lunedì 30 novembre 2015

Giovanna D'Arco si sdoppia al Mic e allo Spazio Oberdan

In occasione della prima scaligera con l'opera di Verdi la Fondazione Cineteca Italiana, dall’1 al 13 dicembre, omaggia l’eroina francese con una rassegna “Il mio nome è Giovanna, Giovanna D’ Arco” nelle sale del Museo Interattivo del Cinema e dello Spazio Oberdan

La rassegna raccoglie le diverse versioni cinematografiche della storia della pulzella d’Orleans, realizzate da alcuni dei più grandi registi della storia del cinema. 

Un soggetto drammatico che ha da sempre attirato l’attenzione se consideriamo che nel 1895 la Edison confezionò “Execution of Joan D’Arc”, un’unica inquadratura dell’eroina sul rogo della durata inferiore al minuto. 

Pochi anni dopo, nel 1900, il celebre regista, George Méliés, padre del cinema di fantasia, mette in scena “Jeanne D’Arc”, dodici tableaux animati e dipinti a mano; nel 1909 Albert Cappellani realizza “Jeanne D’Arc” per la Pathé, immortalando dieci dipinti che richiamano il percorso iconografico medievale. 

Tra le pellicole in programma i due film girati per i 500 anni dalla morte della giovane eroina francese: “La merveilleuse vie de Jeanne D’Arc” di Marco De Gastine e il famoso “La Passione di Giovanna D’Arco” di Carl Theodor Dreyer. Con l’avvento del sonoro altri registi hanno girato film sulla Pucelle d’Orlèans: “Giovanna D’Arco” di Jacques Rivette, Robert Bresson con il suo “Processo a Giovanna D’Arco” in cui riattualizza il personaggio, Victor Flemming che sceglie il volto di Ingrid Bergman per interpretare la sua Giovanna D’Arco; stessa attrice per Roberto Rossellini nel suo film “Giovanna D’Arco al rogo”. 

In programma anche “Giovanna D’ Arco “di Luc Besson con una straordinaria Mila Jovovich e il recentissimo “Nitrate Flames”, documentario su Renée Falconetti, protagonista del film di Dreyer. 

@Stefania Cappelletti

Ormai Sono una Milf. Pintus in Scena al Manzoni

Angelo Pintus al Manzoni di Milano prende in giro il trascorrere del tempo con lo spettacolo Ormai sono una Milf, in programmazione fino all'8 dicembre.

Come cambia la vita a quarant’anni? Cambia che non puoi più mangiare quello che mangiavi prima… Che sei ancora troppo giovane per fare alcune cose, ma già troppo vecchio per farne altre... 

La vita a quarant’anni raccontata e vista con gli occhi di chi si sente sempre quel bambino che quando vedeva gli amici quarantenni dei propri genitori li considerava “vecchi” e si meravigliava di quanto vivessero a lungo “i grandi”. 

E che ora guardandosi allo specchio pensa di essere sempre più in forma, anche se ormai è un uomo fatto. Un uomo? Una signora! Anzi… una milf!

@Redazione

venerdì 27 novembre 2015

Immagini da un Conflitto alla Mc2gallery

Fino al 18 dicembre la mc2gallery, via Malaga 4, ospita la mostra “Perestrojka”, progetto fotografico di Paolo Ciregia

La mostra raccoglie gli scatti realizzati dal giovane fotografo milanese (classe 1987) nel corso di quattro anni durante il conflitto ucraino, dalle proteste di piazza Maidan a Kiev al distacco della Crimea fino al conflitto nel Donbass.  

Ciregia ha poi rielaborato queste immagini attraverso sovrapposizioni, tagli, corrosioni, creando un nuovo stile personale di forte impatto, intervenendo con cutter, bruciature, stravolgendo i ritratti dei suoi scatti. 

Per meglio rendere l’atmosfera di quelle terre che paiono tanto lontane, Ciregia utilizza vecchie cornici un po’ kitsch creando installazioni e sculture. 

Ciregia nei suoi scatti evita, in una sorta di autocensura, immagini subito riconducibili ad una situazione bellica, come scatti rappresentanti cadaveri o armi, raccontando con un linguaggio completamente nuovo l’esperienza della guerra. 

@Stefania Cappelletti

giovedì 26 novembre 2015

Il Simbolismo di Wildt in Mostra alla Gam

Dal 27 novembre al 14 febbraio la Galleria d’Arte Moderna ospita la mostra “Adolfo Wildt. L’ultimo simbolista”. 

Uno dei più grandi scultori del secolo scorso, sfortunatamente poco conosciuto dal grande pubblico.

Nonostante il cognome di origine tedesca, Adolfo Wildt nacque e morì a Milano, vivendola intensamente e arricchendola di molti suoi lavori. 

Artista dalla personalità indipendente, Wildt rimase al margine delle avanguardie conservando un forte legame con la tradizione artistica italiana, dall’Antichità al Barocco, con una predilezione per il Rinascimento. 

Il percorso espositivo raccoglie 50 sculture in gesso, marmo, bronzo, realizzate dallo scultore milanese nei suoi studi sulla resa plastica e materica di alcuni dei soggetti da lui più trattati, qui riproposti in molti casi in più versioni proprio per sottolineare la sua ricerca sugli effetti dati dai diversi materiali utilizzati. 

La mostra propone anche 10 disegni originali di Wildt e 7 opere a confronto con l’autore: la Vestale di Canova, tre opere di Fausto Melotti e una di Fontana, suoi allievi. 

La retrospettiva è suddivisa in sei sezioni, sviluppate in ordine cronologico e secondo le fasi dell’evoluzione artistica dello scultore. 

Oltre alle opere presentate nella mostra, si potranno ammirare altri capolavori di Wildt in giro per Milano, grazie alle visite promosse dal Touring Club. 

Milano, infatti, è ricca delle sculture di Wildt: nei giardini della Galleria si può vedere “La Trilogia (Il Santo, Il Giovane, Il Saggio); al Cimitero Monumentale si può visitare “L’Edicola Giuseppe Chierichetti e “L’Edicola Korner”, il “Monumento Ravera” in bronzo, che rappresenta l’attentato a Vittorio Emanuele III nel 1928, in cui perse la vita la famiglia Ravera; e ancora il “Monumento a Ulrico Hoepli”, il “Monumento Bistoletti” e “La Sepoltura dell’avvocato socialista Cesare Sarfatti”.

