sofferenze ed ucciderlo.
Consapevole che l'amico è affetto da una forte demenza senile, gli raccomanda di rileggere la lettera ogni qualvolta il vuoto di memoria si farà' sentire.

Cosi' comincia la spedizione punitiva di Zev che ci condurrà' verso un viaggio ricco di suspense, curiosità' e dubbi molti dubbi che solo un finale inaspettato riuscirà a togliere.
Remember è un film bello, girato magistralmente e per nulla noioso. Ci riporta agli orrori del nazismo in modo velato e con una trama del tutto innovativa.

E' un continuo enigma che porta lo spettatore a convincersi di essere giunto ad un traguardo per poi ricredersi.
Gli appassionati di thriller e suspense non possono perderlo.
“Per certe colpe non si può chiedere perdono”.



Cecilia Carbonaro

Alla Fondazione Stelline le Gallerie Milanesi tra le due Guerra

Dal 25 febbraio al 22 maggio 2016 la Fondazione Stelline ospita la mostra Gallerie Milanesi tra le due guerre”.

In esposizione  dipinti e sculture che riportano alla luce la vita culturale e la vivacità artistica delle gallerie milanesi nel ventennio successivo alla “Grande Guerra”.

Il periodo storico-artistico preso in esame in questa mostra passa in rassegna l'attività delle principali gallerie milanesi che tra il 1919 e il 1939 diedero prova di grande vitalità culturale; presso le loro sedi infatti si tennero mostre di artisti che spaziavano dal tardo Ottocento al Futurismo, dal Gruppo Novecento all'Astrattismo, dall'Aeropittura al Chiarismo per giungere al movimento Corrente.

 Storiche gallerie - come Pesaro, Bardi, Scopinich, Milano, Salvetti, Dedalo, Bottega di Poesia, Il Milione, Barbaroux, Micheli, Gussoni, Centrale e Mostre Temporanee - ospitavano artisti di diverse correnti: Balla, Carrà, Campigli, Casorati, de Chirico, de Pisis, Fontana, Funi, Guttuso, Kandinskij, Licini, Melotti, Prampolini, Rosai, Medardo Rosso, Savinio, Severini, Sironi, Usellini, Wildt e molti altri.

Il percorso espositivo ricostruisce l'evolversi e il susseguirsi dell'arte italiana in tutti i suoi molteplici aspetti e offre visioni di cambiamento e proliferazione artistica a cui ancora oggi assistiamo. 

@Redazione

Baz Il Ritorno al Teatro Manzoni di Milano

Marco Bazzoni, in arte Baz, porta la comicità al Teatro Manzoni di Milano l'1 e il 2 marzo.

Uno show innovativo e coinvolgente ricco di monologhi, canzoni, personaggi e tutto ciò che lo rende un artista unico nel suo genere.

Uno spettacolo pieno di sorprese e di colpi di scena: si farà luce sui pensieri nascosti del maschio italiano e verranno svelati il misterioso passato di Piero Pelù e il segreto della forma fisica di Tiziano Ferro.

Il pubblico inoltre assisterà a due esperimenti sensazionali mai realizzati da alcun artista al mondo: Baz dimostrerà che è possibile suonare tutto il repertorio della musica mondiale con il solo utilizzo di un cucchiaino da caffè e, impresa al limite delle capacità umane, tenterà di fare un “musical” da solo!! 

Non mancheranno i suoi cavalli di battaglia: il lettore multimediale Super Baz, e il pettinatissimo cantante, idolo delle folle, Gianni Cyano.

@Redazione

martedì 23 febbraio 2016

Mountain in Rassegna al Mic

Il Mic ospita dall'1 al 4 marzo Mountain,il bellissimo lungometraggio della regista israeliana Yaelle Kayam visto all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Nel raccontare la storia di una semplice, devota famiglia di Gerusalemme, ambientata però in un contesto molto particolare come il cimitero ebraico sul Monte degli Ulivi, il film riesce a superare i confini geografici e religiosi della vicenda coinvolgendo e inquietando in modo profondo.

Così Yaelle Kayam: «Mi interessa esplorare i personaggi attraverso l’uso del paesaggio e collocarli in contesti estremi che al tempo stesso li limitano e rendono possibile la loro trasformazione. In questo film ho messo in scena il turbamento fisico e spirituale di una donna in un luogo incredibilmente carico di significato, nel punto di intersezione delle tre principali religioni monoteistiche del mondo.»

@Redazione

Anelante con Antonio Rezza all'Elfo

Anelante, un funambolico Antonio Rezza all'Elfo di Milano, in scena fino al 28 febbraio.

Non c’è dialogo per chi si parla sotto. Un matematico scrive a voce alta, un lettore parla mentre legge e non capisce ciò che legge ma solo ciò che dice. Con la saggezza senile l’adolescente, completamente in contrasto col buon senso, sguazza nel recinto circondato dalle cospirazioni. 

Spia, senza essere visto, personaggi che in piena vita si lasciano trasportare dagli eventi, perdizione e delirio lungo il muro. 

Il silenzio della morte contro l’oratoria patologica, un contrasto tra rumori, graffi e parole risonanti. 

Il suono stravolge il rimasuglio di un concetto e lo depaupera. Spazio alla logorrea, dissenteria della bocca in avaria, scarico intestinale dalla parte meno congeniale.

Follia, realtà, magia.