Si può continuare a seguire le orme di Wildt in Largo Gemelli dove si trova il Tempio della Vittoria che ospita un’imponente statua in bronzo di Sant’Ambrogio, la cui versione in gesso si trova nel chiostro dell’Università degli Studi di Milano; presso il palazzo Sala – Busca, in via Serbelloni 10, è custodito “L’orecchio” scultura in bronzo e uno dei primi citofoni di Milano; infine un’ultima opera è ammirabile nell’atrio del palazzo Berri Meregalli in via Cappuccini 8. 

@Stefania Cappelletti

All'Elfo Puccini una Commedia Popolare di Brecht

Per il primo Brecht “made in Elfo” Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, dal 30 novembre al 31 dicembre, portano in scena “Mr. Pùntila e il suo servo Matti” al Teatro Elfo Puccini.

Una commedia “popolare”, come la definì Brecht stesso, estremamente comica che affronta in modo esilarante le contraddizioni e le diseguaglianze che attraversano il mondo. 

Mr. Pùntila e il suo servo Matti sono una variante del dottor Jekyll e Mr. Hyde stevensoniani: Mr. Pùntila è un tiranno che maltratta e sfrutta i suoi dipendenti, pronto a dare in sposa la propria figlia ad un diplomato inetto a caccia di dote. 

Quando beve e si ubriaca Mr. Pùntila diventa subito amico di tutti e vuole che il suo autista Matti, trattato su un piano di parità, sposi la sua giovane figlia. 

Passate le sbronze, tocca proprio a Matti rimediare alle promesse fatte dal suo padrone, richiamando in questo modo le classiche coppie della commedia come Don Chisciotte e Sancho Panza o Don Giovanni e Leporello. 

L’opera di Brecht è un compendio sul capitalismo in cui Karl Marx incontra Groucho Marx!!! 

La versione portata in scena da Bruni e Frongia è arricchita dalle musiche live di Matteo de Mojana.
 
Dodici gli attori coinvolti nella rappresentazione, a partire da Bruni, che interpreta lo schizofrenico Pùntila, accompagnato da Luciano Scarpa nel ruolo di Matti, Ida Marinelli, Corinna Agustoni, Elena Russo Arman, Luca Toracca, Umberto Petranca, Nicola Stravalaci, Carolina Cametti, Francesca Turrini e Francesco Baldi

@Stefania Cappelletti

Gorla.Fermata Gorla. Giulia Lazzaroni all'Elfo Puccini

Fino al 29 novembre all'Elfo Puccini (sala Fassbinder ) va in scena Gorla.Fermata Gorla.

Giulia Lazzarini racconta, nella piece scritta e diretta da Renato Sarti, uno degli episodi più drammatici della seconda guerra mondiale per la città di Milano.

Il mattino del 20 ottobre del 1944, alcuni aerei della Air Force, dopo aver bombardato l’area nord di Milano, scaricarono le bombe residue sulla città. Una di queste, per una tragica combinazione, sfondò̀ il tetto della Scuola Francesco Crispi di Gorla, si infilò nella tromba delle scale ed esplose nella cantina dove si erano rifugiati gli alunni, uccidendone 184.

Il drammaturgo e regista Renato Sarti ha rievocato, con linguaggio teatrale, quel tragico evento, basando il suo lavoro sulle pubblicazioni, i documenti militari, i libri, gli articoli e, soprattutto, sulle testimonianze.

Due giovani attori, Federica Fabiani e Matthieu Pastore, danno voce ai bambini che quel giorno persero la vita, mentre a Giulia Lazzarini, attrice di grande sensibilità, che al tempo viveva proprio vicino al quartiere di Gorla e ricorda perfettamente quei momenti drammatici, è affidata la testimonianza dei sopravvissuti.

@Redazione

mercoledì 25 novembre 2015

Giovanna D’Arco Eroina a Wow Spazio Fumetto

In occasione della prima al Teatro La Scala, che il 7 dicembre inaugura la stagione con l’opera “Giovanna D’Arco”, Wow Spazio Fumetto ospita dal 28 novembre al 24 gennaio una mostra inedita “Giovanna D’Arco. Una supereroina alla Guerra dei Cent’Anni: dalle figurine Liebig al fumetto”. 

Il mito e la storia della pulzella d’Orléans viene raccontata in questo percorso espositivo attraverso la raccolta di alcune delle pagine più belle di fumetti e riviste per ragazzi, come la splendida raffigurazione realizzata da Domenico Natoli per il “Corriere dei Piccoli” del 1957 e quella creata da Franco Caprioli nel 1958 per “Il Vittorioso” o quella disegnata nel 1976 da Nino Musio per “Il Giornalino”. 

Affascinanti le tavole di Vittorio Cosso pubblicate sul settimanale cattolico “Vera Vita” nel 1955-1956 per raccontare la storia a fumetti di Giovanna D’Arco. 

Ma Giovanna D’Arco non è stata protagonista solo nei confini europei, ma è approdata anche tra le pagine della celebre serie americana “Classic Illustrated”, che adattava a fumetti la vita e le opere dei grandi della storia e della letteratura, e persino in Giappone nei disegni di Yoshikazu Yasuhiko, uno dei creatori di Gundam. Anche Martin Mystère si è trovato alle prese con un intricato caso che ruotava attorno ai misteri della giovane eroina francese. 

L’immagine di Giovanna D’Arco ha ispirato diversi tipi di illustrazioni, come dimostrano le figurine Liebig e alcuni santini esposti grazie al prestito di Stefano Fasoli del Museo del Santino

Proprio alla santificazione di Giovanna D’Arco, nel 1920, è dedicata la copertina de “La Domenica del Corriere” realizzata da Achille Beltrami

Esposta anche l’edizione dell’opera di VoltaireLa Pulcelle d’Orlèans” tradotta da Vincenzo Monti e illustrata da Giuseppe Mazzoni

Ma anche oggi esistono omaggi contemporanei all’eroina francese, nei videogiochi, nella musica, nei Simpson e, non poteva mancare, il diorama in Lego realizzato dall’Associazione BrianzaLUG.

@Stefania Cappelletti

Il Grande Dittatore. La Magia di Chaplin Reinterpretata al Carcano

Il Teatro Carcano propone dal 25 novembre al 6 dicembre la magia di Charlie Chaplin con Il Grande Dittatore.

Oltre settant’anni fa Charlie Chaplin raccontò, nel suo primo film parlato, con sagacia, leggerezza ed ironia, tutti i pericoli del nazismo, che si sublimano, oggi come ieri, nel rifiuto dell'odio e dell'intolleranza.

Lo spettacolo diretto da Giuseppe Marini e Massimo Venturiello parte da quel 1940 per ricordare a noi spettatori moderni che il mondo è cambiato ma non poi così tanto. A metterle in fila, le analogie tra passato e presente, fanno quasi rabbrividire: una crisi economica che ricorda il crollo del 1929, inflazione al galoppo, disoccupazione alle stelle.

Come ieri, si cerca di incolpare il diverso, che nel 1940 era l'ebreo, e che oggi, mai quanto in questi giorni, si incarna nel mondo mussulmano e nei suoi valori, veri o presunti.

Afferma Venturiello: “Ciò che inventeremo e abiteremo sarà un’altra cosa dal film. Ciò che invece preme di non perdere è l’ironia, il sarcasmo e l’irresistibile comicità di un’opera nella cui messa in scena la musica, composta per l’occasione da Germano Mazzocchetti, e le parti cantate, impreziosite dalla presenza di un’artista come Tosca, saranno grandi protagoniste.”

All'epoca furono miopi e una risata non salvò il mondo... questa volta varrebbe proprio la pena di pensarci bene.


@Antonietta Usardi

martedì 24 novembre 2015

La Vita Accanto in Scena al Libero di Milano

Appuntamento al Teatro Libero di Milano (via Savona 11) dal 24 al 29 novembre con la piece teatrale La Vita Accanto, tratta dall'omonimo libero di Mariapia Veladiano (Premio Calvino 2010).

In palcoscenico la storia di un'esistenza.

L'attrice Monica Menchi, come una crisalide che diviene farfalla, si trasforma in Rebecca, una bimba che ci prende per mano e ci guida nella sua vita, dall'infanzia passando per l'adolescenza fino ad approdare all'età adulta.

Un testo che racconta di una ragazzina che nasce irrimediabilmente brutta e subisce su di sè tutte le fasi del rifiuto, a partire dalla sua famiglia, borghese altolocata che ignora e abbandona la piccola, senza una guida e senza nessun aiuto, al massacro dei suoi compagni di scuola.

Eppure Rebecca troverà nel suo talento da musicista la rivalsa della vita per divenire farfalla e accettarsi finalmente come una persona "bella".

@Antonietta Usardi

lunedì 23 novembre 2015

Omaggio a Marco Bellocchio al Mic

Il Mic, Museo interattivo del cinema, presenta “Marco Bellocchio. 50 anni di cinema”, una rassegna interamente dedicata alla sua carriera cinematografica. 

Quindici i film selezionati per la retrospettiva sul grande regista bobbiese, che nel 1965 stupì la critica con il suo film d’esordio “I pugni in tasca”, vincendo la Vela d’argento al Festival di Locarno. Tra i film dei primi anni della sua carriera la rassegna proietta “Sbatti il mostro in prima pagina” (1972) con Gian Maria Volontè, film denuncia dei legami tra stampa, politica e forze dell’ordine; “La Cina è vicina” (1967), una condanna della società contemporanea; “Marcia trionfale” (1976), la drammatica storia di un ragazzo costretto a fare la leva militare, nonostante i diversi tentativi per evitarla. 

 Tra i film degli anni ’80 sono stati scelti “Vacanze in Val Trebbia” (1980) docufilm sulle vacanze del regista accompagnato dalla sua famiglia nella sua terra d’origine, occasione per un confronto con il passato; “Salto nel vuoto” (1980) con Michel Piccoli, storia di due fratelli, lui giudice, lei casalinga, e dell’inesorabile percorso verso la follia della donna; “Diavolo in corpo” (1986) racconta l’amore di Andrea per Giulia, uniti da un rapporto senza inibizioni con giochi erotici sempre più scatenati. 

 In programmazione anche “Sogni infranti” (1995) viaggio negli anni di piombo e “La balia" (1999), tratto da un racconto di Luigi Pirandello in cui Ennio, psichiatra, cerca per il proprio figlio appena nato una balia, poiché sua moglie Vittoria non può allattarlo, scatenando però la gelosia della consorte che abbandonerà casa. 

 Tra i film più recenti nel calendario della rassegna troviamo “L’ora di religione” (2002) in cui il protagonista, Ernesto, laico convinto, si trova alle prese con la beatificazione di sua madre voluta dalla Chiesa; “Buongiorno notte” (2003) film sul rapimento di Aldo Moro, con Luigi Lo Cascio e Maya Sansa; "Il regista di matrimoni"(2006), storia d’amore tra Franco Elica, regista alle prese con “I promessi sposi”, e una ragazza siciliana costretta ad un matrimonio di convenienza; “Sorelle mai” (2010), composto da sei episodi, girati a Bobbio; infine l’ultimo lavoro del regista “Sangue del mio sangue” (2015) con Filippo Timi e Alba Rohrwacher, in cui si narra l’amore tragico tra un giovane uomo d’armi, Federico e suor Benedetta, condannata ad essere murata viva nelle antiche prigioni di Bobbio. Secoli dopo, negli stessi luoghi, giunge un altro Federico che scopre che l’edificio è ancora abitato da un conte che vive solo di notte. 

 @Stefania Cappelletti

Carlo Emilio Gadda al Teatro Noh’ma

Il 25 e il 26 novembre lo Spazio Teatro Noh’ma Teresa Pomodoro ospita lo spettacolo “Adalgisa disegni milanesi” con Anna Nogara, tratto dal romanzo di Carlo Emilio Gadda.

Siamo nella Milano degli anni ’30, Adalgisa, donna del popolo, si racconta alla giovane cognata Elsa e le narra della sua passione per l’opera, del suo matrimonio con il ragioniere Carlo Biandronni, amante dei francobolli ed entomologo, con un vero e proprio interesse per i coleotteri, della sua morte e del suo essere vedova. 

Adalgisa non nasconde nulla, dai trascorsi teatrali, con gli spettacoli per i militari e i suoi mille amanti, alla sua vita “borghese” di moglie e madre, osteggiata dalla famiglia nobile del marito, capeggiata da donna Eleonora. 

Gadda, scrittore sagace e ironico, tratteggia mirabilmente il ritratto di Milano e della sua gente.

Ingresso libero su prenotazione, fino ad esaurimento posti. 

@Stefania Cappelletti

Ferdinando Bruni dipinge Le Favole della Buonanotte allo Spazio Marras

Nell'insolita veste di artista, Ferdinando Bruni ci apre le porte della sua immaginazione nella personale "Le Favole della Buonanotte", allestita fino al 20 gennaio 2016 allo Spazio Marras.