@Redazione

lunedì 22 febbraio 2016

Fondazione Pasquinelli. In Mostra Cityscape le Foto di Lorenzo Piovella

La Fondazione Pasquinelli ospita la mostra CITYSCAPE/PRESETS del giovane fotografo Lorenzo Piovella che si articola attraverso il confronto tra due serie fotografiche realizzate in luoghi e tempi diversi: SLICES/HIGHRISE (2012-2014) e OH GOLD! (2015), le prime fotografie riproducono gli edifici più alti della città di Milano che vengono sottoposti ad un processo di astrazione dai relativi contesti sociali; le seconde invece raffigurano modelli virtuali di costruzioni verticali.

Le due serie condividono dunque sia l’oggetto immortalato, sia le modalità di rappresentazione: tutte le immagini della mostra riguardano edifici alti contemporanei estraniati dalle rispettive realtà. In questo modo, le suggestive immagini di CITYSCAPE/PRESETS da una parte evidenziano ciò che spesso sfugge allo sguardo distratto del cittadino, ossia il linguaggio proprio degli edifici che costruiscono la città, dall’altra indagano e mettono in evidenza le relazioni che tali costruzioni intrattengono con delle immagini virtuali.

@Redazione

Invito al Cinema da Parole e Pagine

Continuano gli appuntamenti con il cinema in libreria.

La libreria Parole&Pagine (c.so di Porta Nuova fronte al civico 32) continua con gli appuntamenti con il cinema in libreria.

Prossima data il 23 febbraio e sempre con un film a sorpresa.

Se siete curiosi e volete sapere prima cosa ci sarà  in programma potete sbirciare sulla loro pagina Facebook.... altrimenti potreste fidarvi e godervi la sorpresa.

Prenotazione consigliata, posti limitati: e-mail:libreria@parolepagine.it
https://www.facebook.com/pages/Libreria-ParolePagine/1577232125861186?fref=ts

@Redazione

Matti da Slegare al Teatro Carcano

Giobbe Covatta, Enzo Iacchetti e Gioele Dix, nelle vesti di regista, arrivano al Carcano di Milano dal 24 febbraio al 13 marzo con Matti da Slegare, una riflessione sul reinserimento sociale di persone con una disabilità psichica.

Dopo parecchi anni vissuti in una struttura psichiatrica protetta dove sono diventati amici inseparabili, Elia e Giovanni vengono “promossi” e mandati dal sistema sanitario a vivere da soli in un appartamento nel centro della città.
Si tratta di un esperimento e di una prova molto importante per loro: dovranno provare a inserirsi nella società civile e dimostrare di saper badare a se stessi.

Elia, che non ha mai conosciuto il proprio padre, aveva vissuto sempre solo con la madre, imbastendo con lei un rapporto morboso ed esclusivo. Alla morte della donna, si era perciò rivelato totalmente incapace di prendersi cura di sé e il suo ricovero era stato inevitabile. Il lungo trattamento terapeutico non ha però fiaccato la sua profonda sensibilità e un senso innato dell’autoironia.

Giovanni, il compagno di avventura, è al contrario un omaccione dai modi ruvidi e spicci, fissato col cibo e soprattutto col sesso, che peraltro non ha ancora avuto modo di sperimentare. È un uomo generoso e impulsivo, la cui fragilità è segno del disperato tentativo di cancellare le ferite procurategli da una madre alcolista e un patrigno violento.


@Redazione

venerdì 19 febbraio 2016

La Pittura di Alberto Magnelli alla Galleria Lorenzelli Arte

Fino al 23 aprile la Galleria Lorenzelli Arte, corso Buenos Aires 2, ospita la mostra “La pittura è prima di tutto un’architettura”, focus su Alberto Magnelli.

Magnelli, grande artista italiano, protagonista della rivoluzione astrattista, è poco conosciuto in Italia, ma nella sua vita e carriera ebbe contatti, confronti e influenze con artisti del calibro di Max Jacob, Apollinaire, Picasso, Fernand Léger, Juan Gris, Alexander Archipenko, Matisse

Sono esposte una trentina di opere di questo grande maestro dell’arte che documentano più di cinquant’anni di attività, dal 1913 al 1964. 

Il titolo della mostra si riferisce ad uno scritto di Bernard Dorival su Magnelli, in cui veniva sottolineato il legame che univa il pittore alla scuola dei Quattrocentisti toscani per i quali la pittura era prima di tutto un’architettura, “un ordine di forme semplificate e massive, ferme e solide, la cui maestosità si rinforza per l’incisione della linea che le profila e le esalta, una composizione dove il ritmo è la pulsazione e la musica, una ‘cosa mentale’ che rimette in discussione l’intelligenza e la volontà dell’uomo”. 

Magnelli declina la lezione quattrocentesca nel suo personale linguaggio astratto, trasformando il colore in forma architettonica, come dimostrano i dipinti “Un peu rouge”, “Voyage” e “Mesures Illimitées n.8”. 

Ingresso alla mostra gratuito. 

@Stefania Cappelletti

La Poesia di Antonia al Cinema Mexico

Dal 19 febbraio il Cinema Mexico presenta “Antonia” il film di Ferdinando Cito FIlomarino sull’artista, poetessa, fotografa Antonia Pozzi

Il film, unico film italiano presentato lo scorso luglio al Festival di Karlovy Vary, dove ha ottenuto la Menzione Speciale della Giuria, racconta la vita brevissima ma intensa della poetessa milanese, Antonia Pozzi

Antonia Pozzi visse negli anni del ventennio fascista a Milano, frequentando gli intellettuali dell’epoca; scriveva versi modernissimi, ma era ostacolata dalla sua famiglia che le impedì di pubblicare le sue opere. 

Filomarino, che ha sentito una profonda empatia con Antonia, ha realizzato un ritratto intimo della giovane artista, soffermandosi sul suo mondo interiore più che sulla sua arte, cercando di scandagliare la sua esistenza con lo scopo di comprendere e spiegare la sua esigenza di scrivere poesie e scattare fotografie, quali fossero i suoi pensieri e le sue scelte, fino all’ultima tragica decisione. 

Antonia Pozzi, a soli ventisei anni, il 3 dicembre 1938, si toglie la vita; fino a quel momento non aveva mai pubblicato nessuna delle sue poesie. 

Fu Eugenio Montale, alla fine degli anni ’40, a fare luce su questa giovane artista tormentata, ponendola tra i maggiori poeti del Novecento. 

Un film che permette di scoprire e amare un’artista ancora poco conosciuta ma che regala grandi emozioni. 

@Stefania Cappelletti

Il Vicario Racconta l’Olocausto all’Elfo Puccini

Fino al 28 febbraio sul palco dell’Elfo Puccini va in scena lo spettacolo “Il Vicario”, opera di Rolf Hochhuth, per la regia di Rosario Tedesco

Scritto nel 1963, “Il Vicario” pose in grossa difficoltà il Vaticano che dovette affrontare il drammatico problema delle responsabilità di Pio XII e della Chiesa di fronte alle notizie delle atrocità naziste e della Shoah. 

Kurt Gerstein, ufficiale delle SS, e Padre Riccardo Fontana, si incontrano nel teatro della storia, in un’epoca di tragedia umana. Di fronte alla follia che sta ingoiando il mondo, i due sentono l’ipocrisia delle loro esistenze e decidono di immolarsi nella missione di portare al Papa le notizie sull’olocausto. Si spogliano delle loro divise per diventare solo uomini e farsi carico delle proprie responsabilità, increduli di fronte al Silenzio, vero protagonista dell’opera, del Vicario di Cristo e alla mancanza di una condanna netta delle deportazioni ebraiche e degli omicidi di massa. 

Sul palco sette attori danno voce al testo: Matteo Caccia, Marco Foschi, Nicola Bortolotti, Giuseppe Lanino, Enrico Roccaforte, Cinzia Spanò e Rosario Tedesco

Ogni sera gli attori saranno affiancati dalle voci di alcuni “testimoni”, scelti tra le personalità forti della cultura e dello spettacolo, che si contraddistinguono anche per il loro impegno civile, a cui è stato chiesto di condividere apertamente con gli spettatori le emozioni più profonde e personali suscitate dallo spettacolo. 

Si alterneranno sul palco: Nora Foeth, Franca Nuti, Moni Ovadia, Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, una studentessa del Liceo Virgilio di Milano, Sumaya Abdel Qader e uno studente della scuola germanica di Milano. 

Al termine dello spettacolo i “testimoni” leggono la lettera di una ragazza ebrea di Ostia. 

@Stefania Cappelletti

Ritorni al Futuro allo Spazio Oberdan

Ritorni al Futuro allo Spazio Oberdan.

In rassegna  dal 24 febbraio al 4 marzo 2016 dieci titoli che hanno come tema comune il futuro, possibile, impossibile, fantascientifico, distopico.

Dieci capolavori capaci di testimoniare la capacità del cinema di essere precursore o premonitore di accadimenti, scoperte o teorie destinate in seguito ad avverarsi, e quella di raccontare per immagini un futuro prossimo o avveniristico, confinato inizialmente nel campo dell’utopia ma con il passare del tempo sempre più vicino al mondo reale. 

In rassegna: Orwell 1984 di Michael Radford, The Lobster di Yorgos Lanthimos, Mon Oncle di Jacques Tati, Il dormiglione di Woody Allen, Fahrenheit 451 di François Truffaut, Arancia meccanica di Stanley Kubrick, 2046 di Wong Kar-way, Blade Runner di Ridley Scott, L’uomo che fuggì dal futuro di George Lucas, Stalker di A. Tarkovskij.

@Redazione

Teste Tonde e Teste a Punta. Brecht al Teatro Leonardo

Il teatro di Bertold Brecht torna a Milano con Teste Tonde e Teste a Punta. Ovvero Ricco e Ricco van d'accordo, al Teatro Leonardo fino al 28 febbraio.

A 60 anni dalla morte del drammaturgo, rivive sul palcoscenico la feroce critica al nazionalsocialismo, e in senso lato a ogni forma di regime totalitario, scritta da Brecht tra il 1931 e il ’34, durante il suo allontanamento forzato della Germania.

Nella Germania di Hitler, scenario echeggiato in ogni sua opera, la propaganda perpetrava l'idea della discriminazione razziale allo scopo di distogliere la cittadinanza dai seri problemi economici che il Paese attraversava dopo la fine della prima guerra mondiale e le pesanti sanzioni inflitte.

Nell'universo di Brecht il governo pratica la demagogia, i mezzi di comunicazione gettano fumo negli occhi al pubblico, la guerra si decide a tavolino, la Chiesa offre aiuto solo a chi può pagarlo, la giustizia propende sempre a favore dei potentisposta la bilancia sempre e soltanto a favore del più potente.

Così lontano, così vicino...così drammaticamente attuale.

@Antonietta Usardi

giovedì 18 febbraio 2016

Herb Ritts in Mostra a Palazzo della Ragione

Dal 20 febbraio al 5 giugno Palazzo della Ragione ospita la più grande retrospettiva in Italia sul fotografo amato dalla moda e da Hollywood, Herb Ritts, con la mostra "Equilibri". 