Una “porta magica” sulla manipolazione fisica del linguaggio: oggetti, foto, reperti, inserimenti,tela, legno, scarpette, foto, e scale e casette e parole e volti e impronte....fondi e frammenti, disposti su tutta la superficie, che creano un orizzonte visionario che pare suggerire un’inarrestabile esfoliazione della materia e del racconto che vi è dipinto sopra.

Così Ferdinando Bruni:

"In principio era – o, più familiarmente, c’era una volta - un vecchio album di foto, il catalogo di un fotografo americano – Chicago 1860 o giù di lì – trovato a Portobello Road. Ritratti. Facce di donne, uomini, giovani, vecchi, bambini arrivati da un passato lontano coi loro volti seri, resi attoniti dalle lunghe pose, vagamente sinistri e misteriosi. Identità sconosciute, solo un nome in tutta quella schiera di presenze anonime: Fannie Moore, age 14. Gli altri, murati nei loro abiti borghesi, probabilmente i loro più eleganti, a pormi la sfida di un racconto. Personaggi senza autore e senza storia. Così li ho interrogati a lungo, mi sono chiesto a lungo di quali vite fossero il ricordo, di quali naufragi fossero i relitti."

@Antonietta Usardi

Broken Screen. Gaia Squarci alla Galleria Still

Dal 3 dicembre la galleria Still di Milano espone la ricerca fotografica Broken Screen della giovane Gaia Squarci, autrice italiana di base a New York. 

Un’inedita immersione all’interno della vita quotidiana di persone non vedenti e ipovedenti, nonché un’indagine visiva sulla diversa percezione della realtà che contraddistingue ciascun individuo.

«Mentre studiavo fotografia all’ICP di New York -racconta Gaia- mi sono accorta che la mia identità iniziava a prendere forma grazie al mio modo di vedere le cose. Ho iniziato a chiedermi: chi sarei se perdessi la vista? I ciechi vivono in un mondo che vede, segue codici visivi e si fonda sull’immediata, condivisa comprensione di segnali, e questo li porta a navigare un sistema che non e’ fatto per loro».

Affrontare un tema come l’assenza della vista in un progetto fotografico sembra un’impresa ambiziosa e a tratti paradossale, eppure le enigmatiche fotografie in bianco e nero di Gaia Squarci sono capaci di accompagnare lo spettatore, passo dopo passo, in un viaggio esplorativo del concetto di visione, innescando, al contempo, riflessioni estremamente attuali circa il potere detenuto dalle immagini oggi.

@Redazione

Teatro Manzoni Cultura. Ospite Giancarlo Giannini

Otto lunedì dedicati a grandi personaggi dello Spettacolo e della Cultura italiana che si raccontano per una sera, intervistati da Edoardo Sylos Labini, nel salotto del Manzoni di Milano. Un incontro inedito dove gli otto protagonisti sveleranno al pubblico alcuni aneddoti della loro carriera, con immagini di repertorio e le musiche mixate dal vivo dal DJ Paul Vallery.

Un avvincente faccia a faccia dove il pubblico potrà interagire con alcuni dei volti più noti e amati del nostro Paese.

Il 23 Novembre l'appuntamento è con Giancarlo Giannini, attore, icona del cinema italiano nel mondo. Dai suoi inizi all'Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio D'Amico, alla nomination al premio Oscar come miglior attore per "Pasqualino Settebellezze" di Lina Wertmüller. 

La sua straordinaria carriera è una carrellata di successi accanto ai più grandi registi del mondo. Rappresentante di una grandissima tradizione di attori di classe, è anche perito elettronico, inventore, fotografo, pittore, nonché incontrastato “Re del Pesto”. Questo e altre mille cose è Giancarlo Giannini, un artista dal fascino unico che si racconterà nel salotto del Manzoni, seducendo come sempre il pubblico, in una serata da non perdere.

@Redazione

venerdì 20 novembre 2015

Plastics di Baj alla Galleria Giò Marconi

Dal 25 novembre al 31 gennaio la Galleria Giò Marconi, via Tadino 20, rende omaggio ad Enrico Baj con la mostra “Plastics”, in concomitanza con la mostra newyorkese al Luxembourg&Dayan.

Plastics” è il ciclo di opere realizzate dall’artista milanese nel biennio 1967-1969. 

Baj iniziò le sue sperimentazioni con i materiali plastici già nel 1963 con i mattoncini Lego e continuò la sua ricerca approdando ad altri oggetti. 

Negli anni della battaglia delle neoavanguardie contro l’omologazione e il consumismo, Baj decide di sferrare il suo attacco al sistema dall’interno, adoperando per le sue opere proprio il materiale simbolo del progresso tecnologico: la plastica. 

Con grande perizia Enrico Baj assembla, taglia e sovrappone ogni tipo di materiale plastico: cellulosa, PVC, polietilene per comporre personaggi irriverenti, espressioni buffe, oggetti iconini, mettendo in scena la sua commedia umana. 

Ad aprire l’esposizione sono due personaggi argentati, seguiti da “Pink Period” e “Personaggio in Rosa”, in cui l’artista ha accuratamente accostato diverse tonalità del rosa e del giallo insieme all’effetto di trasparenza creato dal passaggio della luce trasformando i corpi in visioni evanescenti.

Esposto anche il trio “Emsterkem”, “Izzoighitalti” e “Albmilaf” che proiettano in un’atmosfera futurista con le tre figure costituite dal collage di plastiche multicolori. 

Oltre ai ritratti sono esposti lavori come “Haj Tatta Eschige” e “Passeggiata a Central Park”, in cui la scena ha un vero e proprio sviluppo narrativo che dal primo piano si amplia al paesaggio. 

La mostra si conclude con il corte delle cravatte, definite dall’artista come “il miglior simbolo della società occidentale”, rilette in chiave pop: multicolori e brillanti per staccarsi dall’uomo moderno, anonimo e stereotipato. 

Ingresso all’esposizione gratuito. 

@Stefania Cappelletti

La New York di Foti al Teatro Libero

Il 22 e il 23 novembre sul palco del Teatro Libero va in scena “Niuiorc Niuiorc”, scritto, diretto e interpretato da Francesco Foti. 

La storia, basata su veri appunti di viaggio, racconta in modo tenero ma ben ritmato la scoperta della Grande Mela vista attraverso gli occhi un giovane quarantenne. 

Le strade immense, i grandi parchi verdi, i locali affollati, il protagonista scopre un mondo nuovo ed un nuovo sé. 

Un viaggio che diventa percorso di formazione, più il protagonista si addentra in New York più scende nelle profondità di sé. 