Oltre 100 fotografie originali ripercorrono la carriera del grande fotografo statunitense. Herb Ritts inizia la sua carriera negli anni Settanta e subito vede riconosciuto il suo talento: un giorno scatta alcune foto all’amico Richard Gere: queste vengono usate per promuovere il film “American Gigolò” e gli danno un’incredibile notorietà procurandogli collaborazioni con Andy Warhol e Franco Zeffirelli

Approda presto alle riviste di moda come Vogue, Vanity Fair, Interview e Rolling Stones realizzando alcuni dei più celebri ritratti di celebrities come Madonna, Michael Jackson, Bruce Springsteen, David Bowie; diversi gli stilisti che hanno affidato a Ritts le loro campagne pubblicitarie, da Calvin Klein a Donna Karan, da Gap a Levi’s, da Ferré a Versace, e ancora Armani e Valentino

Ritts riesce a imporre il suo stile al modo di fare fotografia negli anni Ottanta e Novanta, modificando il glamour femminile e creandone uno maschile, con uomini palestrati che richiamano la scultura greca classica e le riviste di culturismo degli anni Cinquanta, ricercandone i volumi, la plasticità dei corpi e modulando in giochi d'equilibrio luci e ombre.

Sue le immagini più famose delle Supermodels di quegli anni, come Cindy Crawford, Naomi Campbell.

In mostra non solo i suoi scatti glamour e fashion, ma anche i paesaggi africani catturati da Ritts che lasciano quasi senza respiro.

La sua arte e i suoi lavori sono stati oggetto di numerose esposizioni internazionali e hanno arricchito diverse collezioni private e pubbliche.  

Il celebre fotografo, morto di Aids, viene anche ricordato per il suo enorme impegno in alcune delle più importanti organizzazioni di beneficenza nella lotta contro l’HIV. 

@Stefania Cappelletti

Unscorched. Luke Owen debutta all'Out Off


In scena all'Out Off fino al 21 febbraio lo spettacolo del giovane autore inglese Luke Owen, Unscorched.


Tom spende tutto il suo tempo a navigare sul web, perchè Tom lavora in un programma di protezione per minori.

Dovendosi confrontare quotidianamente con i peggiori crimini, in un lavoro che pochi altri avrebbero il coraggio di fare, Tom fatica a mantenere la sua umanità. Incontrare Emily potrebbe quindi significare finalmente cambiare la sua vita per il meglio, ma quando la tua intera vita lavorativa è spesa a guardare i crimini più imperdonabili, puoi ancora tornare a casa e dire “Ti amo”?

La produzione italiana di “Unscorched” è a cura del Milano Playwriting Festival - It's Time Produzioni Srls, in partnership con il Finborough Theatre di Londra e in collaborazione con il teatro Out Off

@Redazione

mercoledì 17 febbraio 2016

La Famiglia Renoir al Mic

Fino al 28 febbraio il Mic ospita la rassegna cinematografica “Jean e Auguste Renoir”, dedicata al grande pittore impressionista e al figlio Jean, regista, in occasione della nuova edizione del libro “Renoir, mio padre” (ed. Adelphi), che verrà presentato il 21 febbraio da Matteo Codignola

Il calendario della rassegna si apre con il film “Renoir” di Gilles Bourdos, presentato alla 65° Festival di Cannes nella sezione “Un certain regard”: ambientato nel 1915 il film rende omaggio alla vita e all’arte del pittore Auguste Renoir, dagli inizi della sua carriera fino all’incontro con la sua ultima musa, la modella Andrée Heunchling, che, nel primo dopoguerra, diverrà la moglie del figlio Jean. 

Altri due film della rassegna sono strettamente legati a questa donna che tanta importanza ebbe nella vita dei due grandi artisti; Jean Renoir la scelse come attrice protagonista dei suoi primi film, “Fille de l’eau” e “La petite marchande d’allumettes”. 

In programma anche uno dei più grandi capolavori di Jean Renoir, “Une partie de campagne”, tratto da una novella di Guy de Maupassant, in cui il regista accentua la critica ai costumi sociali dell’epoca. 

Il film è accompagnato dal cortometraggio d’avanguardia “Sur un air de Charlestone”, ambientato in un’Europa deserta e selvaggia del 2028. 

La rassegna è completata dal documentario “Da Renoir a Picasso” di Paul Haesaerts, che racconta la vita e le poetiche di Renoir, Picasso e Seurat

@Stefania Cappelletti

Italians do It Better e il Film lo Scegli Tu

Venerdì 26 febbraio 2016 alle ore 21 presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, LongTake e Fondazione Cineteca Italiana propongono un evento speciale dedicato ai lettori del nuovo portale web e al pubblico milanese.

Toccherà agli utenti di LongTake scegliere il film che verrà proiettato gratuitamente, votando online tra una rosa di titoli italiani proposti: Roma città aperta (Roberto Rossellini), 8½ (Federico Fellini), Ladri di biciclette (Vittorio De Sica), Senso (Luchino Visconti), Il sorpasso (Dino Risi).

Il titolo vincitore sarà protagonista della serata speciale che sigla l’inizio della collaborazione tra il social-dizionario e la Cineteca milanese.

Ecco il link per votare il film http://blog.longtake.it/2016/01/25/italians-do-it-better-scatta-levento-targato-longtake-e-cineteca-di-milano/

La serata sarà anche un’occasione per conoscere da vicino due nuove realtà pensate per gli amanti del cinema: LongTakePlus e la quattordicesima edizione del Festival “Il cinema italiano visto da Milano”.

@Redazione

Kengiro Azuma alla Galleria Cortina Arte

Fino al 12 marzo la Galleria Cortina Arte, via Mac Mahon 14/7, in occasione dei 90 anni dell’artista giapponese Kengiro Azuma, ospita la mostra “Mu Yu. Il vuoto e il pieno”. 

La mostra riassume il pensiero filosofico Zen che è alla base dell’arte e della vita dell’artista nipponico. 

L’approdo all’arte per Kengiro Azuma è da ricercarsi nell’esigenza di colmare il vuoto che si era creato in lui alla fine della seconda guerra mondiale con la caduta e sconfitta dell’Imperatore e del Giappone, per il quale l’artista, arruolatosi come pilota kamikaze, era pronto a sacrificarsi. 

Nel suo percorso artistico fondamentale è l’incontro a Brera con Marino Marini, di cui diviene prima allievo e poi assistente. 

La svolta nella sua carriera artistica avviene nel 1961 con la prima scultura “Mu” (“vuoto” in giapponese): l’artista approda all’astrattismo che coniuga con la cultura giapponese, in cui il pieno e il vuoto hanno lo stesso valore. 

La mostra presenta una selezione di opere di Kengiro Azuma realizzate a partire dagli anni ’60 tra sculture in bronzo, oli su tela, disegni a matita su carta e su legno, tutte caratterizzate da forme, segni e geometrie. 

Nella sua arte regna un’armonia poetica, data dal perfetto equilibrio degli opposti, siano essi la Natura e l’artificio, il vuoto e il pieno, il tangibile e l’invisibile.  

Ingresso gratuito. 

@Stefania Cappelletti

La Bottega del Caffè. Goldoni al Teatro Libero

Fino al 29 febbraio la compagnia Skenè porta al teatro Libero un classico del teatro goldoniano, la Bottega del Caffè.

Qui l'allestimento è in chiave metateatrale per la regia di Claudia Negrin e Michele Bottini, già visti, sempre al Libero con  Parlami d’amore.

Una doppia narrazione parallela: da una parte il bianco e nero degli attori che si raccontano e raccontano il lavoro che sta dietro ad una produzione teatrale - i costi, le prove, la burocrazia, il pubblico visto dal palcoscenico - e dall'altra la coloratissima rappresentazione goldoniana, in cui la leggerezza di giudizio porta spesso ad azioni sconsiderate, che feriscono inutilmente il prossimo.

In scena cinque attori per nove ruoli.

Interessante.

@Antonietta Usardi

martedì 16 febbraio 2016

Allo Spazio Oberdan il Film sullo Swami Yogananda

Dal 17 al 28 febbraio lo Spazio Oberdan presenta in anteprima il docufilm “Il sentiero della felicità” di Paola Florio e Lisa Leeman

Il film racconta la vita di Paramahansa Yogananda, lo swami indiano che negli anni Venti ha fatto conoscere al mondo occidentale lo yoga e la pratica della meditazione, oltre che autore del libro “Autobiografia di uno yogi”, che condusse George Harrison alla scoperta del misticismo orientale, come molti altri filosofi, ricercatori spirituali e anche Steve Jobs che, al suo funerale, fece distribuire oltre 800 copie del libro alle personalità presenti alla cerimonia. 

Le due registe non hanno semplicemente realizzato un docufilm biografico, ma hanno voluto esplorare il mondo dello yoga, antico e moderno, sia nel mondo orientale che in quello occidentale. 

Dai luoghi di pellegrinaggio dell’India ci si sposta alla Divinity School dell’Università di Harvard, scoprendo poi il Centro di Scienza e Spiritualità dell’Università di Pennsylvania e il Chopa Center di Carlsbad in California. 

Evocando il viaggio dell’anima che cerca di trovare il suo percorso abbandonando i pesi dell’ego e delle illusioni del mondo materiale, il film porta lo spettatore a vivere l’esperienza di immersione nel regno dell’invisibile. 

@Stefania Cappelletti

Lodovico Festa Racconta la Milano Rossa degli Anni Settanta

La Libreria Parole e Pagine, via della Moscova 24, presenta giovedì 18 febbraio, alle 19:00, “La provvidenza rossa”, il nuovo libro di Lodovico Festa edito da Sellerio

Lodovico Festa, ex dirigente del Pci nel milanese, ci porta nella Milano degli anni Settanta, precisamente nell’autunno del 1977, pochi mesi prima del rapimento e dell’omicidio Moro, che sconvolgerà l’intero Paese e la sua politica. 

Una mattina una giovane fioraia, Bruna Calchi, viene uccisa da una sventagliata di mitra proprio davanti al suo baracchino in via Procaccini. Accanto a lei una copia dell’“Unità”, perché la giovane era un’iscritta del Pci e dirigeva un circolo Arci, occupandosi di teatro e di diritti gay. Due indagini partono parallelamente per scoprire quale mistero si cela dietro questo omicidio: l’inchiesta poliziesca viene affidata ad un giovane funzionario, moderno e progressista che rimane colpito dall’arma usata per commettere il delitto: una Maschinenpistole della Wehrmacht, riemersa chissà come dalla Seconda guerra mondiale. Ma anche il Pci vuole comprendere cosa è successo e affida una controinchiesta a Peppe Dondi, ferreo partigiano che ha affrontato guerre civili e clandestinità, e al suo vice, l’ingegner Cavenaghi. 

In questo romanzo sono inventati il crimine, la vicenda, i personaggi, ma la memoria storica di quello che fu un grande partito, il Pci, la descrizione precisa di come funzionavano i suoi organismi, di come agivano i suoi dirigenti, è dettagliata e precisa, attinta dalla stessa vita dell’autore. 

Festa riesce a far respirare al lettore l’atmosfera di quel periodo, fatta di idealismo e realismo, spregiudicatezza e capacità, ricordando che ancora la politica, seppur ambigua, cercava fini superiori.  
@Stefania Cappelletti

Il Cuore del Mondo. Godfrey Reggio e Ron Fricke al Mic


Godfrey Reggio e Ron Fricke: Il Cuore del Mondo: questa la rassegna in programma al Mic dal 19 al 28 febbraio.