Una sequenza di sketches che ritraggono la quotidianità del grande centro urbano e i suoi multiformi personaggi che affollano i marciapiedi newyorkesi, al limite del surreale, che sembrano uscire da dei fumetti, ma anche profondamente umani e “normali”. 

Il protagonista scopre New York attraverso incontri, delusioni, disavventure e innamoramenti, ogni esperienza vissuta con candore e con un certo senso di inadeguatezza che inevitabilmente commuovono e divertono, creando una grande empatia. 

Lo spettacolo è accompagnato da un ben studiato gioco di luci e da una coinvolgente e spumeggiante colonna sonora che lo rendono molto simile ad un film. 

Un “One Man Show” nel senso più compiuto del termine che vede sul palco solo il protagonista e due semplici oggetti: uno sgabello e un quaderno, fedele compagno di viaggio e d’avventura. 

@Stefania Cappelletti

giovedì 19 novembre 2015

Parole Difficili da Dire al Teatro Leonardo

Dal 19 al 29 novembre va in scena, in prima nazionale, al Teatro Leonardo lo spettacolo “L’arte della menzogna. Quando certe parole sono difficili da dire” per la regia di Valeria Cavalli, in collaborazione con Claudio Intropido

Un monologo che racconta la storia di Diego, un giovane ragazzo che vive immerso nella menzogna, incapace di raccontare e di raccontarsi la verità per affrontare quanto lui stima inconfessabile: la sua omosessualità. 

Ma la menzogna è peggio del dolore, è come una scarpa stretta che impedisce di camminare, è un peso gravoso difficile da sopportare e che schiaccia inesorabilmente. 

Lo spettacolo affronta in modo dolce e commovente, ma strappando anche qualche risata, il tema dell’omosessualità ponendola a confronto diverso con quanto viene considerato normale. 

Ma cos’è normale?

E’ normale chi si adatta ad una serie di regole in cui tutti più o meno possono riconoscersi, chi evita di sovvertire la realtà accettata da tutti arrivando a costruire uno spesso strato di bugie per nascondere una verità che verrebbe considerata scomoda, ancora soggetta a forti discriminazioni ed etichette cariche di pregiudizi. 

A dare voce a Diego è Andrea Robbiano che riesce a divertire e commuovere affrontando un tema così delicato. 

@Stefania Cappelletti

Le Città di Guglielmo Spotorno alla Permanente

Dal 19 novembre al 19 dicembre al Palazzo della Permanente è allestita la mostra “Guglielmo Spotorno. Le città e l’altrove”. 

Spotorno torna a rappresentare la realtà e la società contemporanea con le sue drammatiche contraddizioni, come nel ciclo delle “Città umanizzate” in cui ritrae New York, Berlino, Caracas e le tele “Nel mirino” e “Città assediata”. 

Attualissimi i due dipinti “Isis execution” e “Nel mare di Lampedusa”, un vero e proprio urlo di denuncia dei drammi contemporanei e la dimostrazione della volontà dell’artista di non dimenticare, di non lasciar scomparire nel passato quanto accade oggi. 

In mostra anche gli ultimi suoi lavori: “Autoritratti”, in cui Spotorno rappresenta se stesso in totale astrazione con contrasti di colore e composizione, e “Crocefissi cittadini”, dove i crocefissi scendono dalle loro croci e partecipano al quotidiano, in un equilibrio severo di sintesi formale e figurativa. 

La mostra è curata da Nicoletta Pallini

Ingresso libero 

@Stefania Cappelletti

Milano Incontra Berlino all’Ex Ansaldo

Fino al 29 novembre lo Spazio Ex Ansaldo, via Tortona, ospita, nell’ambito di Milan Meets Berlin, la mostra “Selbst”, un’esposizione dei lavori di Sven Marquardt e Viron Erol Vert

Un percorso multidisciplinare che va dalla fotografia alla musica elettronica, accompagnate da videoarte e street art, fino alle nuove maniere di vivere la sessualità e alle politiche cittadine che hanno reso Berlino un vero e proprio epicentro di vivacità culturale e di innovative produzioni creative. 

Sven Marquardt, esponente di rilievo della fotografia pre e post Muro, espone le sue opere per la prima volta a Milano: una serie inedita di stampe di grande formato in bianco e nero che ritraggono con uno sguardo fortemente realista diversi soggetti della vita quotidiana che rappresentano diverse identità della Berlino est. 

Un’installazione di Viron Erol Vert affianca gli scatti di Marquardt riflettendo sul multiculturalismo che caratterizza la propria città. 

Altri eventi organizzati da Milan Meets Berlin: il 21 novembre performance e workshop educativi sulle maniere di vivere la sessualità berlinese; il 22 e il 23 novembre è la volta di una gustosa rassegna enogastronomica “Alexanderplatz: street food & market”; il 24 novembre si svolgerà il dibattito “Arm aber Sexy: povera ma sexy”. 

Presso la Casa del Popolo Elettronico, viale Tibaldi 21, è allestita la mostra fotografica “Tacheles” di Stefan Schilling.

La mostra è curata da Gaia Ammirata con il patrocinio del Goethe Institut Milan, in collaborazione con l’Associazione Intellighenzia Elettronica

@Stefania Cappelletti

mercoledì 18 novembre 2015

Billy Burrito. Creative Music Walk in Progress

La musica è nell’aria e per la strada e ogni oggetto produce un suono. 

Partendo da questi ottimi presupposti quattro musicisti professionisti – Philip Westermann (tuba) , Jan Ole Jönsson e Max Grösswag (percussioni), Hubert Fersterer (sax) – hanno creato Billy Burrito (www.billy-burrito.de), una “street band”, nata ad Amburgo, che ha fatto della sperimentazione il suo cavallo di battaglia. 

Un approccio creativo e diverso alla musica, che utilizza strumenti musicali propriamente detti, ma anche oggetti di uso comune (forchette, pentole, piatti, automobili, tombini e chi più ne ha più ne metta), a seconda della location scelta per il concerto e che crea un’atmosfera unica e giocosa. 

Il risultato è un’esplosione di suono, buon umore e allegria che mette addosso un’irrefrenabile voglia di muoversi, seguire il ritmo e ballare. 

Da tenere d’occhio.

@Antonietta Usardi

I Viaggi di Savoretti all’Archivio di Stato di Milano

Fino al 21 novembre all’Archivio di Stato di Milano, via Senato 10, i Fratelli Alinari presentano la mostra e il libro “Invito al viaggio. Fotografie di Nicola Savoretti”. 

Figlio di Piero Savoretti, artefice a Mosca della firma del contratto con la Fiat per la costruzione del complesso automobilistico in Unione Sovietica, e di una donna russa, Nicola passò l’infanzia in Italia per poi trasferirsi in Russia con la famiglia. 

Oggi è presidente dell’Agenzia internazionale per il supporto e il coordinamento della protezione civile internazionale; i suoi impegni istituzionali gli hanno dato l’opportunità di sviluppare la passione per la fotografia e di realizzare magnifici reportage in giro per il mondo: Tibet, Corea del Nord, Thailandia, America Latina, solo per citarne alcuni. 

La mostra è divisa in due sezioni: Occidente ed Altri Mondi, corrispondenti ad una visione diversa e ad un diverso registro espressivo per interpretare la realtà. 

Lo sguardo sull’Occidente ritrae il mondo che l’autore meglio conosce, nei suoi pregi e nei suoi difetti: New York, Parigi, Mosca sono narrate in bianco e nero, come fotogrammi da grande cinema o in technicolor che rende quasi irreale lo scatto. 

Ma è nel ritrarre i mondi sconosciuti che lo sguardo di Savoretti diviene più limpido, pronto a conoscere i segreti di questi luoghi e delle persone che vi abitano. 

Notevoli gli scatti realizzati in Nord Corea che, partendo dalla rappresentazione della quotidianità, permette di cogliere la presenza incombente del regime. 

Nel ritrarre le donne, gli uomini, giovani e anziani, i bambini e gli animali di questi luoghi da scoprire, Savoretti ha usato una sensibilità particolare, mantenendo intatta la loro dignità. 

@Stefania Cappelletti

Dalla Bonelli Editore Due Nuove Storie. Dragonero e Greystorm il Conquistatore

Due novità dalla Bonelli Editore: Dragonero le Origini e Greystorm il Conquistatore.

Entrambi i volumi verranno presentati a Milano il 19 novembre alla Mondadori di via San Pietro all'Orto.

Dragonero. Le Origini, disegnato dal copertinista della serie regolare mensile Giuseppe Matteoni, è il romanzo che ha segnato l’inizio della saga di Dragonero creata da Luca Enoch e Stefano Vietti. Si tratta del primo fantasy pubblicato da Sergio Bonelli Editore e di una delle serie più amate dal pubblico e in particolare dai giovani lettori.

Ambientato oltre la barriera del Vallo che separa l’Impero dalla Terra dei Draghi, là dove le Torri di Pietra stanno crollando sotto le spinte furiose di una forza malefica, Dragonero è un vero e proprio universo narrativo che ha assunto anche diverse altre incarnazioni. 

Greystorm. Il conquistatore di Antonio Serra e Gianmauro Cozzi. Ideata da Antonio Serra – uno dei "papà" di Nathan Never – e dal disegnatore Gianmauro Cozzi, Greystorm è una saga ambientata al sorgere di un secolo che ha visto trionfare la scienza e la tecnologia, portandole, nel bene e nel male, a dominare la nostra esistenza. 

@Redazione

Paolo Hendel al Teatro della Cooperativa

Dal 20 al 29 novembre il Teatro della Cooperativa presenta lo spettacolo di e con Paolo Hendel dal titolo “Come truffare il prossimo e vivere felici”. 

Prende il controllo del palcoscenico il cinico Carcarlo Pravettoni, falso vate della nuova economia italiana, che dispensa suggerimenti e consigli su come uscire dalla recessione e affrontare questa nuova società globalizzata con le sue sfide, ma snocciola anche i suoi dettami su come arredare l’ufficio, scegliere la segretaria, educare i figli, legittimi o no, licenziare i dipendenti, riuscendo a mantenere un elevato grado di serenità e soddisfazione nella propria vita. 

A fare da freno e contraltare al malfattore Pravettoni ci pensa lo stesso Paolo Hendel che, prendendo le distanze dalla sua creatura incontrollabile, rilegge i classici in chiave contemporanea, facendo luce sui comportamenti e modelli ridicoli della nostra società. 

Con un’ironia a tratti colta e tratti grottesca, Hendel prende in giro il mondo della pubblicità e propone un suo personalissimo coming out che lo porta a riflettere e a far riflettere sui temi dell’omosessualità e dell’eterosessualità. 

@Stefania Cappelletti

Vittorio Sgarbi Racconta Caravaggio al Carcano

Vittorio Sgarbi racconta Caravaggio al Carcano di Milano fino al 22  novembre.

Sgarbi conduce gli spettatori in uno spettacolo teatrale arricchito dalle musiche dal vivo di Valentino Corvino e dalle immagini delle opere più rappresentative di Michelangelo Merisi curate dal visual artist Tommaso Arosio.

“Caravaggio – spiega Sgarbi - è doppiamente contemporaneo. E’ contemporaneo perché c’è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere; ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l’importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l’Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un’epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un’attualizzazione, un’interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio.

@Redazione

martedì 17 novembre 2015

Roger Kellaway per Aperitivo in Concerto

Domenica 29 novembre 2015, al Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42), per l' “Aperitivo in Concerto” presenta il primo concerto in Italia di un leggendario protagonista della storia del jazz: il pianista Roger Kellaway.

Kellaway è un artista straordinario, un affascinante narratore musicale, un virtuoso dalla tecnica eccezionale, un sopraffino conoscitore degli standard.


Influenzato profondamente da Oscar Peterson, inizia relativamente tardi, dopo gli anni Settanta, una superlativa carriera come improvvisatore, esibendosi come solista e a fianco di artisti quali Zoot Sims, Duke Ellington, Dizzy Gillespie, Henry Mancini, Quincy Jones, Harry “Sweets” Edison, Oliver Nelson, Lalo Schifrin, Randy Brecker, Stanley Clark, Ernie Watts, Thad Jones, Bill Charlap, Sonny Stitt, Red Mitchell, Carmen McRae, Tom Ford, Robben Ford, Stéphane Grappelli, Tony Coe, Eddie Daniels.

@Redazione

Vivian Maier. La Fotografia Ritrovata da Forma Meravigli

Bambinaia nella vita, fotografa per vocazione.
Arrivano a Milano le severe inquadrature di Vivian Maier.

Forma Meravigli ospita dal 19 novembre la mostra Vivian Maier. Una fotografa ritrovata: 120 fotografie in bianco e nero, tutte scattate tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, insieme ad alcuni scatti a colori degli anni Settanta.

Nelle sue opere appare la street photography ante   litteram della quotidianità di New York e Chicago, dove la Maier visse.