Poemi visivi che raccontano, con immagini e musiche suggestive, la natura, la vita moderna, l’impatto che l’essere umano esercita sull’ambiente che lo circonda.

Apre la rassegna la spettacolare triologia Qatsi (trilogia della vita) che comprende Koyaanisqatsi, Powaqqatsi e Naqoyqatsi, tre poemi visivi senza attori né parole, che riflettono sull’ idea di equilibrio e trasformazione e che hanno inaugurato un nuovo stile cinematografico. 

La colonna sonora di Philip Glass scandisce e orchestra queste opere straordinario, uniche e raffinatissime, nate dopo anni di faticose riprese e di montaggio. 

Inoltre l’ultimo film di Reggio, Visitors, prodotto da Steven Soderbergh, che ha richiesto ben nove anni di lavoro e una grande quantità di investimenti. Anche qui ci troviamo di fronte a immagini incredibili, reali e solide e allo stesso tempo sospese e surreali, ipnotizzati ancora una volta dalla musica di Philip Glass. 

A completare il programma due opere di Ron Fricke: Samsara, che con una musica straordinaria e mozzafiato ci conduce alla ricerca del senso della vita, della morte e della rinascita, esplorando l’esistenza come qualcosa di eternamente ciclico, e Baraka, che mette in scena una sola giornata, dall’alba al tramonto, in oltre 120 luoghi di circa 20 paesi diversi.

@Redazione

L'Amica degli Uomini Importanti al Litta

In scena al Litta dal 16 febbraio al 6 marzo l'unica farsa di Robert Musil, scritta nel 1923, nel riadattamento di Antonio Sixty, L'amica degli uomini importanti.

Alfa (Caterina Bajetta) è una bella donna vanitosa e capricciosa, viziata dagli uomini e incline a un comportamento volubile ed eccentrico, per non dire anarchico. Suo marito, Apuleius-Halm (Gaetano Callegaro) fa il critico d’arte, dopo essere diventato collezionista.

Alfa ha anche un amante di nome Bärli (Pietro de Pascalis), un ricco commerciante che addirittura arriverà a spararle con una pistola caricata a salve, e un amico di infanzia, Vinzenz (Gugliemo Menconi), suo amore giovanile, appassionato.

Apuleius-Halm vuole le prove dei suoi tradimenti per lasciarla.

Piani per fondare imprese, divorzi, tradimenti, finti omicidi e suicidi, cambi d'identità: molti sono i colpi di scena di questa godibilissima piece teatrale che, da inizio Novecento, sembra strizzare l'occhio ad una realtà molto contemporanea.

@Antonietta Usardi

lunedì 15 febbraio 2016

Milano in Posa alla Galleria Bel Vedere

Fino al 5 marzo la Galleria Bel Vedere, via Santa Maria Valle 5, ospita, per la quindicesima edizione della rassegna “Prima visione 2015”, la mostra “I fotografi e Milano”, una raccolta di fotografie dedicate a Milano. 

Quarantatre i fotografi selezionati dalla Galleria in collaborazione con il G.R.I.N. (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale) che hanno realizzato almeno uno scatto a Milano. 

Le immagine esposte raccontano una Milano fresca, vivace, luminosa, trasformata dagli eventi Expo, ma sempre legata alle proprie tradizioni come i suoi caratteristici tram e i suoi monumenti storici. 

Accanto agli scatti che ritraggono il fascino dell’architettura cittadina si trovano immagini di una Milano inedita ritratta in alcuni scorci urbani, come gli orti sui tetti in via Palermo, ed altre immagini rubate alla quotidianità della metropoli. 

Si scopre la Milano multietnica, con protagoniste le persone intente nel loro lavoro, nel loro tempo libero, impegnate nello shopping o, anche, colte in posizioni sexy, e la Milano classica, con i suoi personaggi storici, le sue vie famose, la sua magia. 

Ingresso gratuito. 

@Stefania Cappelletti

Jacob de Boer in Mostra da Leica Galerie

Fino al 20 marzo  Leica Galerie Milano ospita le immagini di Jacob de Boer.

La mostra, ORIGIN, nasce la scorsa primavera quando de Boer visita per la prima volta le piantagioni di caffè di SONGWA in Tanzania, dove La Marzocco, sostenitrice del progetto fotografico, opera da anni a sostegno delle comunità locali. 

Il risultato è una sorprende narrazione fotografica di sedici tavole di grande formato in bianco e nero che vuole raccontare la storia del caffè attraverso i frammenti di vita delle comunità dei piccoli produttori.

Con le sue immagini Jakob de Boer ripercorre il viaggio del caffè, primaria fonte di sostentamento per le popolazioni della fascia equatoriale e bevanda venerata dal mondo occidentale, partendo dal lavoro quotidiano dei produttori locali nelle piantagioni, dalla coltivazione alla raccolta di questa preziosa risorsa, nel tentativo di evocare il rapporto osmotico tra l’ambiente e chi lo coltiva, tra il paesaggio e l’elemento umano.

Parte del ricavato della vendita delle foto in esposizione sarà devoluto alla piccola comunità di SONGWA.

@Redazione

Il Genio di Xu Bing alla Triennale

Fino al 6 marzo, La Triennale ospita, per la prima volta in Italia, uno dei maestri più rispettati nel mondo artistico contemporaneo cinese, Xu Bing, con la mostra “Worlds of words/ Goods of Gods”.

Affascinato dal mistero del linguaggio scritto, Xu Bing inizia i suoi studi al CAFA, Central Academy of Fine Arts, al dipartimento di incisione e stampa. 