La vita e le opere di questa fotografa sono circondate da un'alone di mistero: John Maloof, all'epoca agente immobiliare, acquista una parte dell'archivio della Maier. Inizia così una raccolta del straordinario lavoro che oggi comprende 3mila stampe e 150mila negativi.

Nessuna delle sue fotografie è stata pubblicata o esposta quando Vivian Maier era ancora in vita, alcuni rullini addirittura non sono stati nemmeno sviluppati, quasi lo sviluppo fosse una parte superflua del processo di creazione.

Osservando il suo corpus fotografico spicca la presenza di numerosi autoritratti, quasi un possibile lascito nei confronti di un pubblico con cui non ha mai voluto o potuto avere a che fare.

@Antonietta Usardi

My Romantic History al Teatro Libero

Debutta al Libero di Milano la piece teatrale My Romantic History, una commedia brillante sull'amore e sulle diverse definizioni dell'amore del drammaturgo scozzese C.D. Jackson.

Tom, un trentenne neoassunto in ufficio, racconta al pubblico la sua storia da quando, un po’ per caso, finisce a letto con la sua nuova collega d’ufficio Amy. 

Tutte le intenzioni sono quelle di non avviare una storia seria con lei, e anzi, di farsi lasciare il prima possibile. Quando sembra essere riuscito nel suo intento ecco la notizia: Amy è incinta.
A questo punto Amy, attraverso il racconto della sua versione dei fatti, mette in luce, con ironia e comicità, le diverse concezioni che i due protagonisti hanno della realtà. Nel procedere della storia, la multilateralità dello sguardo diviene una chiave per vedere il mondo.
Nel terzo atto Amy e Tom arrivano a una rottura ed entrambi hanno occasione di riconsiderare le loro storie passate. Si fanno i conti con i propri sogni, idealizzazioni e incubi, ogni cosa assume un peso diverso e inaspettato. Come sarà il futuro a partire da adesso?

@Redazione

lunedì 16 novembre 2015

I Macchiaioli Incantano al Poldi Pezzoli

Fino al 29 febbraio il Museo Poldi Pezzoli ospita la mostra “L’incanto dei Macchiaioli nella collezione Giacomo e Ida Jucker”. 

Sono passati più di quarant’anni dall’ultima esposizione in cui la collezione fu mostrata al pubblico. Oggi, grazie all’allestimento curato dal interior designer Nour Abi Saad, che ha ricostruito l’abitazione degli Jucker di via Macchi, la raffinata collezione dei due coniugi milanesi è di nuovo ammirabile. 

Oltre cinquanta dipinti, collezionati dall’imprenditore italo svizzero, prevalentemente di pittori macchiaioli e di alcuni esponenti italiani di spicco della seconda metà dell’Ottocento. 

Notevole il gruppo di dipinti di Giovanni Fattori con “Signore in giardino” e “Cavalleggeri in avanscoperta” accompagnati dai quadri di Silvestro Lega, “Curiosità”, che apre il percorso espositivo, e “Lettura romantica”. 

Oltre alle tele dei macchiaioli, le opere di artisti come De Nittis, Segantini, Ranzoni e Fontanesi

La mostra è anche un'occasione unica per raccontare la passione e la meticolosità con cui i coniugi Jucker composero la loro collezione, aiutati dai consigli di Emilio Cecchi ed Enrico Somarè; una raccolta che, sulla scia del profondo mecenatismo e del grande senso civico del secondo dopo guerra, era dal 1968 visibile nell'abitazione di via Macchi trasformata in galleria dagli eredi dei due collezionisti.

La mostra è curata da Andrea Di Lorenzo, Fernando Mazzocca e Annalisa Zanni

@Stefania Cappelletti

Sale delle Asse. Riprendono i Lavori

Dopo i sei mesi di ExpoinCittà, in cui milanesi e turisti hanno potuto scoprire la Sala delle Asse e conoscere, grazie all’installazione multimediale che ha svelato anche i segreti del restauro in corso, la sua straordinaria storia legata all’attività di Leonardo da Vinci al Castello Sforzesco, riprendono ora a pieno regime i lavori di restauro della Sala.

Mai interrotti nemmeno durante il semestre di ExpoinCittà, i lavori di restauro ora si intensificheranno e il cantiere presente nella Sala dovrà essere ampliato per consentire ai restauratori di intervenire liberamente sulle pareti affrescate.

A partire dal 16 novembre, e fino a Natale, l’installazione multimediale continuerà a raccontare la storia della Sala delle Asse tutti i venerdì, sabato e domenica negli orari di apertura del Museo d’Arte Antica.

@Redazione

Casa Testori. Botanica. Dall'Arte alla Natura

Casa Testori ospita la mostra "Botanica. Dall'arte alla natura". 

Articoli Fantasia: 14 novembre 2015 - 10 gennaio 2016
Il progetto di MARS, ideato da Lorenza Boisi e Yari Miele, dal titolo Articoli Fantasia, vede il recupero di una delle modalità chiave dello spazio che i due artisti gestiscono a Milano: il coinvolgimento di alcuni colleghi invitati a partecipare all'idea tramite open call. I dodici nomi di artisti italiani selezionati si sono messi alla prova sul tema Botanica sperimentando da una parte, sulla superficie tridimensionale, dei vasi in ceramica - gli Articoli Fantasia - che recuperano la tradizione della ceramica Laveno. 

Una fiorista è stata successivamente invitata a scegliere per ognuno dei vasi realizzati una specie floreale. Dall'altro, sulla superficie bidimensionale, creando il Giardino di Carta: ogni artista propone con la propria ricerca un disegno su carta di formato 50x70 cm sul tema della Botanica, fatto di suggestioni, di storie e frammenti. Il risultato è sorprendente e onirico: un di­stillato di sogni e, forse, di incubi.

@Redazione

Chris Corner in Concerto al Lo-Fi

Giovedì 19 novembre al Lo-fi di Milano Chris Corner presenta il suo ultimo lavoro Metanoia.

L'eclettico compositore, produttore, polistrumentista e video-artist londinese Chris Corner, già membro degli Sneaker Pimps, torna con Metanoia, il sesto album del suo progetto elettro-rock solista IAMX pubblicato in digitale il 2 ottobre 2015 per Orphic/Caroline/Universal.

Artista di culto della scena elettro-rock mondiale, ed in particolare negli Stati Uniti, in Germania e nei Paesi dell'Est, IAMX ha conquistato l'attenzione di pubblico e media grazie alla sua forte identità creativa ed all'originalità della sua visione sonora, caratterizzata da una scrittura profondamente accattivante e personale, dalla sua carismatica figura di performer e dagli eccentrici spettacoli dal vivo.