I suoi lavori, dopo Tiananmen, vengono considerati offensivi e ostili verso il governo cinese e Xu Bing, come molti altri artisti cinesi, è costretto a emigrare negli Stati Uniti, dove rimase fino al 2008, anno in cui finalmente poté tornare nella sua patria e divenire vice presidente della China Central Academy of Fine Arts

La mostra alla Triennale nasce da due esperienze artistiche precedenti: la Biennale di Venezia del 2013 che espose, senza successo, 100 artisti cinesi, e la mostra realizzata a Bruxelles da Xu Bing in collaborazione con Hans de Wolf, curatore di questa mostra. 

Hans de Wolf fu colpito a Pechino dalla visione di un’opera di Xu Bing: “The Character of Characters”, un’animazione video di 17 minuti proiettata su una parete da 5 proiettori, in cui l’artista ricostruisce la storia della calligrafia cinese, mostrando come i primi caratteri nacquero dall’osservazione della natura. 

Alla TriennaleThe Character of Characters” viene messa a confronto con le 426 sillabe dell’artista africano Frédéric Bruly Bouabré, il cosidetto “Alphabet Bété”, il primo e unico alfabeto sviluppato in Africa, e l’unica opera a potersi misurare con l’arte di Xu Bing, per dimensioni e importanza. 

La mostra è completata dalla opere di Marcel Broodthaers, Alighiero Boetti, Piero Manzoni, Le Corbusier, Guy Rombouts e l’artista indiano Jyvia Soma Mashe

@Stefania Cappelletti

Omaggio a Suvorov allo Spazio Oberdan

Lo Spazio Oberdan omaggia il grande cineasta russo Alexandr Sukorov con una rassegna in programma dal 19 febbraio al 3 marzo.

In programma tutti i più importanti lavori del maestro, dal recente e straordinario Francofonia a Taurus-Il crepuscolo di Lenin, passando per Moloch, Alexadra, Il Sole, Elegia della vita. Rostropovich, Vishnevskaya, Padre e Figlio, L'elegia del viaggio e I giorni dell‘eclisse che conclude la rassegna.

Dai curatori:

Davanti alle immagini di Sokurov si ha l'impressione di assistere a qualcosa di grande, dai contorni indefiniti, avvolto nella nebbia. Spesso è la vaghezza della storia e della memoria del Novecento, passato in rassegna col puntiglio dello studioso e la passione del poeta, altre volte gli accadimenti storici si intrecciano a vicende più private, ma sempre ciò che ne scaturisce è un geniale amalgama estetico in cui sembra di poter rintracciare, magari solo per improvvisi, rapidi bagliori, il senso nascosto, la verità più profonda di cose e persone. In una parola, della vita.

@Redazione

Le Intellettuali di Molière al Teatro Sala Fontana

Debutta il 16 febbraio al Teatro Sala Fontana lo spettacolo Le Intellettuali, del grande commediografo francese Molière, nel riadattamento per il palcoscenico di Monica Conti.

Nella “casa” del ricco borghese Crisalo si consuma un "valzer" di matrimoni. Clitandro, rifiutato da Armanda, figlia di Crisalo e Filaminta, vuole sposare la sorella di lei Enrichetta. Il padre è favorevole al matrimonio ma la madre, amante della cultura e della scienza, la vuole invece dare in sposa a Trissottani, un pedante vanesio idolatrato da lei e dalle altre due “intellettuali” di casa, Armanda e la zia Belisa.
Il contrasto tra padre e madre per la scelta del genero si risolve nel momento in cui arriva il finto annuncio che la famiglia di Enrichetta è completamente rovinata economicamente, annuncio portato da Aristo, zio delle ragazze. Trissottani infatti, interessato a sposare una ricca ereditiera, si tira subito indietro, lasciando via libera a Clitandro.

Interessante lavoro di Molière e meno conosciuto dei ben più noti "La scuola delle Mogli" o "L'Avaro", Le intellettuali propone una riflessione sul potere, in un continuo gioco di cambi e di prospettiva, che rende questo testo particolarmente affine al gusto contemporaneo.

@Antonietta Usardi

giovedì 11 febbraio 2016

I Clown di Amleto al Teatro della Cooperativa

Dal 12 al 21 febbraio va in scena al Teatro della Cooperativa lo spettacolo “Amleto avvisato mezzo salvato”, scritto da Giampiero Pizzolo, Filarmonica Clown e Renato Sarti, che ne cura anche la regia. 

La commedia prende spunto dall’Amleto di Shakespeare, ma è dedicata al “povero Yorick”, il buffone di corte, maestro d’arte comica e burlesca. 

Ancor prima che il fantasma di Amleto I appaia al figlio, lo spirito di Yorick si manifesta a due becchini – clown cercando di sventare la tragedia che incombe sul regno danese. 

Perché il Bardo collocò due clown nel camposanto, rendendoli partecipi, in qualche modo, degli eventi del dramma? Quale il suo rapporto con l’arte clownesca?

Da questi quesiti si muove questo spettacolo, scritto in versi, dal taglio comico ma anche intenzionato a scavare nel sottosuolo teatrale di Shakespeare

I due clown riesumano il teschio di Yorick e con lui il suo spirito allegro che si porrà a capo di questa scalcagnata banda per impedire la tragedia nel palazzo reale, svelando i delitti, scrutando i pensieri e le anime dei personaggi. 

Così i due clown e il fantasma si gettano nell’ardua impresa di salvare Amleto o almeno di avvertirlo per tempo di ciò che sta per scatenarsi. 

Che sia questo il compito dell’arte teatrale: evitare il male? 

A dar vita allo spettacolo Valerio Bongiorno, Piero Lenardon e Carlo Rossi

@Stefania Cappelletti

La Città In – Vivibile di Tancredi Fornasetti

Fino al 4 marzo la Galleria Mario Giusti HQ – Headquarter, Via Cesare Correnti 14, presenta la mostra “La città in – vivibile” di Tancredi Fornasetti

Figlio d’arte, Tancredi Fornasetti si muove nel mondo dell’Astrattismo, fatto di geometria e architettura che meglio esprimono la sua poetica. 

Il suo concetto d’astrazione ha un senso comunque “generale”: esprime un procedimento mentale ed emotivo che descrive la realtà in tutti i suoi aspetti. 

La sua formazione artistica è ricca di grandi riferimenti storico – artistici, si ispira all’architettura razionalista degli anni ’30 e alla metafisica di De Chirico, e si amplifica nella dimensione contemporanea digitale con giochi e mondo digitale mischiati, come colori nei suoi pennelli. 

La mostra espone 20 nuovi lavori che illustrano il suo percorso d’immaginazione, un viaggio neometafisico tra “strutture impossibili” che richiamano colossali scenografie cinematografiche da Cinecittà e immortali paesaggi di Roma, sua città natale. 

Le opere di Fornasetti riportano a tempi lontanissimi, primordiali, in cui la geometria sacra, una sorta di “magia talismanica”, non si limita alla sola architettura ma viene applicata anche alla pittura. 

La sua pittura forza le regole stilistiche del genere e afferma una sua statura espressiva che è in continuo movimento, in continuo divenire. 

Tancredi Fornasetti, come ha scritto Manuela Van, lavora sul rapporto Spazio – Colore, creando una stretta connessione e interazione tra queste due forze opposte, e proietta lo spettatore in un mondo dove sembrano aprirsi porte, strade e finestre che diventano linee e forme più o meno complesse, creando un susseguirsi di infiniti percorsi e possibilità. 

@Stefania Cappelletti

Picasso tra Incisioni e Litografie

Dal 12 febbraio fino al 30 marzo la galleria Deodato Arte, via Santa Marta 6, ospita la mostra “Picasso, capolavori incisori e litografici”. 

Fin dagli inizi della sua carriera Picasso, artista tra i più eclettici del Novecento, ha mostrato sempre grande interesse per la grafica e le diverse tecniche per approcciarla, dall’incisione all’acquaforte, dall’acquatinta alla litografia, realizzando grandi opere sia dal punto di vista tecnico che iconografico con la trattazione di molteplici contenuti. 

Le litografie esposte in mostra furono realizzate da Picasso tra gli anni Venti e gli anni Settanta e sono accompagnate da una selezione di incisioni appartenenti alle serie “Suite Voillard” (1930 – 1937) e “La Celestine” (1968 – 1971). 

Le 100 acqueforte della “Suite Voillard”, commissionate al pittore dall’editore Ambroise Voillard, illustrano cinque diverse tematiche: la battaglia amorosa, Rembrandt, il Minotauro e il Minotauro cieco, lo Studio dello Scultore e Ritratti di Voillard; forme semplici e disegno lineare caratterizzano queste opere di Picasso che esprimono una profondo calma, serenità, melanconia sognante e anche una forte tensione erotica come si vede in “Femmes entre elles avec voyeur sculpté. CLin d’oeil au bain turc” del 1934. 

Nelle rappresentazioni del Minotauro si colgono invece riferimenti autobiografici, poiché Picasso si immedesimava nel personaggio mitologico. 

Le 66 lastre incise all’acquaforte e all’acquatinta appartenenti a “La Celestine” raccontano la “Tragicomedia de Calisto y Melibea”, un classico della letteratura spagnola scritto nel 1499 da Fernando de Rojas. 

Picasso, affascinato dalla protagonista, una mezzana, si concetra sulla sua figura, fatale e ironica, sulle sue macchinazioni e piani diabolici e sui suoi intrighi amorosi, prestando grande attenzione ai nudi femminili. 

In mostra sono esposti anche due capolavori come “Centaure et bacchante avec une faune”, realizzato nel 1947 mentre il pittore frequentava lo studio di Fernand Mourlot, e “Jeune homme couronné de fuillage”, del 1962, e “Le viex roi”, dell’anno seguente, incisioni realizzate su linoleum con tonalità cromatiche più vive rispetto alle incisioni su legno.  

Dalle opere esposte appare infinito il desiderio di Picasso per l’esplorazione, la scoperta e l’innovazione dell’arte. 

@Stefania Cappelletti

mercoledì 10 febbraio 2016

Così Tanta Bellezza al Libero

Bellezza, anima e teatro.

Fino al 14 febbraio il Teatro Libero di Milano propone Così Tanta Bellezza, piece di e con Corrado Accordino.

Bellezza dunque ma quella vera, quella che nasce nell’anima e si manifesta attraverso pensieri e sentimenti differenti in base agli avvenimenti con i quali ci si confronta.

«Non la bellezza delle copertine, dei tacchi o dei trucchi alla moda – spiega Corrado Accordino – (…) non la bellezza di chi sa parlare bene e di chi vuole piacere a tutti i costi, (…) non la bellezza che brilla di diamanti, di feste e di brindisi vivaci, non queste forme di bellezza così evidenti, così appariscenti, così deludenti. Raccontare invece la bellezza accecante e devastatrice che anima la vita. La bellezza che non t’aspettavi, (…) che ispira e confonde gli uomini, che sposta il tuo punto di vista dagli occhi al fegato. (…) La bellezza come atto di resistenza poetica. L’ispirazione dell’ultima utopia, che non salverà la forma del mondo ma ne svelerà i suoi segreti.»


@Redazione