Il nuovo album Metanoia, descritto da lui stesso come il suo lavoro più intimo ed espressivo, si snoda lungo sonorità synth-rock, impulsi dance e ballate cariche di emotività, toccando senza mezzi termini tematiche controverse riguardanti l'amore, la morte, le dipendenze, la decadenza e l'identità di genere.

@Redazione

Lo Stradivari Torna a Milano

In occasione del trecentesimo anniversario, torna a Milano per un'esposizione straordinaria di dieci giorni, nella sala Balla del Castello Sforzesco, il violino Antonio Stradivari 1715.

Rimasto per anni nelle mani del violinista Antonio Bazzini (1818-1897) che fu direttore del Conservatorio ‘Giuseppe Verdi’, per poi passare alla celebre violinista Gioconda De Vito (1907-1994) che lo portò in giro per il mondo, lo Stradivari torna a Milano per raccontare la sua storia al grande pubblico del Castello Sforzesco.

Stradivari andava a scegliere gli abeti rossi di Paneveggio, sotto Passo Rolle, per la tavola armonica, e spesso sono in pioppo o acero fondo, riccio e fasce, e che cercava gli alberi più sani, con anelli proporzionati. Quindi legni sceltissimi e rari. Ma la colla, come si è favoleggiato, non possiede ritrovati particolari. Gli ultimi, sofisticati esami sui quattro violini e la viola del Musée de la Musique di Parigi fabbricati dal 1692 al 1720, in Francia e Germania, dicono che le vernici sono assolutamente quelle in uso allora.

@Redazione

La Luna nel Naviglio Da Interlinea alla Libreria Bocca

La luna nel Naviglio. Milano in poesia è un omaggio in versi di Massimo Bettetini con illustrazioni di Ugo La Pietra edito da Interlinea che sarà presentato mercoledì 18 novembre 2015 alle ore 18 presso la libreria storica Bocca di Milano, in Galleria Vittorio Emanuele con reading ed esposizione delle tavole originali dell’artista.

«Nella città del vacuo dolore io mi / innamorai di uno sguardo, di un sorriso / triste senza cielo», così Alda Merini ricordava Milano, città cui è dedicato La luna nel Naviglio. Massimo Bettetini raccoglie poesie a partire dai navigli, perché «basta un filo di nebbia per dimenticare l’edificio di fronte / con i suoi malanni e le sue malinconie», accompagnandoli con le illustrazioni di Ugo La Pietra e i versi di altri grandi come Vittorio Sereni, Alda Merini, Giovanni Raboni, Roberto Rebora.

La luna nel Naviglio. Milano in poesia racconta di una Milano con i suoi luoghi del passato e del presente, anche solo sognati e intravisti, che rimandano ad altrettanti luoghi interiori. I disegni di Ugo La Pietra esaltano il perdersi e il ritrovarsi nei luoghi di Milano tra le acque del Naviglio, le strade e le case con il via vai dei volti della gente, il loro incedere e aspettare davanti ad una fermata dell'autobus, i silenzi della notte e le luci accese nelle case. «Più avanti, / oltre quella lunatica sbilenca / che passeggia su e giù, / c’è il posto dove si sciacquano / i panni segreti e antichi, / vicolo delle lavandaie»

mercoledì 18 novembre. ore 18.00 Libreria Bocca

@redazione

Beyond Vanja in Scena al Teatro Litta

Il Teatro del Simposio torna ospita del Teatro Litta dal 17 al 29 novembre con Beyond Vanja, una reinterpretazione del celebre zio Vanja di Anton Cechov.

Nelle vite monotone e laboriose di Zio Vanja e sua nipote Sonja irrompe improvvisamente il professor Serebrjakov, marito della defunta sorella di Vanja e sposato in seconde nozze con la bellissima Elena, pigra, indolente, ma raggiante di giovinezza. 

Vanja e il medico Astrov si innamorano di lei. Vanja smette di occuparsi dei campi, Astrov trascura i malati, mentre Sonja, segretamente innamorata di Astrov, soffre.

Un giorno Serebrjakov propone di vendere la proprietà della defunta moglie per investire il capitale in modo più redditizio. Vanja reagisce, esplode, esternando tutto l’odio represso per il vecchio ed egoista professore. La situazione diventa insostenibile e Serebrjakov parte insieme alla moglie. Alla fine la vita riprende con la stessa monotonia di prima: le ferite si rimarginano, non c’è che da aspettare.

@Redazione

mercoledì 11 novembre 2015

Milano Città d’Acqua a Palazzo Morando

Dal 12 novembre fino al 14 febbraio a Palazzo Morando presenta la mostra “Milano città d’acqua”, un percorso molto suggestivo alla scoperta delle vie d’acqua di Milano.

Oltre 150 fotografie d’epoca, mappe storiche e documenti, provenienti da archivi pubblici e privati, ricostruiscono la storia della città e dei suoi percorsi d’acqua che fin dal tempo dei celti e dei romani hanno dato un’identità e una fisionomia precisa a Milano. 

Lo stesso nome di Milano, secondo le ultime ricerche, è da collegare alla presenza dell’ansa di un fiume. 

La città da sempre ha vissuto in simbiosi con l’acqua usandola per garantirsi prosperità, per difendersi e per sviluppare traffici. 

I migliori ingegneri idraulici d’Europa, fin dal tardo medioevo, provenivano da Milano ed erano dei veri e propri maestri nella gestione delle acque del Naviglio della Martesana, del Naviglio Grande e della Fossa interna, realizzando le prime conche del mondo. 

Costeggiavano i canali una moltitudine di mulini, concerie, attività che necessitavano del regolare corso d’acqua per poter lavorare. 

Il percorso espositivo comprende anche curiosità come la presenza di “fonti miracolose”, il mistero delle fontane ottagonali e dei battisteri, la storia dell’esperimento dell’uomo scafandro sul Naviglio nel Settecento e la spiegazioni delle ragioni che hanno portato alla salvaguardia dell’Acquario Civico

Viene raccontata la storia dell’Idroscalo, costruito per permettere l’atterraggio degli idrovolanti, e quella della Darsena che, per alcuni decenni, è stato l’ottavo porto italiano per traffico di merci. 

La mostra termina con un excursus storico sugli impianti di depurazione delle acque reflue: dalle marcite di epoca cistercense ai moderni impianti di Nosedo e San Rocco

@Stefania Cappelletti